LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinuncia Al Ricorso

Pagina 147 di 40

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo relativo alla retribuzione feriale di una lavoratrice. La società datrice di lavoro, dopo aver perso in appello, ha presentato ricorso per cassazione per poi rinunciarvi. La Corte stabilisce che la rinuncia al ricorso è efficace anche senza accettazione della controparte e condanna la società rinunciante al pagamento delle spese legali in base al principio di soccombenza virtuale, poiché l'impugnazione era manifestamente infondata.
Continua »
Rinuncia al ricorso: effetti e conseguenze
Un gruppo di eredi aveva richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza. Successivamente, gli stessi hanno presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Inoltre, ha stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali, data la natura specifica del procedimento di correzione.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibile senza spese
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, a seguito della rinuncia al ricorso da parte della difesa. Il caso riguardava una misura cautelare per ricettazione. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: se la rinuncia deriva da un evento non imputabile al ricorrente (in questo caso, la revoca della misura), non vi è condanna al pagamento delle spese processuali, poiché non si configura una vera e propria soccombenza.
Continua »
Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società di trasporti, dopo aver perso in primo e secondo grado contro un ex dipendente, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, decide per la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, pur dichiarando estinto il processo, condanna la società a pagare le spese legali, applicando il principio della soccombenza virtuale, poiché l'esito del ricorso sarebbe stato con ogni probabilità sfavorevole.
Continua »
Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società di trasporti, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa di lavoro contro i propri dipendenti, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a seguito di una proposta di definizione che ne evidenziava l'infondatezza, la società ha optato per la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato estinto il processo e, applicando il principio di soccombenza virtuale, ha condannato la società ricorrente al pagamento di tutte le spese legali sostenute dai lavoratori.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione degli avvisi di accertamento fiscale, ha aderito alla 'rottamazione' dei debiti, estinguendo il debito tributario. Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso, non avendo più interesse alla prosecuzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, sottolineando che la rinuncia è un atto che non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un Ente Regionale ha effettuato una rinuncia al ricorso per Cassazione contro un Consorzio di Trasporti, che ha accettato. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, stabilendo che, in caso di accettazione della rinuncia, non vi è condanna alle spese legali e non è dovuto il versamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
Un soggetto ricorre in Cassazione per il dissequestro di un libretto di risparmio. Tuttavia, la Corte dichiara il ricorso inammissibile a causa della rinuncia al ricorso presentata dal suo difensore prima dell'udienza, come previsto dalla procedura penale.
Continua »
Estinzione processo tributario: il caso della rinuncia
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte di un contribuente. Quest'ultimo aveva aderito alla definizione agevolata (rottamazione quater), definendo la lite. La Corte ha inoltre disposto la compensazione delle spese legali, evidenziando che in caso di estinzione non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Un'azienda di trasporti, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in una causa di lavoro, presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione. Poiché la controparte non accetta la rinuncia, la Corte Suprema dichiara estinto il processo ma condanna la società rinunciante al pagamento delle spese legali. La Corte chiarisce inoltre che la sanzione del raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia, ma solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società di trasporti. Poiché i lavoratori resistenti non hanno accettato la rinuncia, la Corte ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese legali. È stato inoltre chiarito che il raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia, essendo una misura prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento e aver perso nei primi due gradi di giudizio, presenta ricorso in Cassazione per poi rinunciarvi. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio e condanna il ricorrente al pagamento delle spese legali, chiarendo che la rinuncia al ricorso è un atto unilaterale che non necessita di accettazione per essere efficace. Viene inoltre escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte soccombente. La decisione, presa in camera di consiglio, si fonda sull'articolo 390 del codice di procedura civile. Constatata la rinuncia e la sua comunicazione alla controparte, la Corte ha disposto la compensazione delle spese legali, chiudendo definitivamente il procedimento come previsto dall'articolo 391 dello stesso codice.
Continua »
Rinuncia al ricorso: effetti dopo la proposta 380-bis
La Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, accettata dalla controparte. La Corte ha chiarito che tale rinuncia è valida anche se interviene dopo la proposta di definizione anticipata ex art. 380-bis c.p.c., e non comporta l'applicazione di sanzioni processuali come il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: il diritto delle altre parti
In un caso di responsabilità professionale notarile giunto in Cassazione, i ricorrenti e una delle controparti principali hanno presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha tuttavia rinviato la decisione, stabilendo che un altro controricorrente, informato della rinuncia solo il giorno dell'udienza, deve avere la possibilità di esprimere la propria posizione. La decisione sottolinea la necessità di tutelare il diritto al contraddittorio di tutte le parti processuali prima di dichiarare l'estinzione del giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Un consulente, dopo aver perso in Appello contro una società di trasporti, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti raggiungono un accordo e il consulente presenta una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara estinto il processo, senza statuire sulle spese, poiché regolate nell'accordo privato tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso in un contenzioso tributario. Una società, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole su un rimborso fiscale, ha rinunciato all'appello. L'Amministrazione Finanziaria ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti e specificando che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione è stata presa a seguito della dichiarazione di rinuncia al ricorso da parte del difensore dell'imputato, che ha determinato una sopravvenuta carenza di interesse a proseguire il giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
Un contribuente, dopo aver perso in appello contro l'Agenzia delle Entrate, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, aderisce alla definizione agevolata dei debiti ("rottamazione-quater") e presenta una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della rinuncia, dichiara estinto il giudizio e compensa le spese legali tra le parti, escludendo l'applicazione del c.d. "doppio contributo unificato".
Continua »
Estinzione del giudizio tributario: accordo tra le parti
Una società di gestione ambientale e una società sportiva hanno risolto una controversia fiscale relativa alla tassa sui rifiuti tramite un accordo, mentre il caso era pendente in Cassazione. La società ricorrente ha quindi ritirato il proprio ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, compensando le spese legali tra le parti e chiarendo che, in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »