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Mandato gestorio

Definizione

Contratto con cui una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto di un'altra, come nel caso dell'amministratore che gestisce i beni del condominio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso spese amministratore: pretesa negata senza approvazione
Un'ex amministratrice ha richiesto l'emissione di un decreto ingiuntivo contro il condominio per ottenere il rimborso spese amministratore relativo ad anticipazioni economiche della gestione. Il condominio ha proposto opposizione, contestando l'inadempimento della professionista, la mancata redazione dei rendiconti e l'assenza di delibere assembleari di approvazione. La Corte d'Appello ha revocato il decreto ingiuntivo, respingendo la richiesta per difetto di prova sull'effettiva inerenza delle uscite alle parti comuni. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto e dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex amministratrice. I giudici hanno chiarito che la firma del nuovo amministratore sui rendiconti non sostituisce la delibera dell'assemblea e non costituisce riconoscimento di debito. L'ex amministratrice perde definitivamente la causa ed è condannata alle spese legali.
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Trattative interrotte: quando la responsabilità amministratore società non sussiste
Una Società ha citato in giudizio il suo ex Amministratore per danni, accusandolo di aver interrotto illegittimamente le trattative per la vendita di quote societarie senza informare i soci. La Società sosteneva una **responsabilità amministratore società** per violazione dei doveri gestori. I giudici di merito hanno respinto la domanda, affermando che la vendita di quote non rientrava nei poteri di gestione dell'amministratore e che l'interruzione delle trattative era dovuta a mutuo consenso, non a colpa esclusiva dell'Amministratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Società, confermando le decisioni precedenti.
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Ammanco di cassa in condominio: il ricorso tardivo costa caro
Un condominio ha citato in giudizio l'ex amministratore per ottenere la restituzione di somme relative a un presunto ammanco di cassa in condominio, quantificato in oltre 36.000 euro sulla base di un prospetto contabile. L'ex amministratore si è difeso attribuendo il debito alla precedente gestione e chiedendo il pagamento di competenze arretrate. I giudici di merito hanno respinto le domande del condominio e accolto la richiesta di compenso dell'amministratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del condominio improcedibile. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine breve per impugnare la sentenza, decorrente dalla notifica effettuata da una delle parti in causa in un regime di litisconsorzio necessario, e sulla mancata produzione della relata di notifica. Il condominio perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
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Compenso amministratore: onere della prova decisivo
Un amministratore, che ricopriva anche il ruolo di dirigente, ha citato in giudizio la società per ottenere il compenso relativo alla sua carica per l'anno 2013 e il risarcimento per la revoca ingiustificata. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato le sue richieste. Il punto focale della decisione è l'onere della prova: l'amministratore non ha fornito elementi specifici sulla natura, quantità e qualità dell'attività svolta distintamente da quella di dirigente. Pertanto, anche se il ruolo di amministratore si presume oneroso, senza una prova concreta dell'attività non è possibile liquidare alcun compenso amministratore, né un risarcimento del danno, che deve essere ugualmente provato nei suoi elementi costitutivi.
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