LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Pericolosità Sociale

Pagina 73 di 40

Provvedimenti

Espulsione straniero: i criteri di valutazione
Un cittadino straniero impugna la sentenza che ne dispone l'espulsione a seguito di una condanna per spaccio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la valutazione della pericolosità sociale, necessaria per l'espulsione dello straniero, non si basa solo sulla mancanza del permesso di soggiorno, ma anche su altri indici concreti come l'assenza di legami familiari stabili e una storia di lavoro irregolare.
Continua »
Sorveglianza Speciale: pericolosità non si rivaluta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sottoposizione a custodia cautelare non richiede una nuova valutazione della pericolosità sociale per chi è già soggetto a Sorveglianza Speciale. A differenza della detenzione per espiazione di pena, la misura cautelare sospende solo temporaneamente l'esecuzione della sorveglianza, che riprende senza riesame alla cessazione della custodia. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la misura cautelare, anziché attenuare, conferma la presunzione di pericolosità.
Continua »
Confisca di prevenzione: autonoma e senza condanna
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi contro un decreto di confisca di prevenzione, confermando un principio fondamentale: la misura può essere applicata anche senza una condanna penale. Il giudice della prevenzione ha il potere di valutare autonomamente la pericolosità sociale di un soggetto e l'origine illecita dei suoi beni, basandosi su elementi di fatto che dimostrino una stabile dedizione ad attività criminali lucrative. La decisione sottolinea che eventuali esiti favorevoli in altri procedimenti non sono sufficienti a escludere la confisca, se il quadro indiziario complessivo prova un illecito arricchimento.
Continua »
Espulsione straniero e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la misura di sicurezza dell'espulsione. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale, necessaria per l'espulsione straniero, era stata correttamente motivata dai giudici di merito basandosi sulla gravità dei reati commessi (rapina e lesioni a danno di un anziano), ritenuti indicatori concreti di tale pericolosità.
Continua »
Regime 41-bis: la proroga è legittima
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha ribadito che, per giustificare l'estensione del 'carcere duro', è sufficiente accertare la capacità potenziale del soggetto di mantenere collegamenti con l'associazione criminale, senza che sia necessario dimostrare la sua attuale operatività o la mancanza di una dissociazione formale. Il lungo periodo di detenzione e l'assenza di recenti coinvolgimenti criminali non sono stati ritenuti elementi sufficienti a escludere la pericolosità sociale.
Continua »
Misure alternative: no se c’è pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una condannata a cui erano state negate le misure alternative alla detenzione. La decisione conferma che, in assenza di un'evoluzione positiva della personalità e in presenza di una persistente pericolosità sociale, il giudice può legittimamente respingere sia l'affidamento in prova che la detenzione domiciliare, ritenendo il suo giudizio non censurabile se logicamente motivato.
Continua »
Ricorso misure di prevenzione: inammissibilità e limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un decreto applicativo di misure di prevenzione, quali la sorveglianza speciale e la confisca. La sentenza chiarisce che il ricorso misure di prevenzione in sede di legittimità è consentito solo per violazione di legge e non per contestare il merito della valutazione sulla pericolosità sociale o sulla sproporzione dei beni. Viene ribadito che le censure relative a vizi di motivazione non sono ammesse in questo specifico ambito procedurale.
Continua »
Espulsione straniero: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la misura dell'espulsione. La decisione si fonda sulla valutazione della sua pericolosità sociale, comprovata da numerosi precedenti penali e dalla mancanza di un'occupazione stabile, elementi che indicano un sostentamento da attività illecite. Questo caso chiarisce i criteri per l'applicazione della misura dell'espulsione straniero in seguito a condanne penali.
Continua »
Pericolosità sociale: no agli arresti domiciliari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per tentato omicidio che chiedeva gli arresti domiciliari. La decisione si fonda sull'elevata pericolosità sociale del soggetto, desunta da condotte aggressive e incapacità di rispettare le regole, elementi che rendono la custodia in carcere l'unica misura idonea, a prescindere dalla disponibilità di una dimora o del braccialetto elettronico.
Continua »
Regime 41-bis: proroga e pericolosità attuale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La sentenza sottolinea che la valutazione della pericolosità attuale e della capacità di mantenere legami con l'organizzazione criminale è determinante, anche a fronte di un comportamento positivo in carcere, specialmente se il clan di appartenenza risulta ancora operativo.
Continua »
Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il mantenimento di una misura di sorveglianza speciale. La valutazione sulla pericolosità sociale del ricorrente, basata su recenti episodi come il possesso illegale di armi, è stata ritenuta adeguatamente motivata dalla Corte d'Appello, escludendo la possibilità di un riesame nel merito in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione conferma recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per estorsione e cessione di cocaina. Il ricorso è stato giudicato generico e reiterativo, in quanto non affrontava adeguatamente le motivazioni della corte d'appello sull'applicazione della recidiva, basata su tre precedenti specifici che dimostravano l'accresciuta pericolosità sociale dell'imputato. La decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Pericolosità sociale: la Cassazione e la presunzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per la sua ritenuta appartenenza a un'associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che per valutare l'attuale pericolosità sociale, la condanna per un ruolo di vertice nel clan è un indice fortissimo che non può essere superato dalla sola lunga detenzione o dalla partecipazione a percorsi di rieducazione generici. È necessaria la prova di un'effettiva e radicale rottura con l'ambiente criminale.
Continua »
Pericolosità sociale: il sindacato del giudice penale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione di un provvedimento amministrativo. La sentenza chiarisce che il giudice penale non può sostituire la propria valutazione sulla pericolosità sociale a quella del Questore, ma deve limitarsi a un controllo di legittimità sull'atto, verificandone la corretta motivazione.
Continua »
Affidamento in prova: quando viene negato per recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego di affidamento in prova al servizio sociale. La decisione del Tribunale di Sorveglianza, basata sulla gravità del reato, i numerosi precedenti penali, la persistente pericolosità sociale e la commissione di un altro reato durante gli arresti domiciliari, è stata ritenuta corretta e adeguatamente motivata. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può riesaminare il merito dei fatti.
Continua »
Rivalutazione pericolosità sociale: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione di una misura di prevenzione. A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, è stato stabilito che la riattivazione di una misura sospesa a causa di detenzione richiede sempre una nuova valutazione della pericolosità sociale del soggetto, indipendentemente dalla durata della detenzione stessa. In assenza di tale rivalutazione, la misura è inefficace e la sua violazione non costituisce reato.
Continua »
Espulsione straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero come sanzione alternativa alla detenzione, anche in assenza di una valutazione sulla pericolosità sociale. Nel caso esaminato, il ricorso di un cittadino straniero, sposato con una cittadina italiana residente all'estero, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la mancanza di legami familiari effettivi e stabili sul territorio italiano e la natura amministrativa della misura, volta a ridurre il sovraffollamento carcerario, rendono irrilevante la valutazione della pericolosità del soggetto ai fini dell'applicazione dell'art. 16, comma 5, d.lgs. 286/1998.
Continua »
Confisca di prevenzione: la sproporzione reddituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un decreto che applicava la sorveglianza speciale e la confisca di prevenzione a un soggetto socialmente pericoloso. La Corte ha ribadito che una notevole e ingiustificata sproporzione tra reddito e patrimonio è un presupposto sufficiente per la confisca, senza la necessità di provare che ogni singolo bene derivi da uno specifico reato. Anche i ricorsi dei terzi intestatari dei beni sono stati respinti, poiché non possono contestare i presupposti della misura applicata al soggetto principale.
Continua »
Pericolosità sociale: attualità e condanne passate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che la pericolosità sociale attuale può essere desunta da una serie significativa di condanne definitive e procedimenti in corso, anche se alcuni risalenti nel tempo, qualora dimostrino una scelta di vita dedita al crimine come unica fonte di sostentamento, in assenza di attività lavorativa lecita.
Continua »
Pericolosità sociale: detenzione e misure di prevenzione
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione di una misura di prevenzione (sorveglianza speciale) nei confronti di un soggetto condannato per associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che la lunga detenzione subita non è sufficiente a escludere la persistente pericolosità sociale, se non emergono elementi concreti di un'evoluzione della personalità e di una rottura con l'ambiente criminale di appartenenza.
Continua »