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Rinuncia Al Ricorso

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Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del processo in Cassazione
Un professionista, condannato in appello per un ingente risarcimento danni a favore di una società, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla formale rinuncia al ricorso da parte del professionista, accettata dalla società. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di rinuncia non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti. Il caso riguardava un contratto preliminare immobiliare. Dato che la controparte non si era costituita in giudizio, la Corte non ha disposto la liquidazione delle spese legali. La decisione finale si basa quindi su un atto processuale che ha interrotto il contenzioso prima della discussione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'appello a seguito della rinuncia al ricorso da parte del proponente. La decisione conferma che la rinuncia comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come previsto dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un imputato, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto di un'istanza di ricusazione, ha successivamente effettuato una rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore. La Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la rinuncia è un atto formale e irrevocabile. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende, come previsto dall'art. 616 c.p.p., che non distingue tra le diverse cause di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
In una complessa causa ereditaria, la parte ricorrente ha presentato appello in Cassazione avverso una decisione della Corte d'Appello. Tuttavia, prima della decisione nel merito, ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte di Cassazione, senza esaminare i motivi dell'appello, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza impugnata.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Due privati cittadini avevano presentato ricorso contro una società. Successivamente, hanno effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia ricorso Cassazione: estinzione e spese
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione da parte del ricorrente. L'ordinanza chiarisce che tale atto non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace, determinando l'automatica estinzione del processo e il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Di conseguenza, le spese legali vengono interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: quando l’avvocato non può farlo
Un ricorso contro la custodia cautelare per narcotraffico è dichiarato inammissibile. La Cassazione chiarisce che la rinuncia al ricorso del difensore è invalida senza procura speciale e che il semplice trascorrere del tempo non annulla automaticamente il pericolo di recidiva.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Una società e il suo legale rappresentante, dopo un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Dogane per accise non versate, hanno presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato e non si provvede sulle spese se la controparte non si è costituita.
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Rinuncia al ricorso: inammissibile l’appello
Un operatore turistico ha impugnato un provvedimento di sequestro preventivo di attrezzatura balneare. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, i beni sono stati restituiti. Di conseguenza, l'interessato ha proceduto con la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'appello inammissibile per rinuncia, specificando che, data la sopravvenuta carenza di interesse, non erano dovute spese.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze in Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia presentata dai ricorrenti, la Corte ha dichiarato l'appello inammissibile, condannando gli stessi al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro. La sentenza specifica che tale sanzione è dovuta indipendentemente dalla causa di inammissibilità, salvo rare eccezioni non riscontrate nel caso di specie. Inoltre, non sono state liquidate spese alla parte civile a causa della tardiva presentazione della sua memoria difensiva.
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Rinuncia ricorso cassazione: conseguenze e costi
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso avverso un'ordinanza di sequestro preventivo di un'area di cantiere per presunti illeciti edilizi. Il ricorrente aveva sollevato complesse questioni sulla normativa urbanistica, sulla qualificazione dell'intervento edilizio e sulla motivazione del sequestro. Tuttavia, prima della discussione, la difesa ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza entrare nel merito delle questioni sollevate. Conformemente alla legge, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo a seguito della rinuncia al ricorso da parte della ricorrente. La rinuncia è stata motivata dalla restituzione dei beni sequestrati, configurando una sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, la Corte ha escluso la condanna al pagamento delle spese processuali, poiché la causa dell'inammissibilità non era imputabile alla parte.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. La controversia originaria riguardava la liquidazione dei compensi professionali di un avvocato. Poiché il controricorrente ha aderito alla rinuncia, la Corte non si è pronunciata sulle spese legali e ha escluso l'obbligo del versamento del contributo unificato raddoppiato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di una società di gestione idrica e della rinuncia al ricorso incidentale da parte di un ente per lo sviluppo agricolo. Le rinunce, essendo state reciprocamente accettate dalle controparti, hanno soddisfatto i requisiti di legge, portando alla chiusura del caso con compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo civile
La Corte di Cassazione dichiara estinto un procedimento relativo a una causa di responsabilità civile. La decisione segue la rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti e accettata dalla società controricorrente. Verificata la conformità agli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, la Corte ha chiuso il caso, compensando le spese legali tra le parti, evidenziando come la rinuncia al ricorso sia uno strumento definitivo per terminare una lite.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una società di capitali, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in materia di TARI (Tassa sui Rifiuti) dinanzi alla Corte di Cassazione, ha raggiunto un accordo transattivo con il Comune resistente. A seguito di tale accordo, la società ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando integralmente le spese di giudizio in conformità con i termini dell'accordo raggiunto.
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Estinzione del processo: cosa succede alle spese?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di un ex amministratore, condannato in appello al risarcimento danni verso il fallimento di una società. La decisione chiarisce che, con l'accettazione della rinuncia, le spese legali si intendono compensate e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato. L'ordinanza si basa sull'accordo tra le parti, che pone fine alla lite senza una pronuncia sul merito.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Una parte privata ha presentato rinuncia al ricorso per Cassazione, ma la controparte non ha aderito. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando però la parte rinunciante al pagamento delle spese legali a favore dello Stato, poiché la controparte era ammessa al patrocinio a spese dello Stato. La decisione evidenzia che la rinuncia al ricorso non accettata comporta comunque l'obbligo di rifondere i costi del processo.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo?
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo a seguito della reciproca rinuncia al ricorso principale e incidentale da parte delle parti contendenti. La decisione, basata sull'accettazione della controparte, ha comportato la compensazione totale delle spese legali, come previsto dal codice di procedura civile.
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