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Risarcimento Danno Ambientale

Definizione

L'obbligo, per chi ha causato un inquinamento, di pagare i costi necessari per ripristinare lo stato originale dell'ambiente o per compensare economicamente il danno provocato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risarcimento danno ambientale: prescrizione e proprietari salvi
Un Comune ha citato in giudizio gli eredi del responsabile dell'inquinamento di alcuni terreni e le attuali proprietarie degli stessi, chiedendo la condanna al rimborso delle future spese di bonifica. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, dichiarando prescritto il diritto verso uno degli eredi (essendo gli sversamenti cessati nel 1981) e respingendo la richiesta verso le proprietarie incolpevoli. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune. La Suprema Corte ha chiarito che l'azione per il risarcimento danno ambientale si era prescritta e che, per rivalersi sulle proprietarie non responsabili, il Comune avrebbe dovuto prima avviare la bonifica e dimostrare l'impossibilità di recuperare le somme dal reale inquinatore. Vincono l'erede e le proprietarie dei terreni.
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Risarcimento danno ambientale: condanna sospesa dalla Cassazione
Un'Azienda viene chiamata da un Comune a pagare i costi di bonifica per un inquinamento storico, avvenuto in un'area industriale. L'Azienda nega ogni responsabilità, sostenendo di non essere l'autore del fatto e che il diritto del Comune sia ormai prescritto. Il caso arriva in Cassazione, la quale, data l'enorme complessità delle questioni legali legate al risarcimento danno ambientale, non emette una sentenza definitiva. I giudici rinviano la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, sospendendo di fatto il giudizio e lasciando aperto l'esito della vicenda.
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Risarcimento danno ambientale: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare in liquidazione ha ricorso in Cassazione contro la condanna al risarcimento del danno ambientale per la costruzione di un vasto complesso edilizio su un'area demaniale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 20818/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo principi cruciali sul risarcimento danno ambientale. Anche se l'amministrazione rinuncia alla richiesta di ripristino dei luoghi, la quantificazione del danno deve seguire le specifiche norme del Codice dell'Ambiente, che privilegiano le misure di riparazione (primaria, complementare, compensativa) rispetto al mero risarcimento monetario. I costi del ripristino, pertanto, rimangono un parametro fondamentale per la liquidazione del danno, data la natura indisponibile del bene giuridico protetto.
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