Un automobilista ha ricevuto otto verbali per aver circolato in una corsia riservata ai bus. L'Automobilista ha contestato ogni singola multa corsia preferenziale, sostenendo che il divieto era stato ripristinato dopo una sospensione senza adeguata segnaletica e comunicazione. Il Comune ha dimostrato di aver installato i cartelli e pubblicato gli avvisi. Sia il Giudice di Pace sia il Tribunale hanno respinto i ricorsi. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che spetta all'automobilista dimostrare la concreta invisibilità o illeggibilità dei cartelli stradali. Non basta lamentare la scarsa visibilità in modo generico, né invocare la buona fede se i controlli elettronici e i cartelli erano visibili con la normale diligenza. L'Automobilista perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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