La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 5 mesi e 10 giorni di arresto nei confronti di un uomo sottoposto a misura di prevenzione. L'imputato ha commesso la violazione della sorveglianza speciale rincasando ripetutamente dopo le 21:00 o uscendo prima delle 7:00 del mattino. La difesa ha sostenuto che l'uomo non voleva compiere reati né sottrarsi ai controlli di polizia, chiedendo l'assoluzione per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno respinto la tesi difensiva: per integrare il reato basta la volontà cosciente di disattendere gli orari imposti, mentre i motivi personali non hanno alcun valore esimente. Inoltre, la reiterazione delle violazioni nel tempo esclude la particolare tenuità del fatto, rendendo il ricorso inammissibile con condanna a 3.000 euro di sanzione.
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