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Interpretazione stretta

Definizione

Criterio ermeneutico secondo cui le norme che prevedono eccezioni o agevolazioni non possono essere estese oltre i casi e le modalità espressamente previsti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso in Cassazione: niente contributo unificato aggiuntivo
Un Ricorrente ha deciso di rinunciare al suo ricorso presentato alla Corte di Cassazione. Questa rinuncia ha portato all'estinzione del giudizio per rinuncia. La Corte ha stabilito che, in questi casi, non si deve pagare il contributo unificato aggiuntivo, previsto per chi perde un ricorso. Questo perché la norma sul contributo aggiuntivo si applica solo quando il ricorso viene respinto o dichiarato inammissibile, non quando una parte decide volontariamente di ritirarlo. La Corte ha sottolineato che tale norma, essendo una sanzione, va interpretata in modo stretto e non può essere estesa a situazioni diverse da quelle espressamente previste.
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Agevolazione prima casa: conta l’anagrafe, non le bollette
L'Agenzia delle Entrate ha revocato l'agevolazione prima casa agli eredi di un vigile del fuoco, sostenendo che l'uomo non avesse trasferito la propria residenza anagrafica nel comune dell'immobile acquistato. I giudici di merito avevano inizialmente dato ragione agli eredi, equiparando i vigili del fuoco alle forze armate ed evidenziando che l'uomo viveva effettivamente lì, come dimostrato dalle bollette. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. I vigili del fuoco non rientrano tra le categorie esentate dall'obbligo di residenza. Inoltre, per ottenere i benefici fiscali, rileva esclusivamente la residenza anagrafica ufficiale e non quella di fatto, che non può essere dimostrata tramite utenze o spese condominiali. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Esenzione IMU fabbricati merce: obbligo annuale o una tantum?
Una società di costruzioni ha impugnato un accertamento relativo all'esenzione IMU fabbricati merce per l'anno 2015. I giudici di merito hanno dato ragione all'impresa, sostenendo che la dichiarazione presentata nel 2014 fosse sufficiente a mantenere il beneficio anche per gli anni successivi, in assenza di variazioni. Il Comune ha però presentato ricorso in Cassazione, invocando l'obbligo di presentazione annuale della dichiarazione a pena di decadenza. La Suprema Corte, rilevando un profondo contrasto tra i propri orientamenti interni, ha deciso di non procedere con rito semplificato. La questione è stata rimessa alla pubblica udienza per stabilire se l'agevolazione richieda un adempimento formale reiterato ogni anno o se sia valida la tesi della continuità del beneficio basata sulla prima comunicazione.
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