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Lieve Entità — Anno 2026

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Altri anni per Lieve Entità

Provvedimenti

Detenzione di stupefacenti e reato di lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, negando la qualificazione del fatto come lieve entità. Il caso riguardava il possesso di 160 grammi di marijuana (782 dosi), un bilancino di precisione e precedenti specifici. La Corte ha chiarito che l'elevato numero di dosi e l'assenza di prove sul consumo personale giustificano la responsabilità penale, rendendo irrilevante la capacità economica dell'imputato di acquistare la droga per uso proprio.
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Confisca allargata stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che negava la confisca allargata stupefacenti su somme di denaro trovate in possesso di un'imputata condannata per spaccio di lieve entità. La sentenza stabilisce che la sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti giustifica il provvedimento, a condizione che la condotta non sia isolata ma indicativa di un'attività criminale continuativa.
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Lieve entità stupefacenti: quando è esclusa?
Il caso analizza il ricorso di un cittadino condannato per detenzione di hashish. La difesa ha richiesto il riconoscimento della lieve entità stupefacenti, ma la Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso. La decisione è basata sull'elevato quantitativo di dosi ricavabili e sul possesso di un bilancino di precisione, elementi che escludono la minima offensività del fatto.
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Lieve entità spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato i confini della lieve entità spaccio in un caso di detenzione di cocaina. La decisione chiarisce che il possesso di strumenti professionali e l'elevata purezza della sostanza impediscono la qualificazione del reato come di minore gravità, confermando condanne severe.
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Detenzione stupefacenti: limiti e reato impossibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione stupefacenti relativa a oltre un chilogrammo di eroina. La sentenza chiarisce che la bassa percentuale di principio attivo non configura un reato impossibile, specialmente in presenza di sostanze altamente pericolose come la monoacetilmorfina.
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Lieve entità: esclusa per traffico di stupefacenti
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di quattro imputati condannati per traffico di stupefacenti. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, confermando che l'ipotesi di lieve entità non si applica in presenza di un'attività non occasionale e di quantitativi non modici. Per un terzo imputato, la sentenza è stata annullata con rinvio a causa di una totale assenza di motivazione da parte della Corte d'Appello. Infine, per il quarto ricorrente, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna.
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Spaccio lieve entità: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 85,5 grammi di cocaina. La Corte ha escluso l'ipotesi di spaccio lieve entità a causa dell'ingente quantitativo (443 dosi) e del contesto, che suggeriva un'attività continuativa.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una questione di merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un soggetto condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza e danneggiamento. I motivi, basati su una diversa ricostruzione dei fatti, sono stati ritenuti censure di merito, non consentite in sede di legittimità. La Corte ha confermato la valutazione della Corte d'Appello sulla gravità dei fatti, escludendo l'ipotesi di lieve entità e le attenuanti generiche.
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Detenzione per spaccio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione per spaccio di stupefacenti. La difesa sosteneva l'uso personale, ma la Corte ha confermato la condanna basandosi sulla grande quantità di droga (oltre 1600 dosi di varie sostanze), sulla suddivisione in dosi e sul possesso di materiale per il confezionamento. Il ricorso è stato giudicato generico, ripetitivo e non idoneo a contestare le motivazioni della sentenza d'appello.
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Particolare tenuità del fatto e porto d’armi
Un soggetto viene condannato per il porto di due coltelli. La Cassazione conferma la decisione, chiarendo che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non può essere concessa se il giudice ha già escluso la circostanza attenuante della 'lieve entità' prevista dalla legge sulle armi. Secondo la Corte, un fatto non 'lieve' non può essere, a maggior ragione, 'particolarmente tenue'.
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