Due persone hanno subito una condanna per concorso in furto aggravato commesso in un negozio, con l'applicazione della recidiva specifica. La difesa ha presentato ricorso sostenendo l'estinzione dell'illecito per decorso del tempo. Secondo la tesi difensiva, il giudice non aveva applicato un aumento effettivo di pena, avendo dichiarato la recidiva equivalente alle circostanze attenuanti. I giudici di legittimità hanno respinto il ricorso e confermato la condanna. Il tema centrale riguarda il legame tra prescrizione del reato e recidiva. Quando il magistrato include la recidiva nel bilanciamento delle circostanze, essa resta pienamente efficace sul calcolo del tempo. Di conseguenza, il termine massimo sale a dodici anni e impedisce l'estinzione del procedimento penale.
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