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requisito

Definizione

La requisizione è l'atto giuridico con cui si priva un soggetto dei suoi diritti di possesso (e talvolta la proprietà) di un bene. È cioè un provvedimento con il quale la pubblica amministrazione, nell'esercizio di un potere ablatorio, sottrae al privato, in via temporanea o definitiva, il godimento di un bene, mobile o immobile, a motivo del superiore interesse pubblico, contro un indennizzo. Si distingue tra requisizione in proprietà e requisizione in uso. La prima riguarda solo i beni mobili ed ha effetti definitivi; la seconda può interessare anche i beni immobili ed ha effetti limitati al tempo necessario per l'utilizzo del bene. La requisizione in uso interessa l'usufrutto dell'immobile, mentre lascia intatta la nuda proprietà. Per l’ordinamento italiano, è consentita solo “quando ricorrano gravi e urgenti necessità pubbliche, militari o civili”, contro una “giusta indennità” e sulla base di norme determinate da leggi speciali (articolo 835 del codice civile). Gli immobili vengono requisiti generalmente in occasione di guerre o di occupazioni militari, per consentire l'insediamento degli uffici e delle strutture di occupazione o l'alloggio dei soldati; talvolta vi si ricorre a seguito di disastri e calamità naturali, per il ricovero degli sfollati. Si differenzia dalla espropriazione per pubblica utilità per il carattere di urgenza del provvedimento, che attiene soprattutto alla privazione immediata del possesso (ciò che è concretamente necessario nell’impellenza), mentre l’esproprio sottrae al cittadino la proprietà del bene in quanto l’interesse della collettività è quello di poter disporre del bene, ed ha quindi un carattere temporalmente meno pressante, oltre a seguire una specifica procedura. Al provvedimento si affianca spesso (senza esserne però necessariamente collegata) l’apposizione di vincoli ed obblighi temporanei per le aziende commerciali ed agricole. Come esempio si pensi alla requisizione in uso di un bene immobile, per esempio un capannone industriale, in assenza del proprietario, per far fronte all'esigenza di dare alloggio temporaneo alle vittime di una calamità naturale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione di vecchiaia anticipata: guida ai requisiti
Una lavoratrice ha impugnato il rigetto della sua domanda per la pensione di vecchiaia anticipata, sostenendo di aver maturato i requisiti necessari entro il 31 dicembre 1992. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato il requisito dei venti anni di contributi, ignorando la clausola di salvaguardia per chi aveva già raggiunto la soglia minima di 780 settimane alla data indicata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando che per tali soggetti restano validi i requisiti della normativa previgente, annullando la decisione precedente.
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Esenzione IMU: regole per immobili in comodato d’uso
La Corte di Cassazione ha esaminato il diritto all'esenzione IMU per immobili di proprietà universitaria concessi in comodato gratuito a un ente regionale per il diritto allo studio. Sebbene il legame funzionale tra gli enti permetta di superare il limite dell'utilizzo diretto, la Corte ha stabilito che l'agevolazione richiede una verifica rigorosa delle modalità non commerciali dell'attività. Nel caso specifico, i giudici di merito non avevano accertato se i servizi di alloggio e ristorazione fossero prestati a prezzi simbolici o significativamente inferiori a quelli di mercato, rendendo necessaria una nuova valutazione dei fatti.
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NASpI: decadenza automatica con i requisiti pensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla NASpI decade automaticamente al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. Non rileva la data di presentazione della domanda amministrativa di pensionamento, poiché il lavoratore non può procrastinare la richiesta a proprio piacimento per continuare a percepire l'indennità. La decisione sottolinea che la certezza del diritto e la natura indisponibile degli interessi previdenziali prevalgono sulla convenienza individuale.
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