LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Pericolosità Sociale

Pagina 66 di 40

Provvedimenti

Misure alternative: Cassazione su pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza di applicare la detenzione domiciliare. La Corte ha confermato che, in presenza di un'elevata pericolosità sociale, evidenziata da precedenti penali e carichi pendenti, è legittima la scelta di una misura alternativa più contenitiva rispetto all'affidamento in prova, rispettando il principio di gradualità del trattamento rieducativo.
Continua »
Misure alternative: discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza che aveva negato l'affidamento in prova, optando per la detenzione domiciliare. La scelta è giustificata dall'elevata pericolosità sociale del condannato, basata su precedenti e frequentazioni. La Suprema Corte ribadisce che la valutazione del giudice di merito sulle misure alternative alla detenzione è insindacabile se non manifestamente illogica.
Continua »
Misure alternative: no se c’è pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego delle misure alternative alla detenzione. La decisione si fonda sulla valutazione della sua residua pericolosità sociale, desunta dalla gravità dei reati pregressi e dai numerosi precedenti penali. Nonostante la buona condotta carceraria, i giudici hanno ritenuto prevalenti gli elementi negativi, sottolineando l'importanza di un percorso rieducativo graduale prima di concedere benefici come l'affidamento in prova.
Continua »
Misure alternative: no alla prova se c’è pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza che gli aveva concesso la detenzione domiciliare invece dell'affidamento in prova. La scelta tra le diverse misure alternative è stata confermata in quanto basata sulla persistente pericolosità sociale del soggetto, desunta dai suoi numerosi precedenti e dalla ritenuta inadeguatezza del programma rieducativo proposto. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione del giudice di merito non è sindacabile se non manifestamente illogica.
Continua »
Pericolosità sociale: quando studio e lavoro non bastano
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per presunti legami mafiosi ha contestato la sua attuale pericolosità sociale, evidenziando il suo percorso di studi e reinserimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tali elementi positivi non bastano a superare solidi indizi di un ruolo centrale ancora attivo in un'organizzazione criminale. La valutazione della pericolosità sociale deve essere complessiva e l'attualità del pericolo è stata ritenuta correttamente motivata dai giudici di merito.
Continua »
Pericolosità sociale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un soggetto la cui pericolosità sociale era stata confermata dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha ribadito che, in materia di misure di prevenzione, il ricorso per cassazione è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la logicità della motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. Nel caso specifico, la motivazione del giudice di merito è stata ritenuta adeguata, in quanto basata sulla mancata dissociazione dal passato criminale e sul ritorno nel territorio di influenza dell'organizzazione di appartenenza.
Continua »
Espulsione e irreperibilità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro una misura di sicurezza di espulsione, basata sulla sua pericolosità sociale. Il caso verteva sulla legittimità della procedura di notifica per irreperibili. La Corte ha stabilito che una precedente dichiarazione di irreperibilità non è superata da una presenza sporadica sul territorio o da tentativi di notifica falliti presso l'abitazione di un parente, in assenza di una formale elezione di domicilio. Di conseguenza, l'espulsione e l'irreperibilità sono state confermate come procedure corrette.
Continua »
Affidamento in prova e pericolosità residua: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego della misura alternativa dell'affidamento in prova. La decisione si fonda sulla valutazione del Tribunale di Sorveglianza, che, pur riconoscendo alcuni segnali positivi, ha ritenuto persistente una 'pericolosità residua' a causa della gravità dei reati recenti e della pendenza di altri procedimenti. La Suprema Corte ha ribadito che la sua funzione non è rivalutare i fatti, ma solo la logicità della motivazione e la corretta applicazione della legge.
Continua »
Pericolosità sociale: no alla detenzione domiciliare
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di detenzione domiciliare, stabilendo che la valutazione sulla pericolosità sociale del condannato è un elemento decisivo e prevalente. Anche in presenza di un potenziale errore nel calcolo della pena residua, la prognosi negativa basata su gravi precedenti, condotta carceraria negativa e assenza di revisione critica, giustifica il mantenimento della detenzione in carcere per tutelare la collettività.
Continua »
Misure di sicurezza: il giudice deve sempre indagare
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che prorogava le misure di sicurezza per un detenuto, stabilendo che il giudice ha il dovere di compiere sempre un'indagine approfondita e attuale sulla pericolosità sociale del soggetto, anche d'ufficio. La Corte ha chiarito che il principio del doppio grado di giudizio non può essere usato come pretesto per evitare l'acquisizione di nuove prove in appello, ribadendo che la valutazione sulla persistenza della pericolosità deve essere concreta e non basata su mere presunzioni o carenze informative.
Continua »
Pericolosità sociale: Cassazione annulla misura sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che imponeva la libertà vigilata a un condannato. La decisione è stata criticata perché la valutazione della pericolosità sociale si basava unicamente sulla gravità del reato commesso, ignorando la condotta positiva tenuta dall'individuo dopo la condanna. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione deve essere attuale e complessiva, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Libertà vigilata: la Cassazione sulla proroga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro la proroga della misura di sicurezza della libertà vigilata. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale dell'individuo, desunta dai suoi gravi precedenti penali, legami con la criminalità organizzata e la mancata dissociazione dal suo passato deviante.
Continua »
Espulsione e patteggiamento: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20364/2024, ha annullato l'ordine di espulsione emesso nell'ambito di un patteggiamento per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la misura di sicurezza dell'espulsione richiede una motivazione specifica e concreta sulla pericolosità sociale dell'individuo, non essendo sufficiente un generico richiamo. La decisione chiarisce anche l'inammissibilità di una richiesta di sostituzione della pena non inclusa nell'accordo di espulsione e patteggiamento.
Continua »
Libertà vigilata: la Cassazione conferma la misura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per associazione mafiosa, confermando l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale del ricorrente, desunta dalla sua affiliazione a una famiglia mafiosa e dal suo ruolo di fiducia all'interno del clan. La Suprema Corte ha ritenuto la valutazione del Tribunale di Sorveglianza corretta e la misura un giusto equilibrio tra la prevenzione di nuovi reati e i diritti individuali.
Continua »
Foglio di via obbligatorio: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione del foglio di via obbligatorio. L'imputato, trovato per due volte nel comune da cui era stato allontanato, ha tentato di ottenere un riesame dei fatti, ma la Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo è limitato alla valutazione della legittimità giuridica, confermando la condanna e le motivazioni della Corte d'Appello basate su prove inequivocabili e sulla pericolosità sociale del soggetto.
Continua »
Foglio di via obbligatorio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione del foglio di via obbligatorio. L'ordinanza sottolinea come la richiesta di un nuovo esame dei fatti non sia consentita in sede di legittimità e conferma la validità della valutazione sulla pericolosità sociale basata sui precedenti di polizia.
Continua »
Revoca misura alternativa: la connivenza è sufficiente?
Un collaboratore di giustizia in detenzione domiciliare partecipa a un'estorsione con metodo mafioso. Sebbene una misura cautelare sia stata revocata per la sua 'mera connivenza', la Cassazione ha confermato la revoca della misura alternativa. La Corte ha stabilito che anche la semplice presenza passiva in un crimine così grave dimostra pericolosità sociale e l'inadeguatezza a beneficiare di misure alternative alla detenzione, legittimando la revoca della misura alternativa.
Continua »
Giustificato Motivo: Matrimonio e Pericolosità Sociale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il matrimonio con un cittadino italiano non costituisce un "giustificato motivo" per sottrarsi a un ordine di espulsione se lo straniero è ritenuto socialmente pericoloso. La sentenza chiarisce che la pericolosità, desunta da precedenti condanne, prevale sui legami familiari, rendendo legittima la condanna per inottemperanza all'ordine del questore.
Continua »
Pericolosità sociale: la Cassazione sulla valutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro una misura di prevenzione basata sulla sua pericolosità sociale. Nonostante il tempo trascorso e un periodo di detenzione, la Corte ha ritenuto che l'attuale irreperibilità del soggetto e la sua costante mancanza di un'attività lavorativa fossero elementi sufficienti a confermare la persistenza della pericolosità sociale, giustificando la misura della sorveglianza speciale.
Continua »
Confisca di prevenzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di confisca di prevenzione contro un soggetto ritenuto socialmente pericoloso e i suoi familiari. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del soggetto principale e ha rigettato quelli della moglie e della figlia, confermando la confisca dei beni. La decisione si fonda sulla sproporzione tra i beni posseduti e i redditi leciti, e sulla presunzione legale che i beni intestati ai familiari siano in realtà nella disponibilità del soggetto pericoloso, in assenza di prove contrarie inequivocabili.
Continua »