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Mutamento in peius

Definizione

Un cambiamento peggiorativo. In diritto del lavoro, si riferisce a una modifica delle condizioni contrattuali che risulta meno favorevole per il lavoratore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Posto Barca Sostituito: la Buona Fede vince sulle Dimensioni
Una società stipula un contratto di ormeggio a lungo termine. Una clausola permette al gestore della marina di sostituire il posto barca con un altro di 'medesime caratteristiche dimensionali'. Il gestore sposta l'imbarcazione in un posto di uguali dimensioni ma di valore inferiore. La Cassazione stabilisce che l'interpretazione del contratto secondo buona fede impone non solo l'equivalenza dimensionale ma anche quella qualitativa. La sostituzione con un posto barca deteriore, a parità di prezzo, costituisce un inadempimento e dà diritto al risarcimento del danno. Il gestore della marina viene condannato a pagare 12.000 Euro.
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Posto Barca Sostituito: la Buona Fede va oltre il Testo del Contratto
Una società titolare di un contratto di ormeggio quarantennale si vede sostituire il posto barca. Sebbene il nuovo ormeggio rispetti le dimensioni pattuite, è qualitativamente inferiore e più esposto alla risacca, con conseguente perdita di valore. La Corte di Cassazione stabilisce che l'interpretazione del contratto secondo buona fede impone non solo l'equivalenza dimensionale ma anche quella qualitativa. La clausola che permette la variazione non può giustificare un peggioramento della prestazione senza un indennizzo. La società che ha gestito la marina viene quindi condannata a risarcire il danno per aver violato il principio di lealtà contrattuale.
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Superminimo non assorbibile: quando è modificabile?
Una lavoratrice si oppone alla cancellazione del suo "superminimo non assorbibile", introdotto anni prima da un accordo collettivo per compensare un cambio di CCNL. L'azienda aveva successivamente disdetto l'accordo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, poiché il superminimo aveva origine collettiva e non era legato a meriti individuali, non si è mai incorporato nel contratto individuale come diritto quesito. Pertanto, la sua fonte (il contratto collettivo aziendale) poteva essere legittimamente modificata o cessare, anche con effetti peggiorativi per il lavoratore, senza violare il principio di irriducibilità della retribuzione.
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Superminimo non assorbibile: quando è modificabile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18902/2024, ha stabilito che un 'superminimo non assorbibile' introdotto da un accordo collettivo aziendale per compensare il passaggio a un nuovo CCNL non costituisce un diritto acquisito del lavoratore. Pertanto, può essere legittimamente eliminato se l'accordo collettivo che lo prevedeva viene disdettato. La Corte ha distinto tra elementi retributivi di fonte collettiva e quelli pattuiti individualmente, chiarendo che i primi seguono le sorti della contrattazione che li ha generati e non si incorporano automaticamente nel contratto individuale.
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