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Esimente per incertezza obiettiva

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scommesse estere: imposta unica 2015 e poteri del giudice
L'Agenzia delle Dogane contestava a una società di scommesse con sede estera il mancato versamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2015. L'operatore raccoglieva giocate in Italia tramite un centro di trasmissione dati privo di concessione statale. La Corte di giustizia tributaria regionale aveva escluso l'applicazione del nuovo e gravoso metodo forfettario calcolato sul triplo della media provinciale per il 2015, ma aveva rimesso il calcolo delle somme al Fisco. La Corte di Cassazione conferma che per il 2015 vale la precedente disciplina di calcolo, poiché la legge di stabilità ha prorogato la nuova procedura al 2016. La Suprema Corte accoglie tuttavia il ricorso del Fisco sul ruolo del giudice: trattandosi di un giudizio di merito, il tribunale deve quantificare direttamente il debito e non delegare l'amministrazione, respingendo ogni contestazione della società sulla legittimità dell'imposta.
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Imposta unica sulle scommesse: sanzioni piene al bookmaker estero
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a un Bookmaker Estero privo di concessione italiana e al titolare di un locale affiliato sul territorio nazionale. L'atto richiedeva il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno d'imposta 2012. Il Bookmaker Estero ha impugnato l'atto contestando la discriminazione comunitaria, la mancata traduzione della notifica in inglese e la sovrapposizione con l'IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente le doglianze della società estera. I giudici hanno chiarito che l'imposta unica sulle scommesse si applica legittimamente a tutti gli operatori attivi in Italia, anche se privi di concessione. Inoltre, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ufficio fiscale, ripristinando le sanzioni per l'anno 2012, poiché la normativa chiarificatrice del 2010 aveva eliminato ogni dubbio interpretativo.
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