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Art. 102 Costituzione — Anno 2026

Altri anni per Art. 102 Costituzione

Licenziata da ex Senatore: l’autodichia blocca il giudice?
Una collaboratrice di un ex Presidente del Senato impugna il suo licenziamento davanti al giudice del lavoro. La difesa sostiene il difetto di giurisdizione del tribunale ordinario a favore dell'autodichia degli organi costituzionali. I giudici di merito accolgono questa tesi, affermando la competenza interna del Senato. La Corte di Cassazione, tuttavia, ritiene la questione complessa e non risolta da precedenti sentenze, poiché il rapporto di lavoro non è con l'amministrazione del Senato ma con un singolo ex membro. Per questo motivo, rimette la decisione alle Sezioni Unite, che dovranno stabilire in via definitiva i confini della giurisdizione parlamentare in questi casi specifici.
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TARI e leasing: il valore del lodo arbitrale vince sul fisco
Una società di leasing ha impugnato un avviso di accertamento TARI emesso da un Comune toscano. L'ente impositore sosteneva che, dopo la risoluzione del contratto di leasing, il possesso dell'immobile fosse tornato alla società concedente, basandosi su una dichiarazione sostitutiva del conduttore. Al contrario, la società di leasing affermava che il bene era rimasto nella disponibilità del conduttore fino a una data successiva, come accertato da un lodo arbitrale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che il valore probatorio del lodo arbitrale è equiparato a quello di una sentenza giudiziaria. Di conseguenza, il giudice tributario non può ignorare le risultanze del lodo per determinare chi sia l'effettivo detentore dell'immobile ai fini della tassazione sui rifiuti.
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Giudice ausiliario: limiti e validità delle sentenze
La Corte di Cassazione ha esaminato la validità di una sentenza emessa da un collegio che includeva un giudice ausiliario. Il ricorrente ha eccepito la nullità del provvedimento sostenendo che, trattandosi di un giudizio di rinvio dalla sede penale a quella civile, la causa dovesse considerarsi di unico grado, ambito in cui la legge vieta l'impiego di magistrati onorari. La Suprema Corte, richiamando la giurisprudenza costituzionale sulla temporanea tollerabilità di tali figure, ha disposto il rinvio in pubblica udienza per approfondire se la natura del giudizio di rinvio sia compatibile con la presenza del giudice ausiliario.
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Clausola arbitrale: quando decide il giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava improponibile la domanda di un appaltatore contro un ente pubblico, ritenendo erroneamente che la lite dovesse essere risolta da arbitri. Il cuore della questione riguarda la clausola arbitrale inserita tramite il richiamo al capitolato generale delle opere pubbliche. La Suprema Corte ha chiarito che tale richiamo non impone un arbitrato obbligatorio, poiché la normativa di riferimento, letta alla luce delle sentenze della Corte Costituzionale, permette alla parte di scegliere la giurisdizione ordinaria. La volontà di escludere il giudice statale deve essere esplicita e non può derivare da un rinvio generico a norme legislative soggette a evoluzione.
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Provvedimento abnorme e udienza predibattimentale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una parte civile contro una sentenza di non luogo a procedere per diffamazione. Il ricorrente sosteneva l'esistenza di un provvedimento abnorme poiché il giudice, dopo aver annullato un precedente decreto di prosecuzione del giudizio, si sarebbe investito nuovamente della funzione di filtro senza una nuova assegnazione formale. La Suprema Corte ha stabilito che l'udienza predibattimentale non costituisce una fase autonoma e che l'eventuale inosservanza delle tabelle organizzative dell'ufficio non configura un'abnormità, ma al più una nullità non deducibile tramite ricorso per cassazione diretto.
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Arbitrato opere pubbliche: validità della clausola
La Corte di Cassazione ha confermato che, nei contratti con enti pubblici, l'arbitrato opere pubbliche può essere declinato unilateralmente dall'ente se il rinvio al capitolato generale ha natura normativa. Ciò deriva dall'incostituzionalità delle norme che imponevano l'arbitrato obbligatorio.
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