LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 105 Codice Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 105 Codice Penale

Prescrizione del reato: come si calcola? Analisi Cass.
Un soggetto condannato in appello ricorre in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, spiegando nel dettaglio il calcolo del termine di prescrizione. La Corte chiarisce come le interruzioni processuali e la recidiva reiterata aumentino il tempo necessario a prescrivere, dimostrando che, nel caso specifico, il reato non era ancora estinto al momento della sentenza impugnata.
Continua »
Informativa antimafia: limiti al ricorso in Cassazione
Una società colpita da una informativa antimafia ha impugnato il provvedimento, sostenendo che fatti favorevoli successivi ne dimostrassero l'illegittimità. Dopo le sconfitte presso il TAR e il Consiglio di Stato, si è rivolta alla Cassazione. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la loro competenza è limitata ai soli 'motivi inerenti alla giurisdizione' (eccesso di potere del giudice amministrativo) e non può estendersi al merito della decisione, come la scelta di non considerare eventi successivi all'emissione dell'atto. La valutazione della legittimità di una informativa antimafia va fatta con riferimento al momento della sua adozione.
Continua »
Giurisdizione quote emissioni: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito la giurisdizione del giudice amministrativo in una controversia su quote di emissioni. Una società energetica, sanzionata per aver operato senza autorizzazione, aveva impugnato l'ordine di restituzione delle quote. A differenza del Consiglio di Stato, che aveva individuato la giurisdizione del giudice ordinario, la Cassazione ha qualificato l'ordine non come sanzione punitiva, ma come misura ripristinatoria. Tale misura, volta a tutelare l'interesse pubblico, implica una discrezionalità della Pubblica Amministrazione, radicando la giurisdizione quote emissioni presso il giudice amministrativo.
Continua »
Esecuzione pena a domicilio: il pericolo di fuga la nega
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di negare l'esecuzione pena a domicilio a una donna condannata a meno di diciotto mesi. La decisione si fonda sul concreto pericolo di fuga, dimostrato dal fatto che la donna si era resa irreperibile in due precedenti occasioni per sottrarsi alla giustizia. Secondo la Corte, il comportamento pregresso giustifica pienamente il diniego del beneficio.
Continua »
Pericolosità sociale: i limiti del ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità sociale. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla pericolosità può basarsi su elementi di un procedimento penale non ancora concluso e che il controllo della Cassazione è limitato alle sole violazioni di legge, non potendo riesaminare nel merito la valutazione dei fatti compiuta dai giudici di appello.
Continua »
Detenzione domiciliare: no se c’è rischio reati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato a cui era stata negata la detenzione domiciliare. La decisione si fonda sulla ripetuta commissione di reati da parte del soggetto durante un precedente periodo di arresti domiciliari, un elemento che dimostra un concreto pericolo di recidiva e giustifica il diniego del beneficio, secondo quanto previsto dalla legge sull'esecuzione della pena a domicilio.
Continua »
Detenzione domiciliare: obbligo di pronuncia del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che, pur respingendo una richiesta di affidamento in prova, aveva omesso di pronunciarsi su una contestuale istanza di detenzione domiciliare. Il Tribunale si era limitato a trasmettere gli atti a un altro magistrato per la valutazione dell'esecuzione della pena a casa (L. 199/2010). La Cassazione ha stabilito che la detenzione domiciliare è una misura distinta e il giudice ha l'obbligo di valutarla e motivare la sua decisione, non potendo eludere tale dovere.
Continua »
Impugnazione sentenza giurisdizione: i termini
Una società concessionaria autostradale viene sanzionata da un'amministrazione provinciale per l'occupazione di suolo pubblico. Nasce una controversia sulla giurisdizione. Il Consiglio di Stato la attribuisce al giudice amministrativo. L'ente locale non impugna subito questa decisione, ma solo insieme alla sentenza finale di merito. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso sulla giurisdizione, affermando che la relativa sentenza doveva essere oggetto di impugnazione immediata, essendo ormai passata in giudicato.
Continua »
Difetto di giurisdizione: l’appello deve essere tempestivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per difetto di giurisdizione perché non è stato proposto tempestivamente. Una società concessionaria autostradale ha atteso la sentenza di merito prima di impugnare anche la precedente decisione sulla giurisdizione, ma la Corte ha stabilito che tale decisione, essendo definitiva, andava appellata subito. Questo caso sottolinea l'importanza di rispettare i termini procedurali per le questioni pregiudiziali.
Continua »
Difetto di giurisdizione: quando impugnare la sentenza
Una società concessionaria autostradale contesta una sanzione di un'Amministrazione Provinciale per l'occupazione di suolo pubblico con pontoni autostradali. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'ente locale per difetto di giurisdizione, poiché la precedente sentenza del Consiglio di Stato che aveva affermato la giurisdizione amministrativa non era stata impugnata tempestivamente, diventando così definitiva e non più contestabile.
Continua »
Difetto di giurisdizione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ente Locale contro una Società Concessionaria autostradale in una controversia sul difetto di giurisdizione. La questione riguardava una sanzione per l'occupazione di suolo pubblico. La Corte ha stabilito che la precedente sentenza del Consiglio di Stato sulla giurisdizione, non impugnata tempestivamente, era passata in giudicato, precludendo ogni ulteriore discussione sul punto.
Continua »
Questione di giurisdizione: quando la sentenza è finale
In una controversia tra un ente locale e una società concessionaria autostradale per l'occupazione di suolo pubblico, la Corte di Cassazione affronta una cruciale questione di giurisdizione. Il ricorso dell'ente è stato dichiarato inammissibile perché la sentenza del Consiglio di Stato, che aveva affermato la giurisdizione amministrativa, non è stata impugnata tempestivamente, diventando così definitiva e non più contestabile.
Continua »
Difetto di giurisdizione: quando l’appello è finale
La Corte di Cassazione chiarisce un importante principio processuale: la sentenza del Consiglio di Stato che risolve una questione di giurisdizione e rimette la causa al giudice di primo grado è una decisione definitiva su quel punto. Pertanto, deve essere impugnata immediatamente e non unitamente alla sentenza finale di merito. Nel caso specifico, un ente locale contestava la giurisdizione del giudice amministrativo in una controversia contro una società concessionaria autostradale per l'occupazione di suolo pubblico. Avendo proposto ricorso per il difetto di giurisdizione solo dopo la sentenza finale, e non dopo la prima sentenza che aveva deciso su tale punto, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per tardività, consolidando la giurisdizione del giudice amministrativo.
Continua »
Difetto di giurisdizione: quando impugnare la sentenza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente locale contro una società concessionaria autostradale. La controversia verteva su un verbale di accertamento per occupazione di suolo pubblico. La Corte ha stabilito che la sentenza del Consiglio di Stato che decide sulla giurisdizione e rimette la causa al primo giudice deve essere impugnata immediatamente. L'impugnazione tardiva, presentata unitamente a quella contro la sentenza di merito finale, ha reso la statuizione sulla giurisdizione definitiva e non più contestabile, evidenziando un cruciale difetto di giurisdizione procedurale.
Continua »
Difetto di giurisdizione: quando impugnare la sentenza?
Una Provincia ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro una società concessionaria autostradale, lamentando un difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in una controversia su sanzioni per l'occupazione di suolo pubblico. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: la sentenza d'appello che decide sulla sola questione di giurisdizione e rimette la causa al primo giudice è definitiva su quel punto. Doveva quindi essere impugnata immediatamente e non unitamente alla sentenza di merito successiva. La mancata tempestiva impugnazione ha reso la decisione sulla giurisdizione definitiva (giudicato), precludendo ogni ulteriore discussione in merito.
Continua »
Difetto di giurisdizione: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente locale contro una società concessionaria di autostrade. La controversia riguardava una sanzione per occupazione di suolo pubblico. La Corte ha stabilito che la sentenza del Consiglio di Stato, che aveva affermato la propria giurisdizione e rimesso la causa al primo giudice, doveva essere impugnata immediatamente. Non avendolo fatto, la questione del difetto di giurisdizione era ormai passata in giudicato, rendendo tardivo e quindi inammissibile il ricorso finale.
Continua »