Definizione
Una persona che, secondo la legge, non ha il potere o il diritto di compiere un determinato atto giuridico, come ad esempio presentare un ricorso.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 32 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 97% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 3%
- Inammissibile 97%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Penale Sez. 257%
- Penale Sez. 740%
- Penale Sez. 13%
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Una compagnia assicurativa emette un titolo di credito verso un cliente per liquidare un indennizzo. L'istituto di recapito postale paga il titolo a un terzo soggetto non legittimato, consentendo un incasso indebito. I giudici territoriali respingono la richiesta di risarcimento formulata dalla compagnia, sostenendo l'assenza di prova del danno in mancanza di un secondo versamento al vero beneficiario. La Suprema Corte ribalta la decisione e chiarisce che il pagamento assegno non trasferibile a favore di una persona errata non estingue il debito sottostante verso il creditore reale. L'operazione irregolare produce un immediato ammanco economico sulle somme accantonate dall'emittente. Di conseguenza, l'intermediario pagatore risponde dell'inadempimento delle regole vigenti ed è tenuto a ripristinare la provvista patrimoniale, indipendentemente dalla prova di un ulteriore esborso.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un cittadino contro un'ordinanza della Corte d'Appello di Milano. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché proposto personalmente dal soggetto interessato, il quale non aveva la legittimazione (l'autorizzazione legale) per farlo. La decisione è stata presa 'de plano' (senza un'udienza formale). Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da tre soggetti contro una sentenza di pena concordata (patteggiamento) emessa dal G.I.P. di Torino. Per uno dei ricorrenti, l'impugnazione è stata presentata da una persona non autorizzata. Per gli altri due, il ricorso contestava la sentenza solo per un difetto di motivazione, ma la legge limita i motivi per impugnare un patteggiamento a casi specifici, escludendo il vizio di motivazione. La Corte ha quindi confermato l'inammissibilità dei ricorsi, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Un individuo ha presentato un ricorso contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'interessato ha presentato l'impugnazione personalmente, ma la legge non lo permette in questo caso, richiedendo l'intervento di un avvocato abilitato. Per questo motivo, il ricorso è stato respinto. L'individuo deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende. Questo caso evidenzia l'importanza di seguire le corrette procedure per evitare un ricorso inammissibile.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato direttamente da un cittadino condannato nei precedenti gradi di giudizio. L'uomo aveva contestato la mancata concessione delle attenuanti generiche firmando e depositando l'atto di persona. I giudici hanno chiarito che il ricorso personale in Cassazione non è consentito dalla legge: l'atto deve essere necessariamente sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, la Suprema Corte ha applicato la procedura semplificata e ha respinto l'istanza, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato nei precedenti gradi di giudizio. L'imputato aveva proposto l'impugnazione autonomamente, senza l'assistenza di un legale abilitato. I giudici hanno chiarito che, a seguito delle riforme legislative del 2017, il ricorso personale in Cassazione non è più consentito nel processo penale. L'atto di impugnazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto nell'albo speciale, a pena di inammissibilità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di quattromila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Un imputato, già condannato per truffa, presenta personalmente il suo appello alla Corte di Cassazione. La Corte, tuttavia, non entra nel merito della questione. Dichiara il Ricorso in Cassazione inammissibile perché la legge penale richiede tassativamente che tale atto sia firmato da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. L'imputato, agendo da solo, non era un soggetto legittimato a presentare l'impugnazione. Di conseguenza, il ricorso viene respinto e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
Continua »
Un condannato ha presentato personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno dichiarato l'atto inammissibile senza nemmeno esaminarlo nel merito. La decisione si basa su una legge del 2017 che impone, a pena di inammissibilità, la firma di un avvocato specializzato per questo tipo di ricorsi. La vicenda sottolinea la rigidità delle regole processuali e le conseguenze economiche di un errore formale, confermando il principio dell'inammissibilità del ricorso per cassazione se non sottoscritto da un difensore abilitato. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese e una multa di 3.000 euro.
Continua »
Un imputato, dopo aver concordato la pena (patteggiamento), presenta un appello direttamente alla Corte Suprema. La Corte dichiara il Ricorso per Cassazione personale inammissibile. La legge, infatti, vieta all'imputato di agire da solo in questa sede, richiedendo obbligatoriamente la firma di un avvocato specializzato. A causa di questo errore formale, l'imputato non solo vede respinto il suo ricorso senza che ne venga esaminato il contenuto, ma viene anche condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro. La sentenza riafferma la necessità imprescindibile della difesa tecnica qualificata nel giudizio di legittimità.
Continua »
Un individuo, già condannato per truffa e ricettazione, presenta personalmente ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte, tuttavia, dichiara il Ricorso in Cassazione inammissibile. La legge, infatti, impone che tale atto sia presentato esclusivamente da un avvocato abilitato. Questo errore formale ha impedito ai giudici di esaminare le ragioni dell'imputato. La conseguenza è stata la conferma definitiva della condanna e l'aggiunta di una sanzione economica per le spese processuali e una multa.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente da un individuo contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda su un principio cardine della procedura penale: il ricorso in Cassazione deve essere obbligatoriamente redatto e firmato da un avvocato abilitato. L'inosservanza di questa regola comporta l'automatica dichiarazione di inammissibilità del ricorso personale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro, senza che la Corte entrasse nel merito della sua richiesta.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La ragione è puramente procedurale: il ricorrente ha agito in autonomia, presentando un ricorso per cassazione personale. La legge, invece, impone l'obbligatoria assistenza di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Questa violazione delle regole procedurali ha impedito ai giudici di esaminare il merito della questione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente da un individuo contro un decreto del Giudice di Sorveglianza. Il principio di diritto sancito è chiaro: nel processo penale, il ricorso davanti alla Suprema Corte deve essere obbligatoriamente proposto da un avvocato abilitato. La presentazione diretta da parte dell'interessato costituisce un vizio insanabile che porta a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso per Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Un uomo, condannato per rapina impropria, decide di contestare la sentenza presentando personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte, tuttavia, dichiara il suo tentativo inammissibile. La decisione si fonda su una regola procedurale precisa: il ricorso per cassazione personale non è più consentito dalla legge. Dal 2017, solo un avvocato abilitato può firmare e depositare questo tipo di atto. A causa di questo errore formale, l'imputato non solo vede il suo ricorso respinto senza essere esaminato nel merito, ma viene anche condannato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un imputato. La legge richiede, a pena di inammissibilità, che l'atto sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, escludendo la facoltà per l'imputato di agire personalmente.
Continua »
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. post-riforma 2017. L'imputato viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso per cassazione inammissibile perché sottoscritto personalmente dall'imputato. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, solo un avvocato iscritto all'apposito albo speciale può validamente firmare tale atto, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato. La decisione sottolinea che l'imputato è un soggetto non legittimato a proporre ricorso in tale sede, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato, un soggetto non legittimato a proporlo in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione proposto personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che ha reso obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori.
Continua »