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Jure proprio

Definizione

Espressione latina che significa 'per diritto proprio'. Indica un bene che appartiene a una persona a titolo personale e non per averlo ricevuto da altri, ad esempio tramite eredità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Conto cointestato e successione: paga le sorelle e poi le cita
La controversia riguarda un conto corrente cointestato e successione tra fratelli. Un figlio, cointestatario con la defunta madre di buoni e di un libretto, dopo aver diviso l'intero importo con le sorelle, le cita in giudizio per riavere una parte delle somme. Sostiene che il 50% del denaro era suo 'jure proprio' e non doveva rientrare nell'eredità. La Corte di Cassazione, prima di decidere, prende atto di un accordo tra le parti. Il processo viene dichiarato estinto. Il principio sottostante, emerso nei gradi precedenti, è che il cointestatario che agisce per la restituzione di somme già versate ha l'onere di provare che quei fondi erano di sua esclusiva proprietà, superando la semplice presunzione di contitolarità.
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Vittime del dovere: no ai benefici per i fratelli non conviventi
La Cassazione nega i benefici per superstiti di vittime del dovere ai fratelli di un militare deceduto, poiché non erano conviventi né a suo carico. Il caso riguarda un militare morto in un incidente aereo nel 1971. La madre avviò la pratica per i benefici ma morì prima di ottenerli. Un figlio proseguì la richiesta come erede della madre e vinse. Gli altri fratelli hanno poi chiesto gli stessi benefici per sé, sostenendo di averne un diritto autonomo. La Corte ha stabilito che i fratelli possono accedere ai benefici solo in assenza di altri parenti più prossimi (genitori, coniuge, figli) e solo se erano conviventi e a carico della vittima. L'unica via per loro era agire come eredi della madre, non vantare un diritto proprio.
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Danno da perdita parentale: no a nuove tabelle in Cassazione
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce un principio chiave sul risarcimento del danno da perdita parentale. La richiesta di applicare tabelle di liquidazione del danno diverse da quelle contestate in appello (es. passare dal sistema 'a forbice' a quello 'a punti') costituisce una domanda nuova e, pertanto, è inammissibile in sede di legittimità. Nel caso specifico, la richiesta di risarcimento della vedova è stata respinta poiché aveva già ricevuto un indennizzo superiore al danno accertato da un fondo di garanzia in un precedente giudizio, evitando così un'indebita locupletazione.
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Pensione indiretta: no al diritto senza contributi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15294/2024, ha stabilito che il diritto alla pensione indiretta per i superstiti di un lavoratore autonomo è subordinato all'effettivo versamento dei contributi da parte del defunto. A differenza dei lavoratori dipendenti, per gli autonomi non opera il principio di automaticità delle prestazioni. Pertanto, la vedova di un professionista non può ottenere la pensione se la posizione contributiva del coniuge non era regolare al momento del decesso. I superstiti possono comunque sanare l'omissione versando i contributi dovuti, ma solo dopo tale adempimento maturerà il diritto alla prestazione.
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