Definizione
Il guadagno che deriva dal semplice possesso di quote o azioni societarie, senza svolgere attività lavorativa.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 91 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 74% dei casi il ricorso è stato rigettato.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 5%
- Rigettato 74%
- Inammissibile 15%
- Estinto 4%
- Altro 2%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. Lavoro43%
- Civile Sez. 641%
- Civile Sez. 516%
Precedenti più richiamati
- Cass. 18594/2020in 18 provvedimenti
- Cass. 21540/2019in 53 provvedimenti
- Cass. 19001/2020in 15 provvedimenti
- Cass. 4180/2021in 5 provvedimenti
- Cass. 10969/2022in 5 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente oltre sei milioni di euro per somme depositate sul conto corrente personale. Secondo il Fisco, gli importi derivavano da cessioni immobiliari societarie elusive e costituivano reddito di capitale non dichiarato. L'amministrazione fondava la pretesa su accertamenti bancari. Il contribuente ha sostenuto che i versamenti rappresentavano invece restituzioni di finanziamenti e prelievi con causali precise, non imponibili come nuovo reddito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'interessato. I giudici hanno stabilito che le somme sui conti non si trasformano automaticamente in evasione fiscale. Il giudice d'appello deve infatti analizzare e confrontare nel merito sia le presunzioni del Fisco sia le prove contrarie fornite dal cittadino, anziché limitarsi a considerare provata l'elusione fiscale in modo sbrigativo.
Continua »
L'ente previdenziale ha emesso un avviso di addebito richiedendo a un contribuente maggiori contributi per la Gestione Commercianti. L'istituto ha incluso nel calcolo non solo i redditi da lavoro d'impresa, ma anche gli utili percepiti come socio di capitale non lavoratore in una S.r.l. Il contribuente ha impugnato l'atto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che per il calcolo dei contributi INPS redditi di capitale e utili da mera partecipazione societaria non devono essere compresi nella base imponibile se manca la prestazione lavorativa. Di conseguenza, la pretesa contributiva dell'ente è stata annullata con condanna dell'istituto alle spese di lite.
Continua »
L'Ente Previdenziale ha richiesto ad un Lavoratore Autonomo maggiori contributi per la Gestione Commercianti, inserendo nel calcolo anche i dividendi percepiti come socio di una società a responsabilità limitata. Il Lavoratore ha contestato la pretesa, sottolineando di non svolgere alcuna attività lavorativa all'interno di tale società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo un fondamentale principio sulla base imponibile contributiva INPS. I giudici hanno chiarito che gli utili derivanti dalla semplice partecipazione al capitale di una società di capitali, senza apporto di lavoro, rappresentano redditi di capitale e non redditi di impresa. Pertanto, tali proventi non devono essere inclusi nel calcolo dei contributi previdenziali obbligatori.
Continua »
L'INPS ha notificato un avviso di addebito a una socia di tre società a responsabilità limitata per recuperare i contributi previdenziali relativi alla Gestione Commercianti. L'Istituto pretendeva il calcolo dei versamenti anche sui redditi derivanti dalle quote societarie. La Socia ha impugnato l'atto dimostrando la sua posizione di mera investitrice senza svolgimento di compiti operativi. I giudici hanno annullato la richiesta dell'Istituto. La Suprema Corte ha confermato la decisione, affermando che i contributi INPS su utili societari non sono dovuti sui redditi di puro capitale. Chi partecipa a una società senza lavorare nell'impresa non deve versare contributi previdenziali sui dividendi percepiti.
Continua »
L'ente previdenziale pretendeva il pagamento di contributi ulteriori da parte di un lavoratore autonomo già iscritto alla gestione commercianti per una società di persone. L'istituto chiedeva di calcolare i contributi includendo nella base imponibile contributiva anche i dividendi percepiti come socio fondatore di una diversa società di capitali. I giudici di merito e la Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta dell'istituto. La Suprema Corte ha chiarito che gli utili percepiti dalla semplice detenzione di quote in una società di capitali costituiscono redditi di capitale. Questi importi non derivano da attività lavorativa diretta e, di conseguenza, restano tassativamente esclusi dal calcolo previdenziale, anche se il soggetto ha fondato l'azienda. L'ente previdenziale ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese legali.
Continua »
L'INPS ha richiesto a un Lavoratore il pagamento di contributi previdenziali per la gestione artigiani, basandosi sui redditi derivanti dalla sua partecipazione a una società. L'INPS sosteneva che questi fossero redditi d'impresa, soggetti a contribuzione. La Corte d'Appello ha escluso questi redditi dalla base imponibile contributiva. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che i redditi da partecipazione in una S.r.l., anche per un socio fondatore, sono redditi di capitale se non c'è attività lavorativa. Questi non rientrano nella base imponibile per i contributi INPS degli artigiani, che si riferisce solo ai redditi d'impresa. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile, consolidando il principio sui redditi di capitale e contributi INPS.
Continua »
Un Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che recuperava a tassazione redditi di capitale non dichiarati per l'anno 2004. Questi redditi derivavano da complesse operazioni societarie, ritenute dall'Amministrazione finanziaria parte di un disegno fraudolento per eludere le imposte. La Commissione Tributaria Regionale aveva confermato l'accertamento. La Cassazione ha rigettato il ricorso del Contribuente, confermando che i bonifici ricevuti e i proventi dalla cessione di partecipazioni erano redditi di capitale non dichiarati e non semplici movimentazioni finanziarie o redditi diversi con minusvalenze. Il Contribuente ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
Continua »
Un Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento tributario con cui l'Amministrazione finanziaria gli chiedeva l'IRPEF su utili da una società. Le Commissioni Tributarie avevano respinto il ricorso, sostenendo che l'accertamento nei confronti della società era definitivo e non poteva essere ridiscusso dal Contribuente, anche se non aveva partecipato al processo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che l'accertamento tributario al socio, se non notificato direttamente a quest'ultimo, non è a lui opponibile. Il socio può quindi contestare pienamente i fatti che hanno generato l'obbligazione tributaria. La sentenza precedente è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
Continua »
L'INPS ha chiesto a un Socio Unico e Amministratore di una Società di Capitali il pagamento di Contributi INPS socio amministratore, ritenendo che il reddito della società fosse imponibile. La Corte ha respinto la pretesa dell'INPS. Ha stabilito che se il Socio Amministratore non svolge un'attività lavorativa effettiva per la società, ma si limita a compiti amministrativi, i redditi di capitale (quelli derivanti dalla mera partecipazione) non rientrano nella base imponibile per i contributi previdenziali. Solo i redditi derivanti da attività lavorativa sono soggetti a contribuzione.
Continua »
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei Redditi da capitale contributi INPS per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Commercianti. L'INPS aveva contestato a un socio di S.r.l. il mancato versamento di contributi su utili derivanti dalla sua partecipazione societaria. La Corte ha confermato la decisione dei giudici precedenti: i redditi da capitale, come i dividendi, non rientrano nella base imponibile su cui calcolare i contributi INPS per i commercianti. Solo i redditi d'impresa, come definiti dalla normativa fiscale, sono rilevanti. Pertanto, il ricorso dell'INPS è stato rigettato, e il lavoratore ha vinto.
Continua »
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla Base imponibile contributi INPS per gli artigiani. Un lavoratore autonomo aveva contestato la richiesta dell'INPS di pagare contributi su redditi derivanti dalla mera partecipazione a società di capitali, senza svolgere attività lavorativa. La Corte ha confermato che questi utili, essendo classificati come redditi di capitale secondo la normativa fiscale, non rientrano nella base imponibile per il calcolo dei contributi INPS. L'INPS ha perso il ricorso, dovendo pagare le spese legali.
Continua »
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un accertamento fiscale per IRPEF contro un Contribuente, recuperando a tassazione redditi di capitale e diversi. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato in parte l'accertamento. Il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando, tra l'altro, la mancanza di motivazione della sentenza regionale su alcune riprese a tassazione. La Corte di Cassazione ha accolto questo motivo, ritenendo la sentenza regionale priva di una spiegazione chiara delle ragioni per cui aveva legittimato tali riprese. La Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato la causa a una diversa sezione della Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
Continua »
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei **redditi di capitale e contributi INPS**, stabilendo che gli utili derivanti dalla mera partecipazione in società di capitali non rientrano nella base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione Commercianti. Un Lavoratore aveva contestato all'INPS il rigetto della sua domanda di pensione, poiché l'Istituto aveva incluso i redditi da partecipazioni societarie nel calcolo dei contributi. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti, ribadendo che solo i redditi d'impresa, come definiti fiscalmente, costituiscono la base per i contributi INPS, escludendo i redditi di capitale.
Continua »
L'Istituto Previdenziale ha preteso il versamento della contribuzione previdenziale sui dividendi percepiti da una socia di una società a responsabilità limitata. La donna svolgeva un'attività autonoma iscritta alla gestione artigiani e commercianti, ma non prestava alcuna attività lavorativa all'interno della società di capitali in questione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente pubblico. Il giudice di legittimità ha chiarito che non sono dovuti i contributi INPS su utili societari derivanti da mera partecipazione al capitale. Questi introiti costituiscono redditi di capitale e non redditi d'impresa, escludendo quindi qualsiasi obbligo di versamento previdenziale in assenza di effettivo lavoro.
Continua »
L'Istituto di Previdenza chiedeva a un Socio il pagamento di contributi sulla sua quota di utili da una società di capitali. Il Socio non svolgeva alcuna attività lavorativa nella società, ricoprendo solo il ruolo di partecipante. I Giudici di merito avevano stabilito che questi utili, essendo redditi di capitale, non rientravano nella Base imponibile contributiva INPS per gli artigiani. La Corte di Cassazione ha confermato questa interpretazione, rigettando il ricorso dell'Istituto di Previdenza. Ha ribadito che i redditi da mera partecipazione in società di capitali non sono soggetti a contributi previdenziali.
Continua »
L'Ente Previdenziale pretendeva il versamento di somme contributive sugli utili percepiti da un artigiano tramite la sua partecipazione societaria in qualità di socio fondatore in un'altra azienda. Il contribuente contestava la richiesta, sostenendo la natura puramente finanziaria di tali proventi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'istituto, confermando che la base imponibile contributiva INPS per la gestione artigiani comprende solo i redditi derivanti da effettiva attività di impresa o lavorativa. I dividendi percepiti dalla mera detenzione di quote societarie costituiscono semplici redditi di capitale. Anche la qualifica di socio fondatore non muta questa natura sul piano previdenziale, rendendo illegittima la pretesa contributiva dell'ente.
Continua »
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un Custode giudiziario la mancata dichiarazione di utili derivanti da una quota societaria sequestrata. I giudici di merito avevano escluso la sua responsabilità, ritenendo che il Custode non avesse avuto la disponibilità diretta delle somme, versate al difensore. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la **responsabilità fiscale del custode giudiziario** sussiste. Il Custode, gestendo il patrimonio sequestrato, è soggetto agli obblighi fiscali relativi ai redditi prodotti, indipendentemente dalla destinazione finale delle somme. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, annullando la sentenza precedente e confermando la validità dell'accertamento fiscale.
Continua »
L'INPS ha notificato un avviso di addebito a un lavoratore iscritto alla Gestione Artigiani per richiedere contributi previdenziali aggiuntivi sui dividendi percepiti da una società a responsabilità limitata. Il cittadino partecipava a tale società esclusivamente come socio di capitale, senza svolgere alcuna attività lavorativa al suo interno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che gli utili derivanti da mera partecipazione societaria costituiscono redditi di capitale. Pertanto, tali somme non rientrano nella base imponibile contributi INPS. L'ente previdenziale è stato condannato al pagamento delle spese legali.
Continua »
L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi Gestione Commercianti a due soci di una società a responsabilità limitata. L'istituto pretendeva il versamento anche sugli utili derivanti dalla mera partecipazione al capitale sociale. I soci hanno contestato la richiesta, evidenziando la totale assenza di attività lavorativa svolta all'interno della società. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione dei contribuenti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che i dividendi percepiti dal semplice socio di capitale costituiscono reddito di capitale e non reddito d'impresa. Di conseguenza, tali somme non rientrano nella base imponibile previdenziale. L'ente deve quindi annullare la pretesa e rimborsare le spese legali.
Continua »
L'INPS pretendeva il pagamento di contributi previdenziali sulla quota di utili percepiti da un cittadino in qualità di socio di una società a responsabilità limitata. Il cittadino si è opposto, evidenziando di non svolgere alcuna attività lavorativa all'interno della società, essendone un mero socio di capitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che i contributi previdenziali su utili societari non sono dovuti se derivano da una semplice partecipazione finanziaria. Gli utili da mero capitale costituiscono infatti redditi di capitale e non redditi d'impresa, gli unici soggetti a contribuzione per la gestione commercianti. Vince il socio, con condanna dell'ente previdenziale al pagamento delle spese processuali.
Continua »