Definizione
Un programma governativo che permette ai contribuenti di saldare debiti fiscali con condizioni agevolate, spesso con sconti su sanzioni e interessi, in cambio della rinuncia a contenziosi pendenti.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 37 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 64% dei casi il giudizio si è estinto.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 11%
- Rigettato 6%
- Inammissibile 14%
- Estinto 64%
- Altro 6%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. 581%
- Civile Sez. Lavoro14%
- Civile Sez. 66%
Precedenti più richiamati
- Cass. 10198/2018in 6 provvedimenti
- Cass. 24083/2018in 10 provvedimenti
- Cass. 13923/2019in 3 provvedimenti
- Cass. 12743/2016in 3 provvedimenti
- Cass. 31732/2018in 6 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IRPEF basati su indagini bancarie. Aveva tentato di giustificare versamenti in contanti con una scrittura privata di vendita immobiliare e un prestito estero, ma i giudici di merito hanno ritenuto le prove inattendibili. Durante il ricorso in Cassazione, il Contribuente ha rinunciato al giudizio, aderendo alla "rottamazione delle cartelle". La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con compensazione delle spese di lite, confermando che la "rottamazione delle cartelle" comporta la rinuncia al contenzioso pendente.
Continua »
Il Contribuente ha impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate revocava le agevolazioni per la prima casa su un immobile considerato di lusso. Dopo che i primi due gradi di giudizio avevano dichiarato inammissibile il ricorso, la causa è arrivata in Cassazione. Nelle more della decisione, il Contribuente ha richiesto ed ottenuto la definizione agevolata tramite la rottamazione delle cartelle. L'Amministrazione Finanziaria non ha opposto contestazioni alla documentazione prodotta. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per legge, disponendo la compensazione integrale delle spese tra le parti.
Continua »
La Cassazione ha chiarito le regole sull'accertamento parziale bancario. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società e ai suoi soci maggiori redditi basandosi su movimenti bancari ingiustificati in un conto cointestato. Il giudice di merito aveva ridotto l'accertamento, attribuendo il 50% alla moglie del socio. La Suprema Corte ha annullato questa decisione. Ha ribadito che la cointestazione di un conto non esonera il contribuente dall'onere di fornire prova analitica e specifica che i versamenti non sono legati all'attività d'impresa. La sola possibilità di altre fonti di reddito per il cointestatario non basta a superare la presunzione legale.
Continua »
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un Contribuente l'imponibile per l'anno 2007, notificando un avviso d'accertamento per Iva, Irpef e Irap. Il Contribuente ha impugnato l'atto, ma ha perso nei primi due gradi di giudizio. Durante il ricorso in Cassazione, il Contribuente ha aderito alla "rottamazione delle cartelle". La Corte ha rilevato che la documentazione depositata non permetteva di collegare la definizione agevolata all'avviso d'accertamento specifico. Per questo, la Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria, chiedendo al Contribuente di notificare all'Agenzia delle Entrate la documentazione completa sulla rottamazione dei carichi pendenti entro 60 giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo.
Continua »
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto a una Contribuente il pagamento dell'IRPEF per una presunta plusvalenza derivante dalla cessione di quote. La Contribuente ha contestato l'accertamento, sostenendo che il prezzo dichiarato non era rappresentativo e che l'Amministrazione non aveva provato la plusvalenza. Ha anche lamentato la mancata considerazione di una richiesta di definizione agevolata (rottamazione). La Commissione Tributaria Regionale ha respinto il suo ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'Inammissibilità ricorso per Cassazione della Contribuente. Questo è avvenuto perché il ricorso non rispettava i requisiti di chiarezza e sinteticità, mescolando diverse censure in modo confuso e non permettendo di individuare i motivi specifici di impugnazione.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. Una Società aveva impugnato una cartella di pagamento per IRAP, sanzioni e interessi. Dopo aver parzialmente pagato e visto il ricorso rigettato nei gradi precedenti, la Società ha aderito alla "Rottamazione cartelle" (definizione agevolata). L'Agente della Riscossione ha poi confermato che non erano dovuti ulteriori importi. Questo ha reso inutile la prosecuzione della causa, con le spese legali a carico di chi le aveva anticipate.
Continua »
Una Società ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per omessa fatturazione di prestazioni esenti IVA e conseguente detrazione indebita. Dopo vari gradi di giudizio, la questione è arrivata in Cassazione. Tuttavia, la Società ha aderito alla "rottamazione delle cartelle", un'agevolazione fiscale. Di conseguenza, sia la Società che l'Agenzia hanno chiesto la **cessazione materia del contendere**, poiché il debito tributario è stato definito. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, con spese compensate, riconoscendo che la controversia non aveva più oggetto.
Continua »
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una Società e ai suoi Soci maggiori redditi non dichiarati, basandosi su movimentazioni bancarie ingiustificate presenti su un conto cointestato. La Commissione Tributaria Regionale aveva ridotto l'accertamento, ritenendo che parte dei fondi potesse provenire da altre fonti non legate all'attività d'impresa. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso dell'Agenzia, ha chiarito i principi sull'onere della prova nell'ambito dell'accertamento parziale basato su dati bancari. Ha stabilito che il contribuente deve fornire una prova analitica e non generica per dimostrare l'estraneità delle movimentazioni ai fatti imponibili. La sentenza precedente è stata annullata e rinviata per un nuovo esame.
Continua »
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Contribuente contro l'Agenzia delle Entrate, relativo a un accertamento sintetico per l'anno d'imposta 2006. Il Contribuente sosteneva l'estinzione del giudizio per una definizione agevolata e uno sgravio parziale. La Corte ha chiarito che la rottamazione delle cartelle non estingue il giudizio se il debito non è coperto interamente. Ha escluso l'obbligo di contraddittorio preventivo per il 2006, ma ha accolto il ricorso del Contribuente per la mancata valutazione delle prove sulla provenienza dei fondi. Ha anche accolto il ricorso dell'Agenzia, confermando che il nuovo redditometro non si applica retroattivamente. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento sintetico a una contribuente per l'anno 2003, contestando la mancata prova sull'origine non reddituale delle somme impiegate per acquisire alcuni beni. La contribuente ha impugnato l'atto e la vertenza è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento, la cittadina ha documentato l'avvenuta rottamazione della cartella di pagamento esattoriale collegata all'accertamento, versando per intero l'importo dovuto secondo la disciplina agevolata. L'amministrazione finanziaria non ha sollevato obiezioni rispetto ai pagamenti eseguiti. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo che ciascuna parte sostenga le proprie spese legali ed escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico della parte ricorrente.
Continua »
Un contribuente impugna un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento, il cittadino aderisce alla definizione agevolata dei carichi esattoriali pendenti, nota come rottamazione delle cartelle. A seguito del pagamento rateale o integrale previsto dalla legge, il contribuente deposita formale atto di rinuncia al ricorso tributario prima dell'adunanza camerale, chiedendo la chiusura della causa. La Suprema Corte accerta la regolarità della notifica telematica ai difensori dell'amministrazione finanziaria. I giudici stabiliscono che la rinuncia produce l'estinzione immediata del giudizio anche in assenza di espressa accettazione del Fisco. L'estinzione comporta il passaggio in giudicato della sentenza impugnata e la compensazione totale delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Un Contribuente aveva contestato una cartella di pagamento emessa dall'Ente di Riscossione. Dopo aver perso nei gradi precedenti, il Contribuente ha presentato un ricorso per Cassazione. Tuttavia, durante lo svolgimento del processo, il Contribuente ha aderito alla "Rottamazione TER", un'agevolazione per i debiti fiscali. Per questo motivo, ha deciso di rinunciare al suo ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, dato che l'Ente di Riscossione non si era difeso. La rottamazione cartelle ha quindi risolto la controversia prima della sentenza finale.
Continua »
Un'Azienda ha contestato sanzioni fiscali per acquisti non fatturati. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, l'Azienda ha aderito alla 'rottamazione delle cartelle', un programma di definizione agevolata dei debiti tributari. Ha saldato gli importi dovuti. Di conseguenza, sia l'Azienda che l'Amministrazione Fiscale hanno chiesto la 'cessazione della materia del contendere'. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, riconoscendo che la controversia non aveva più ragione d'essere, e ha compensato le spese legali tra le parti.
Continua »
Una società commerciale impugna un avviso di accertamento fiscale dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la società sceglie di aderire alla rottamazione delle cartelle e paga interamente quanto dovuto all'agente della riscossione. Tuttavia, l'azienda dimentica di formalizzare per iscritto la rinuncia ufficiale al giudizio, pur avendo sottoscritto l'impegno a farlo nell'istanza di condono. La Corte di Cassazione stabilisce che il pagamento integrale estingue l'interesse a proseguire la causa. Pertanto, i giudici dichiarano il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza applicare alcuna penale o il doppio contributo unificato e compensando le spese di lite.
Continua »
Un Contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento davanti ai giudici tributari contestando l'omessa notifica delle cartelle esattoriali e la prescrizione dei crediti pretesi dal Fisco. Dopo decisioni contrastanti nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del processo, il debitore ha presentato domanda di rottamazione delle cartelle prevista dalla legge e ha chiesto la sospensione del processo. La Corte di Cassazione ha rilevato che la presentazione dell'istanza sospende di diritto il giudizio in attesa del pagamento della prima rata. I giudici hanno quindi disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, precisando che l'estinzione definitiva del processo si realizzerà soltanto con il versamento tempestivo della prima rata della sanatoria.
Continua »
Una società di trasporti ha impugnato l'atto di recupero dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica emesso dall'Agenzia delle Dogane. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla rottamazione delle cartelle (definizione agevolata), pagando il dovuto e rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Anche se la rinuncia non ha seguito tutte le formalità di notifica, l'adesione alla sanatoria estingue la lite. Le spese di giudizio sono state compensate per non penalizzare la scelta agevolativa della contribuente, ed è stato escluso il pagamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Un'azienda agricola ha proposto ricorso contro l'INPS per contestare un avviso di addebito relativo a differenze contributive per operai a tempo determinato. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, il datore di lavoro ha deciso di aderire alla definizione agevolata dei debiti previdenziali, nota comunemente come rottamazione delle cartelle, pagando quanto dovuto all'agente della riscossione. Di conseguenza, l'azienda ha formalmente rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Trattandosi di una definizione agevolata, i giudici hanno stabilito che non vi è alcuna condanna alle spese processuali, poiché i costi del processo pendente vengono assorbiti dalla transazione stessa.
Continua »
I Contribuenti hanno impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione Finanziaria ha riqualificato alcune operazioni in cessione d'azienda. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha chiesto l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, avendo aderito alla rottamazione cartelle e pagato l'intero debito. Tuttavia, i ricorrenti non hanno depositato la cartella di pagamento originaria. La Corte di Cassazione ha quindi rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo sessanta giorni per depositare la documentazione mancante e dimostrare il collegamento tra il pagamento effettuato e il debito contestato.
Continua »
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. Durante il processo, ha pagato provvisoriamente una cartella esattoriale aderendo alla rottamazione delle cartelle (definizione agevolata). Successivamente, la Corte di Cassazione ha annullato definitivamente l'accertamento originario. La società ha quindi chiesto il rimborso delle somme versate per la rottamazione delle cartelle. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso e i giudici di merito hanno dichiarato inammissibile il ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che l'adesione alla definizione agevolata comporta la rinuncia definitiva al rimborso delle somme pagate, anche se il giudizio principale si conclude a favore del contribuente. Il ricorso è stato rigettato e la società è stata condannata a pagare le spese legali.
Continua »
Una società contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di diverse imposte. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società ha aderito alla rottamazione delle cartelle (definizione agevolata), provvedendo al pagamento delle rate concordate e chiedendo l'estinzione del processo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'avvenuta definizione del debito tributario fa venire meno l'utilità di una decisione sul merito della controversia. Le spese del giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
Continua »