Un proprietario ha costruito dodici immobili abusivi, tra abitazioni e uffici, su un terreno a destinazione agricola e privo di permessi. Il tribunale ha disposto il sequestro preventivo per abuso edilizio per impedire l'aggravamento del carico urbanistico. L'indagato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che le opere erano ormai completate, abitate e situate in un contesto già urbanizzato. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che anche gli edifici finiti possono subire il blocco se la loro presenza compromette l'assetto del territorio e richiede nuove opere pubbliche. Il proprietario ha subito la conferma dei sigilli e la condanna alle spese.
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