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Art. 10 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 10 Codice Civile

Definizione agevolata delle liti pendenti: stop della Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a una contribuente una cartella di pagamento, contestando la detrazione fiscale per spese di ristrutturazione edilizia eseguite originariamente dal defunto congiunto. L'ente impositore riteneva assente la disponibilità materiale dell'immobile da parte dell'erede. La controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio. La contribuente ha quindi depositato formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici Supremi hanno verificato i presupposti oggettivi della misura e la parziale soccombenza dell'amministrazione finanziaria nel primo grado. Constatando l'assenza di cause di esclusione, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la chiusura agevolata del debito fiscale ed estinguere il giudizio.
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Indennità di coordinamento: negata senza prove dell’incarico
Un collaboratore sanitario ha chiesto il riconoscimento dell'indennità di coordinamento e il passaggio al livello superiore (DS), sostenendo di aver svolto compiti di coordinamento. La Corte d'Appello ha respinto la domanda per mancanza di prove sull'effettivo svolgimento di tali funzioni alla data chiave del 31 agosto 2001. Il lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando l'uso di documenti tardivi della controparte e una errata valutazione delle prove. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che spetta al lavoratore dimostrare i fatti costitutivi del proprio diritto. Inoltre, la valutazione dei documenti e dei testimoni spetta solo ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Il lavoratore perde la causa e non ottiene i benefici richiesti.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3943/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici. Il caso riguarda la prescrizione del diritto al risarcimento per la mancata attuazione di direttive europee sulla loro remunerazione. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che il termine di prescrizione decennale è iniziato a decorrere dall'entrata in vigore della Legge n. 370/1999, e non da una legge successiva del 2011. Pertanto, il diritto dei ricorrenti è stato considerato estinto.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione. L'ordinanza conferma il consolidato orientamento secondo cui la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Le incertezze legali sollevate dai ricorrenti non sono state ritenute sufficienti a posticipare tale decorrenza.
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