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Rimborso Dazi Antidumping

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso dazi antidumping: rinvio a udienza pubblica
Una cooperativa commerciale ha richiesto il rimborso dazi antidumping versati per l'importazione di merci dalla Cina. La richiesta è scaturita dall'annullamento parziale delle tariffe europee da parte della Corte di Giustizia UE. L'Amministrazione Doganale ha negato la restituzione eccependo la scadenza del termine triennale. I giudici tributari di merito hanno dato ragione all'importatore, fissando la decorrenza dei termini dalla pubblicazione della sentenza europea. L'ente impositore ha proposto ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato l'assenza dei presupposti per la decisione semplificata e ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza di discussione.
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Rimborso dazi antidumping: l’importatore perde la causa
Un'azienda importatrice ha richiesto il rimborso dazi antidumping versati tra il 2007 e il 2011 per l'importazione di calzature da Cina e Vietnam, dopo che i regolamenti europei istitutivi erano stati dichiarati parzialmente illegittimi per vizi procedurali. Tuttavia, l'Unione Europea ha successivamente emanato nuovi regolamenti retroattivi per sanare tali vizi e confermare i dazi. L'Agenzia delle Dogane ha quindi respinto la richiesta di rimborso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che la sanatoria dei vizi procedurali senza modifiche alle aliquote originarie è legittima e non viola i principi di certezza del diritto e irretroattività. Di conseguenza, il rimborso non è dovuto e l'importatrice è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Dazi antidumping: annullati e poi reintrodotti, niente rimborso
Un'azienda importatrice ha chiesto il rimborso di dazi antidumping versati per calzature importate. La richiesta si basava su una sentenza della Corte di Giustizia UE che aveva annullato il regolamento impositivo originario. Tuttavia, la Commissione Europea ha successivamente emanato nuovi regolamenti con efficacia retroattiva, sanando i vizi dei precedenti e reintroducendo gli stessi dazi. La Corte di Cassazione ha stabilito che la reintroduzione retroattiva dei tributi costituisce un ostacolo legittimo alla restituzione. Di conseguenza, ha negato il diritto al rimborso dazi antidumping, dando ragione all'Agenzia delle Dogane.
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Rimborso dazi antidumping: no a 10 anni, solo 3
Una società chiede il rimborso dei dazi antidumping pagati sulla base di un regolamento UE poi annullato. La Corte di Cassazione chiarisce che il termine per la richiesta è di tre anni dalla notifica del dazio, non di dieci anni dalla sentenza di annullamento. La normativa speciale doganale prevale sulla disciplina civilistica dell'indebito oggettivo.
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