Definizione
L'Imposta municipale unica (IMU) o Imposta municipale propria è un'imposta del sistema tributario italiano. Si applica sulla componente immobiliare del patrimonio e accorpa l'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari su beni non locati, l'imposta comunale sugli immobili (ICI).
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 73 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 54% dei casi il ricorso è stato accolto, almeno in parte.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 54%
- Rigettato 41%
- Estinto 1%
- Altro 3%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. 588%
- Civile Sez. 611%
- Penale Sez. 31%
Precedenti più richiamati
- Cass. 37342/2021in 6 provvedimenti
- Cass. 39799/2021in 6 provvedimenti
- Cass. 4394/2020in 3 provvedimenti
- Cass. 14511/2024in 5 provvedimenti
- Cass. 19130/2016in 3 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Una Società di Leasing ha contestato un avviso di accertamento IMU da parte di un Comune per un immobile concesso in locazione finanziaria. Il contratto era stato risolto per morosità dell'utilizzatore, ma il bene non era stato riconsegnato. La Società sosteneva che l'IMU dovesse ancora essere pagata dall'utilizzatore. La Corte di Cassazione ha stabilito che, dopo la risoluzione del contratto di leasing, il soggetto passivo IMU leasing diventa la Società di Leasing (concedente), anche se non ha ancora la disponibilità materiale del bene. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando l'orientamento che privilegia il vincolo contrattuale sul possesso materiale.
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Una Società ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Ente di Riscossione per conto di un Comune, contestando la motivazione dell'atto. Dopo che i primi due gradi di giudizio avevano respinto le sue richieste, la Società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, la Società ha deciso di rinunciare al ricorso. L'Ente di Riscossione ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Un Comune ha contestato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva concesso l'agevolazione prima casa IMU a un Contribuente. Il Contribuente utilizzava come abitazione principale un immobile accatastato come 'ufficio e studio privato' (categoria A/10). La Commissione Tributaria aveva ritenuto prevalente l'effettiva destinazione dell'immobile rispetto alla sua categoria catastale. La Corte di Cassazione, senza entrare nel merito della questione, ha ritenuto che il caso fosse complesso e ha disposto la trasmissione del fascicolo ad un'altra sezione per una valutazione più approfondita, lasciando aperta la questione sulla prevalenza dell'uso effettivo rispetto alla categoria catastale per l'agevolazione prima casa IMU.
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L'Azienda Commerciale ha contestato un avviso IMU del Comune per i suoi parcheggi, sostenendo fossero pertinenze degli edifici commerciali e quindi non tassabili autonomamente. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto il ricorso, basandosi sull'autonoma iscrizione catastale dei parcheggi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha chiarito che la Definizione di pertinenza IMU non dipende solo dal catasto, ma dalla destinazione effettiva e duratura del bene e dalla volontà del proprietario. La Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame.
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La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sul calcolo dell'IMU per le aree edificabili. Un Ente Locale aveva contestato la valutazione di un'area edificabile ai fini IMU, sostenendo che si dovesse applicare il valore del proprio regolamento. La Società Contribuente aveva presentato una perizia che indicava un valore inferiore. La Cassazione ha stabilito che il contribuente può dimostrare un minor valore delle aree edificabili IMU rispetto a quello comunale, purché supportato da una perizia che rifletta il reale valore di mercato. Il ricorso dell'Ente Locale è stato rigettato, e l'ente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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La Corte di Cassazione ha affrontato la questione della soggettività passiva IMU Consorzi di Bonifica. Un Comune aveva emesso avvisi di accertamento IMU per impianti idrovori gestiti da un Consorzio. Il Consorzio contestava la pretesa, sostenendo di essere un mero consegnatario e non un concessionario. La Cassazione ha stabilito che i Consorzi di Bonifica sono concessionari ex lege dei beni demaniali loro affidati per le opere di bonifica. Essi ne hanno il possesso qualificato e sono quindi soggetti passivi dell'IMU. La Corte ha accolto il ricorso del Comune, rigettando le pretese del Consorzio.
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Un proprietario di terreni agricoli ha contestato gli avvisi di accertamento ICI/IMU, sostenendo l'esenzione ICI terreni agricoli e la ruralità dei fabbricati. Egli aveva affittato i terreni al figlio, coltivatore diretto, e si era cancellato dall'elenco degli imprenditori agricoli per prepensionamento. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di esenzione per i terreni, affermando che l'agevolazione spetta solo a chi conduce direttamente il fondo e trae dal lavoro agricolo l'esclusiva fonte di reddito. Ha anche ribadito che la ruralità dei fabbricati dipende dalla classificazione catastale. Tuttavia, la Corte ha accolto il motivo relativo all'omessa pronuncia sul valore dei fondi, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Il Comune ha richiesto il pagamento dell'IMU a una Società di Leasing per un immobile il cui contratto di locazione finanziaria era stato risolto. L'utilizzatore continuava a detenere l'immobile. La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto l'utilizzatore come soggetto passivo IMU. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che, in caso di risoluzione del contratto di leasing, il soggetto passivo IMU torna ad essere il locatore (la Società di Leasing), anche se l'utilizzatore non ha ancora riconsegnato materialmente il bene. La Corte ha accolto il ricorso del Comune, ribaltando la decisione precedente.
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Un Ente Locale ha contestato l'esenzione dall'IMU per uno stabilimento balneare situato su un'area demaniale in concessione. La Contribuente ha vinto nei primi due gradi di giudizio, ottenendo l'annullamento dell'accertamento IMU. L'Ente Locale ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, ritenendo la questione dell'IMU su concessioni demaniali non di immediata evidenza decisoria, ha deciso di rinviare la causa a una sezione ordinaria per una trattazione più approfondita in pubblica udienza, senza emettere una decisione definitiva nel merito.
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Un Ente Comunale ha contestato l'applicazione dell'Agevolazione IMU terreni agricoli a una Contribuente, richiedendo maggiori imposte per gli anni 2012-2015. La Commissione Tributaria Regionale aveva riconosciuto il diritto all'esenzione, considerando la Contribuente coadiuvante in una società agricola dei figli. L'Ente Comunale ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha rilevato l'entrata in vigore di una nuova legge (Art. 78 bis D.L. 104/2020), che chiarisce la definizione di coltivatore diretto e imprenditore agricolo professionale, applicabile anche retroattivamente. Data la novità della norma e l'assenza di precedenti, la Cassazione ha rimesso la questione a una pubblica udienza per approfondire l'applicazione della nuova disciplina sull'Agevolazione IMU terreni agricoli.
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Un Istituto Religioso ha contestato un avviso di accertamento IMU emesso dal Comune per l'anno 2012. L'Istituto chiedeva l'esenzione IMU enti non commerciali per alcuni immobili, sostenendo che un precedente giudicato per il 2011 dovesse valere anche per il 2012. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Istituto. Ha chiarito che il giudicato esterno su fatti variabili, come la destinazione d'uso degli immobili per attività di culto, non si estende automaticamente agli anni successivi. L'Istituto non ha provato che gli immobili fossero destinati esclusivamente e gratuitamente ad attività esenti per il 2012. La sentenza conferma che l'onere di dimostrare i requisiti per l'esenzione spetta al contribuente per ogni periodo d'imposta.
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La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una Società Agricola Semplice che richiedeva l'esenzione IMU per i propri terreni. Il Comune aveva contestato tale esenzione, ma i primi due gradi di giudizio avevano dato ragione alla società. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per beneficiare dell'esenzione IMU, la società agricola deve rispettare precisi requisiti formali. In particolare, il suo statuto deve prevedere l'esercizio esclusivo di attività agricole e almeno uno dei soci deve possedere la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP). Poiché la società non soddisfaceva questi criteri, la Corte ha negato il diritto all'esenzione IMU, accogliendo il ricorso del Comune e condannando la società alle spese legali.
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La Corte di Cassazione ha chiarito i requisiti per l'esenzione IMU per le società agricole. Un Comune aveva negato l'esenzione IMU a una società agricola semplice, che aveva poi ottenuto ragione nei gradi di giudizio precedenti. La Cassazione ha stabilito che, per beneficiare dell'esenzione IMU società agricola, non basta svolgere effettivamente attività agricola. È indispensabile che lo statuto della società preveda l'esercizio esclusivo di attività agricole e che almeno uno dei soci abbia la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP). La sentenza ha quindi rigettato la richiesta di rimborso della società.
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Il Comune di Cesinali ha emesso un avviso di accertamento IMU contro un contribuente, negando l'agevolazione per l'abitazione principale poiché la moglie risiedeva in un altro comune. Gli eredi del contribuente hanno impugnato l'atto. La Corte di Cassazione, applicando la storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, ha rigettato il ricorso del Comune. I giudici hanno stabilito che spetta l'esenzione IMU prima casa a ciascun coniuge che abbia la residenza anagrafica e la dimora abituale in un immobile, anche se l'altro coniuge risiede altrove. Questa decisione elimina ogni discriminazione fiscale tra coppie sposate e conviventi di fatto, tutelando la mobilità lavorativa e l'unione familiare.
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L'Amministrazione Comunale ha richiesto il pagamento dell'IMU su aree edificabili al Contribuente per gli anni dal 2014 al 2017. Il Contribuente ha impugnato gli accertamenti, sostenendo che i terreni fossero inedificabili a causa di un vincolo del piano urbanistico, che prevedeva la cessione gratuita al Comune in cambio di diritti edificatori su altre zone. I giudici di merito hanno dato ragione al cittadino. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Comune. I giudici hanno chiarito che occorre distinguere tra diritti compensativi e perequativi. Solo i primi escludono la tassazione, mentre i secondi mantengono il valore imponibile del terreno. La causa torna alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame approfondito delle caratteristiche del suolo.
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Una contribuente si oppone a degli avvisi di accertamento IMU, sostenendo che due terreni agricoli costituiscano pertinenza della sua abitazione principale. Il Comune contesta questa tesi, affermando che sui terreni in questione esiste solo un uliveto. La controversia ruota attorno alla localizzazione di alcuni manufatti (pozzo, forno) che proverebbero il legame funzionale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice precedente ha errato nel non verificare questo fatto decisivo. Non si può riconoscere il vincolo pertinenziale IMU se non si prova che le opere di servizio insistono esattamente sulle particelle oggetto di tassazione. La Corte ha quindi annullato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Un Comune ha notificato un avviso di accertamento IMU di oltre 300.000 euro a un Ente Regionale per la Casa, contestando il mancato pagamento del tributo su numerosi immobili. L'Ente si è opposto, sostenendo di aver diritto all'esenzione IMU alloggi sociali per tutti i suoi appartamenti, data la sua finalità pubblica. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione all'Ente, affermando che la sua natura istituzionale crea una presunzione che tutti i suoi immobili siano alloggi sociali. Il Comune ha fatto ricorso in Cassazione. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo e la Corte ha rinviato la decisione per permettere di formalizzare la pace fiscale.
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Una società immobiliare si è vista negare l'esenzione IMU sisma per l'anno 2015, nonostante i suoi fabbricati si trovassero in una zona colpita dal terremoto del 2012. La richiesta è stata respinta perché la stessa società aveva stipulato un contratto di affitto a fine 2014, dichiarando che gli immobili erano in 'perfette condizioni'. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale contratto costituisce una prova sufficiente (presunzione) della piena agibilità dei fabbricati, facendo venir meno il presupposto per l'esenzione. La società, non avendo fornito prove contrarie, ha perso il ricorso e dovrà pagare l'imposta.
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Una società immobiliare si oppone a un avviso di accertamento IMU per un immobile danneggiato dal sisma del 2012. Il Comune pretendeva il pagamento perché la società non aveva richiesto un certificato formale di inagibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale a favore del contribuente: per ottenere l'esenzione IMU sisma, non è sempre necessaria un'ordinanza di sgombero o un certificato. È sufficiente che il contribuente abbia comunicato i danni al Comune, mettendolo in condizione di effettuare le verifiche. In base al principio di collaborazione e buona fede, l'inerzia del Comune nel certificare l'inagibilità non può danneggiare il cittadino. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, dando ragione alla società.
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Una controversia tributaria tra un ente comunale e una curatela fallimentare ha avuto ad oggetto il mancato versamento dell'imposta sugli immobili per gli anni dal 2014 al 2019. L'ente locale pretendeva il pagamento su un complesso residenziale di proprietà della società fallita. La curatela si è opposta dimostrando la completa e protratta occupazione illecita degli alloggi da parte di terzi, allegando le tempestive denunce penali presentate per ottenerne lo sgombero. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, confermando il diritto all'esenzione IMU per immobili occupati abusivamente. I giudici hanno applicato i recenti principi costituzionali, stabilendo che richiedere il tributo a un proprietario spogliato del possesso viola il principio della capacità contributiva. L'immobile invaso e inutilizzabile, a fronte di una regolare denuncia penale, cessa di essere un indice di ricchezza tassabile.
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