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Art. 1101 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1101 Codice Civile

Arricchimento senza causa: limiti al rimborso tra ex conviventi
Una coppia di conviventi acquista una casa in comproprietà al cinquanta per cento. L'ex convivente uomo paga l'intero prezzo e ristruttura l'immobile a proprie spese. Dopo la separazione, l'uomo occupa la casa in via esclusiva e la donna chiede la divisione e un'indennità di occupazione. L'uomo richiede indietro le somme spese per l'acquisto e i lavori. La Cassazione conferma che l'acquisto della casa è una donazione indiretta, ma accoglie il ricorso della donna sul calcolo dell'indennizzo per le ristrutturazioni. La Corte stabilisce che l'indennizzo per arricchimento senza causa deve essere calcolato confrontando la perdita subita da chi ha pagato con il reale arricchimento ottenuto dall'altro, senza superare quest'ultimo limite. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello.
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Calcolo del quorum in supercondominio: tabelle ko ma delibera ok
Un condòmino ha impugnato una delibera del supercondominio contestando l'errato calcolo del quorum costitutivo e deliberativo. L'assemblea aveva ripartito i millesimi in parti uguali tra i tre lotti del complesso (1000/3000 ciascuno). I giudici di merito hanno annullato la delibera ritenendo inattendibile tale ripartizione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del supercondominio, stabilendo che l'invalidità della delibera non può derivare dalla semplice inattendibilità delle tabelle. Il giudice deve infatti verificare concretamente se, ricostruendo i valori proporzionali effettivi, le maggioranze siano state raggiunte o meno. La Suprema Corte ha chiarito che il corretto calcolo del quorum in supercondominio richiede un accertamento reale dei valori e ha rinviato la causa alla Corte d'appello.
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Immobile in comproprietà: non paga l’affitto e rinuncia in Cassazione
Una ex-moglie agisce in giudizio per ottenere la sua parte dei canoni di locazione di un immobile in comproprietà con l'ex-marito. L'immobile era affittato alla società dell'uomo, che tratteneva l'intero importo. La Corte d'Appello dà ragione alla donna, condannando l'ex-coniuge a versarle la metà dei canoni percepiti. L'uomo e la sua società ricorrono in Cassazione, ma prima della decisione finale rinunciano all'impugnazione. La Suprema Corte, di conseguenza, dichiara il processo estinto. La condanna al pagamento diventa così definitiva e l'ex-marito è obbligato a pagare.
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