La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la violazione della sorveglianza speciale. Il Sottoposto, soggetto alla misura di prevenzione con obbligo di soggiorno, non era stato trovato in casa durante due controlli serali della polizia. La difesa sosteneva che l'uomo si fosse trasferito, ma tale variazione di domicilio non era mai stata comunicata formalmente alle autorità. I giudici di legittimità hanno confermato la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre a un anno di libertà vigilata. La Cassazione ha ribadito che il mancato rispetto delle prescrizioni e l'omessa comunicazione del cambio di dimora integrano pienamente il reato, evidenziando una spiccata propensione a delinquere del ricorrente, condannato anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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