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Art. 103 Codice Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 103 Codice Penale

Abitualità nel reato: condanna valida ma status annullato
La Corte d'Appello confermava la colpevolezza di due imputati per vari reati contro il patrimonio, tra cui il furto in privata dimora. La corte dichiarava inoltre entrambi responsabili di abitualità nel reato e applicava la recidiva. Gli imputati impugnavano il verdetto dinanzi alla Corte di Cassazione, contestando la violazione dei diritti di difesa. I giudici supremi hanno respinto le doglianze sul furto e sulla recidiva, accogliendo unicamente la questione procedurale. La Suprema Corte ha stabilito che la dichiarazione di abitualità nel reato richiede una contestazione esplicita e tempestiva nel capo di imputazione. L'accusa non può desumere tale qualifica dalla mera presenza della recidiva reiterata. I giudici hanno quindi annullato la sentenza limitatamente all'abitualità, confermando le condanne per i delitti contestati.
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Misura di sicurezza casa di lavoro: ricorso respinto e sanzione
Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato la dichiarazione di abitualità nel reato per un condannato, imponendogli la misura di sicurezza casa di lavoro per la durata di un anno. Il soggetto ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione lamentando irregolarità nell'avvio del procedimento e la presenza di un altro giudizio penale pendente. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le segnalazioni della polizia giudiziaria sollecitano legittimamente i poteri d'ufficio del giudice e che la pendenza di altri processi non impedisce l'applicazione della misura di sicurezza casa di lavoro per i fatti già accertati in modo irrevocabile.
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Truffa e Particolare tenuità del fatto: assolto ma con precedenti
Un individuo, inizialmente assolto per truffa grazie alla 'particolare tenuità del fatto', vede la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il Procuratore aveva contestato la decisione, evidenziando i precedenti penali dell'imputato per reati simili. La Cassazione ha stabilito che il giudice di primo grado ha sbagliato a non considerare la condotta complessiva e l'abitualità del comportamento. La presenza di altri reati della stessa indole, infatti, è un elemento che può impedire l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il caso è stato rinviato a un nuovo giudice per una valutazione più completa, che tenga conto di tutti i precedenti.
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Particolare tenuità del fatto e furto d’acqua
La Corte di Cassazione ha stabilito che il furto d'acqua tramite allaccio abusivo alla rete comunale, essendo un reato a consumazione prolungata, integra un comportamento abituale. Tale abitualità osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis del codice penale. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per essersi impossessato reiteratamente di acqua sottraendola al Comune, confermando che la natura continuativa del prelievo illecito impedisce di considerare il fatto di lieve entità.
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