Definizione
Strumento processuale che permette di chiedere immediatamente alla Corte di Cassazione di stabilire quale sia il giudice competente a decidere la causa.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 145 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 13% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 1%
- Rigettato 2%
- Inammissibile 13%
- Altro 83%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Precedenti più richiamati
- Cass. S.U. 20088/2024in 5 provvedimenti
- Cass. S.U. 11220/2019in 3 provvedimenti
- Cass. S.U. 34277/2023in 3 provvedimenti
- Cass. S.U. 15237/2011in 4 provvedimenti
- Cass. S.U. 29087/2019in 4 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Una società di costruzioni vince una gara d'appalto per l'ampliamento di un terminal aeroportuale. L'ente committente sospende la stipulazione del contratto a causa dell'emergenza sanitaria e dell'incertezza sui fondi pubblici, per poi revocare definitivamente la procedura. L'impresa vincitrice agisce per ottenere il risarcimento del danno, contestando la violazione dei doveri di lealtà e la conseguente responsabilità precontrattuale dell'ente, reo di aver alimentato vane speranze prima di ritirare la gara. L'ente committente eccepisce il difetto di giurisdizione del tribunale amministrativo a favore del giudice ordinario. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione stabiliscono che la controversia spetta al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva, poiché la condotta contestata si collega direttamente all'esercizio del potere autoritativo dell'amministrazione nella materia dei contratti pubblici.
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Un socio di minoranza ha convenuto in giudizio la società e gli altri soci dinanzi al Tribunale di Genova, chiedendo l'esclusione degli altri membri, l'annullamento della nomina dell'amministratore, lo scioglimento societario e il risarcimento danni. L'attore ha sostenuto che l'ente fosse fittiziamente registrato a San Marino pur operando solo in Italia. La società e l'amministratore hanno eccepito il difetto di giurisdizione del tribunale italiano, invocando la clausola dello statuto che devolve le controversie ai giudici sammarinesi. Il socio ha quindi promosso regolamento preventivo dinanzi alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite hanno confermato il pieno difetto di giurisdizione del giudice italiano, ritenendo valida la clausola statutaria di deroga ed escludendo la prova dell'esterovestizione.
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Una docente è stata esclusa da una graduatoria scolastica per supplenze a causa di un presunto errore nel riconoscimento dei crediti formativi. Ha avviato un ricorso d'urgenza per essere inserita. Il Tribunale ha poi dichiarato la mancanza di giurisdizione del giudice ordinario, indicando il giudice amministrativo. La docente ha quindi presentato un "Regolamento preventivo di giurisdizione" alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che non si può chiedere il "Regolamento preventivo di giurisdizione" in un procedimento cautelare urgente avviato prima della causa principale, poiché tali provvedimenti sono provvisori e non definitivi.
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I proprietari di un oliveto citano la Regione e i Ministeri competenti dinanzi al Tribunale civile per ottenere il risarcimento danni da Xylella. Gli agricoltori lamentano la distruzione di ventitré alberi secolari a causa dell'asserita inerzia e dei ritardi nell'adozione delle misure di contenimento dell'epidemia. L'Ente Regionale contesta il potere di decisione del giudice ordinario e propone ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione. La Suprema Corte accoglie l'eccezione dell'ente pubblico e dichiara la giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo. La scelta dei tempi e delle misure fitosanitarie rientra infatti nella discrezionalità dei pubblici poteri, a fronte della quale la posizione del privato è qualificabile come mero interesse legittimo pretensivo.
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La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione ordinaria in una controversia tra un Comune e un gestore di stabilimento balneare. Il Comune aveva chiesto la risoluzione del contratto di gestione per mancato pagamento dei canoni, mentre il gestore chiedeva una riduzione del canone a causa della pandemia COVID-19. La Corte ha chiarito che la **giurisdizione concessione demaniale** spetta al giudice ordinario quando la disputa riguarda l'esecuzione di un contratto di diritto privato, non l'esercizio di poteri discrezionali della Pubblica Amministrazione. La richiesta di riduzione del canone rientra in un ambito patrimoniale regolato dal diritto civile.
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Una società di intermediazione ortofrutticola è stata esclusa dal mercato a seguito di un'informativa interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura. L'azienda ha impugnato l'atto davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Successivamente, la stessa società ha proposto un regolamento preventivo di giurisdizione alla Corte di Cassazione, chiedendo che la controversia fosse decisa dal giudice ordinario. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, affermando che non c'era un ragionevole dubbio sulla giurisdizione amministrativa, già peraltro confermata in un precedente giudizio sulla medesima informativa antimafia. Non si può cambiare idea sulla giurisdizione senza una valida ragione.
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Un proprietario terriero utilizzava da decenni un attraversamento ferroviario privato per collegare due suoi fondi agricoli. La società concessionaria della rete ferroviaria ha disposto la revoca della convenzione e la successiva chiusura del passaggio a livello con una sbarra di ferro per ragioni di sicurezza pubblica. Il privato ha avviato un'azione possessoria dinanzi al Tribunale ordinario per ottenere la reintegra nel passaggio. L'ente ferroviario ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione, sostenendo la competenza del Giudice Amministrativo. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che la controversia appartiene alla giurisdizione del Giudice Amministrativo. La chiusura del passaggio a livello costituisce infatti diretta esecuzione di un provvedimento autoritativo emesso nell'esercizio di pubblici poteri di sicurezza ferroviaria.
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La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha affrontato un caso di **giurisdizione internazionale** in una controversia tra un'azienda italiana e una del Regno Unito. L'azienda italiana aveva chiesto un decreto ingiuntivo per fatture non pagate relative a beni venduti con clausola "franco fabbrica" (ex works) e destinati al Regno Unito. L'acquirente ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice italiano, sostenendo la competenza del Regno Unito. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la clausola "ex works" inserita unilateralmente nelle fatture non è sufficiente a derogare al criterio generale della giurisdizione, che si radica nel luogo di effettiva consegna finale della merce. Di conseguenza, il giudice italiano non aveva giurisdizione e il decreto ingiuntivo è stato revocato.
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La Corte di Cassazione ha risolto una questione di **giurisdizione contratti PA**. Una Banca aveva stipulato un contratto finanziario "collar swap" con un Comune. Il Comune ha poi dichiarato nullo il contratto in autotutela. La Banca ha impugnato l'atto amministrativo e chiesto un regolamento preventivo di giurisdizione. La Cassazione ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario. Questo perché, quando la Pubblica Amministrazione agisce su un contratto di diritto privato, anche se lo fa in autotutela, non esercita un potere autoritativo. La controversia riguarda diritti e obblighi contrattuali tra pari, non l'esercizio di poteri pubblici.
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L'Agenzia delle Entrate ha proposto un regolamento di giurisdizione. Una società aveva presentato un accordo di ristrutturazione dei debiti, includendo crediti tributari. L'Agenzia ha espresso parere negativo, e la società ha impugnato questo diniego davanti alla Commissione Tributaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione per le controversie sul diniego dell'Agenzia delle Entrate in merito al trattamento dei crediti tributari negli accordi di ristrutturazione dei debiti spetta al giudice ordinario (Tribunale Fallimentare). Questo perché l'interesse concorsuale prevale su quello tributario, e la valutazione di convenienza della proposta rientra nella competenza del giudice ordinario.
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Un Contribuente ha contestato debiti per tasse automobilistiche, eccependo la mancata notifica delle cartelle esattoriali e la prescrizione dei crediti. Ha adito il Giudice di Pace, ma la questione sulla competenza è giunta alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la giurisdizione tributaria è competente per le controversie che riguardano la validità della pretesa fiscale, inclusi i vizi di notifica e la prescrizione, purché non si sia ancora nella fase dell'esecuzione forzata vera e propria. L'opposizione del Contribuente rientrava in tale ambito, pertanto la competenza è del giudice tributario.
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Un acquirente acquista un immobile appena costruito confidando nella sua regolarità urbanistica. Successivamente scopre gravi abusi edilizi non sanabili derivanti da permessi illegittimi rilasciati dal Comune. L'acquirente cita in giudizio sia la società costruttrice per la risoluzione del contratto sia l'ente locale per il risarcimento del danno patrimoniale causato dalla mancata vigilanza. Il Comune contesta la competenza del tribunale civile, sostenendo la giurisdizione del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione accolgono la tesi del compratore. La Suprema Corte stabilisce che la tutela riguarda il diritto all'integrità patrimoniale e l'affidamento incolpevole dell'acquirente, radicando la causa davanti al giudice ordinario.
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Una società produttrice di energia rinnovabile, tramite il suo mandatario all'incasso, ha richiesto al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) il pagamento di incentivi dovuti. Il GSE si è opposto, sostenendo che la controversia rientrasse nella giurisdizione amministrativa, dato che aveva annullato gli incentivi in autotutela per mancanza di requisiti. La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione incentivi energetici spetta al giudice ordinario. La disputa riguardava infatti un semplice pagamento di somme basato su un rapporto di diritto privato, non l'esercizio di poteri pubblici da parte del GSE. L'annullamento in autotutela costituisce una mera eccezione di merito, non altera la giurisdizione.
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Un'azienda immobiliare riceve una cartella di pagamento per abusivismo edilizio irrogata dal Comune e propone opposizione davanti al Tribunale ordinario. Il giudice emette una sentenza con cui dichiara il proprio difetto di giurisdizione in favore del Giudice Amministrativo. La società presenta direttamente in Cassazione un regolamento preventivo di giurisdizione per contestare la decisione. Le Sezioni Unite dichiarano il ricorso inammissibile. Il regolamento preventivo di giurisdizione può essere utilizzato soltanto prima che la causa sia trattenuta in decisione in primo grado. Di fronte alla sentenza del giudice ordinario, la società avrebbe dovuto proporre un normale atto di appello. La ricorrente viene condannata al pagamento delle spese processuali.
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Un ex socio di una cooperativa edilizia ha avviato una causa per ottenere la restituzione delle somme versate e la dichiarazione di nullità di alcune convenzioni urbanistiche. La cooperativa ha contestato la competenza del tribunale, ma non la giurisdizione. Il socio ha quindi proposto un regolamento preventivo di giurisdizione per chiarire se la controversia rientrasse nella giurisdizione ordinaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso era ammissibile e ha affermato la giurisdizione ordinaria, poiché la causa riguardava diritti patrimoniali derivanti dal rapporto societario, con le convenzioni urbanistiche rilevanti solo in via incidentale.
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Un'Azienda Petrolifera ha impugnato la scadenza di una concessione per un impianto di distribuzione carburanti su un'area comunale. Il Comune voleva riacquisire il bene. L'Azienda ha sollevato un regolamento preventivo di giurisdizione per stabilire se la controversia rientrasse nella competenza del giudice ordinario o amministrativo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, una volta scaduta la concessione, la Pubblica Amministrazione non esercita più poteri autoritativi. Pertanto, la controversia per la restituzione del bene rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, non di quello amministrativo. Questo chiarisce i confini della giurisdizione concessione scaduta.
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Un'impresa impugna la revoca di un contributo pubblico davanti al giudice amministrativo. Il tribunale respinge la domanda nel merito. La titolare presenta appello sostenendo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo che lei stessa aveva scelto. Il Consiglio di Stato dichiara inammissibile il motivo e la vertenza giunge in Cassazione. Le Sezioni Unite confermano che chi sceglie un giudice e perde la causa nel merito non può denunciarne il difetto di giurisdizione in appello. L'attore non risulta soccombente sulla questione di giurisdizione, poiché il giudice ha accolto la richiesta di esaminare la causa. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente alle spese processuali.
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Una Lavoratrice, assunta come personale ATA, ha visto il suo punteggio in una graduatoria d'istituto rettificato e il suo contratto annullato. Ha impugnato queste decisioni davanti al Giudice ordinario, ma il Tribunale ha ritenuto che la controversia rientrasse nella giurisdizione del Giudice amministrativo, trattandosi di un interesse legittimo. La Corte di Cassazione, con un regolamento preventivo di giurisdizione, ha invece stabilito che la questione relativa alla Giurisdizione graduatorie d'istituto e ai punteggi non riguarda una procedura concorsuale in senso stretto, bensì un diritto soggettivo del lavoratore. Pertanto, la competenza spetta al Giudice ordinario.
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Un Comune ha chiesto di mantenere la gestione diretta del proprio servizio idrico, ma l'Autorità Territoriale Idrica (ATI) ha negato questa possibilità, obbligandolo a confluire nella gestione comune. Il Comune ha impugnato la decisione davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. L'ATI ha eccepito il difetto di giurisdizione, sostenendo la competenza del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha risolto il conflitto sulla Giurisdizione servizio idrico. Ha stabilito che la controversia, riguardando l'organizzazione del servizio e non l'uso diretto delle acque, rientra nella competenza del giudice amministrativo. Pertanto, il Comune dovrà rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale per contestare la delibera.
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Un Comune e una Società di servizi di igiene urbana si sono scontrati sulla revisione dei prezzi di un contratto. Dopo un lodo arbitrale che riconosceva il diritto alla revisione e diverse pronunce del TAR che annullavano atti comunali e affermavano la propria giurisdizione sulla materia, il Comune ha promosso un regolamento preventivo di giurisdizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha motivato che, avendo il TAR già deciso sulla propria competenza, non era più possibile sollevare la questione di giurisdizione in via preventiva. La decisione del giudice di merito sulla giurisdizione ha un effetto preclusivo.
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