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Eccezione

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Provvedimenti

Interessi usurari: come si calcola la soglia?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5397/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro una banca in materia di interessi usurari. La Corte ha stabilito che il calcolo per verificare l'usura non può basarsi sul semplice cumulo di interessi corrispettivi e moratori. È necessario, invece, un confronto specifico con il Tasso Effettivo Globale Medio (T.e.g.m.) secondo i criteri di legge. Il ricorso è stato respinto per mancanza di specificità, in quanto non dimostrava l'usurarietà secondo il metodo corretto.
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Prescrizione ripetizione indebito: PEC errata non la ferma
Una società ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso di un'addizionale provinciale sull'energia elettrica, successivamente dichiarata incostituzionale. Il fornitore ha eccepito la prescrizione del diritto alla restituzione. Il Tribunale ha accolto l'eccezione, ritenendo che il termine decennale fosse decorso. Gli atti interruttivi posti in essere dalla società ricorrente, ovvero una PEC inviata a un indirizzo errato e un precedente giudizio non riassunto nei termini, sono stati considerati inefficaci. Di conseguenza, la domanda di rimborso è stata respinta.
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Accordo sindacale: vincola il nuovo datore di lavoro?
Una lavoratrice impugna il licenziamento dopo un trasferimento d'azienda. L'azienda invoca un precedente accordo sindacale, che i giudici di merito ritengono non applicabile. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che in caso di trasferimento d'azienda, il nuovo datore è vincolato dall'accordo sindacale precedente, soprattutto se il lavoratore lo ha esplicitamente accettato. La causa è rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ricorso inammissibile: analisi di un caso pratico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, confermando la condanna emessa dalla Corte d'Appello. I motivi dell'inammissibilità risiedono nella genericità delle censure, che riproponevano argomenti già valutati, e nella tardività dell'eccezione sulla costituzione di parte civile. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di liquidazione delle spese legali per la parte civile, poiché quest'ultima non ha svolto un'attività difensiva attiva nel giudizio di legittimità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Distrazione delle spese: cosa accade con la compensazione
Un Condominio, condannato al pagamento delle spese legali a favore di un architetto ma al contempo creditore dello stesso per un rimborso, ha sostenuto in Cassazione che il debito per le spese si fosse estinto per compensazione legale, impedendo la distrazione delle spese a favore del legale del professionista. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, specificando che la compensazione legale richiede crediti certi ed esigibili, requisiti non soddisfatti da una sentenza soggetta a impugnazione. Inoltre, la compensazione deve essere eccepita dalla parte, cosa che il Condominio non aveva fatto. È stata quindi confermata la legittimità della distrazione delle spese.
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Decadenza prova testimoniale: quando si perde il diritto
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo e, in appello, lamentava che la controparte avrebbe dovuto perdere il diritto di sentire un suo testimone. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la decadenza prova testimoniale non è automatica. Deve essere eccepita dalla parte interessata nella stessa udienza in cui si verifica la mancanza, altrimenti il vizio si considera sanato e la prova resta valida.
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Responsabilità appaltatore: il caso delle piastrelle
La Cassazione cassa una sentenza d'appello per travisamento della prova. Viene analizzata la responsabilità appaltatore per la posa di piastrelle difformi, sottolineando come il giudice non possa ignorare le prove testimoniali che scagionavano l'impresa. Il caso viene rinviato per un nuovo esame dei fatti.
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Prescrizione contributi previdenziali: cosa decide la Cassazione?
Un'erede agiva in giudizio contro una società e l'ente previdenziale per ottenere il corretto versamento dei contributi dovuti al defunto lavoratore. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione dei contributi previdenziali. Anche se il diritto ai contributi non può essere oggetto di rinuncia da parte del lavoratore, esso è comunque soggetto ai normali termini di prescrizione. La Corte ha chiarito che l'eccezione di prescrizione, non decisa in un precedente giudizio di Cassazione, poteva essere legittimamente esaminata e accolta dal giudice del rinvio, portando al rigetto definitivo della domanda.
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Eccezioni non riproposte: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva erroneamente esaminato le ragioni di merito di una contribuente. Poiché la contribuente, vittoriosa in primo grado, non si era costituita in appello per ripresentare le sue argomentazioni (le cosiddette eccezioni non riproposte), queste dovevano considerarsi rinunciate. Il giudice d'appello, secondo la Corte, non avrebbe dovuto tenerne conto, avendo agito oltre i limiti della sua giurisdizione.
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Incapacità a testimoniare: quando va eccepita?
Un debitore, a cui era stato ingiunto il pagamento per l'utilizzo di un posto barca, ha contestato la sentenza fino in Cassazione. Il suo ricorso si basava, tra l'altro, sulla presunta incapacità a testimoniare di un teste chiave. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo un principio fondamentale: l'eccezione di incapacità a testimoniare deve essere sollevata subito dopo l'esame del teste, altrimenti la testimonianza, anche se viziata, viene sanata e resta valida ai fini della decisione.
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Procura alle liti: onere della prova per l’ente
Un contribuente contesta la validità della procura alle liti dell'ente di riscossione. La Cassazione chiarisce che, se il potere di conferire il mandato deriva da un atto non pubblico come una procura notarile, spetta all'ente, in caso di contestazione, fornire la prova di tale potere. In assenza di prova, l'atto processuale è a rischio di nullità. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per le opportune verifiche.
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Prescrizione presuntiva: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33591/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione presuntiva. Il caso riguardava la richiesta di pagamento di compensi professionali da parte di un avvocato nei confronti di una ex cliente. Quest'ultima si era difesa eccependo la prescrizione presuntiva del diritto, ma aveva anche contestato l'entità della somma richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che tale comportamento è contraddittorio: non si può, da un lato, presumere che il debito sia stato pagato (fondamento della prescrizione presuntiva) e, dall'altro, contestarne l'esistenza o l'ammontare. Tale contestazione costituisce un'ammissione implicita del mancato pagamento, rendendo inapplicabile l'eccezione di prescrizione. La Corte ha quindi cassato la decisione del Tribunale, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Contestazione bollette: appello respinto, cosa fare
La Corte d'Appello di Firenze ha respinto il ricorso di un consumatore relativo alla contestazione di bollette per forniture energetiche. La sentenza ha ritenuto infondate le eccezioni di prescrizione, doppio addebito e malfunzionamento del contatore. Il provvedimento chiarisce l'importanza di sollevare obiezioni specifiche e tempestive, confermando che l'invio di una raccomandata di messa in mora interrompe efficacemente i termini di prescrizione. La Corte ha inoltre ribadito che, in materia di contestazione bollette, un generico reclamo su consumi eccessivi non è sufficiente a invertire l'onere della prova a carico della società fornitrice.
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Competenza fideiussione antitrust: decide Milano
La Corte di Cassazione stabilisce la competenza della Sezione Specializzata in materia di Impresa di Milano in un caso di nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. La controversia nasceva dall'opposizione a un decreto ingiuntivo, in cui il garante aveva richiesto esplicitamente la dichiarazione di nullità del contratto. Secondo la Corte, tale richiesta si qualifica come 'azione' e non come mera 'eccezione', radicando così la competenza del tribunale specializzato per materia, individuato per legge in quello di Milano per il distretto di corte d'appello di riferimento. La decisione chiarisce il discrimine tra difesa processuale e domanda giudiziale ai fini della competenza fideiussione antitrust.
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Indennizzo assicurativo: il ritardo esclude il risarcimento?
Un automobilista subisce il furto del veicolo e presenta richiesta di indennizzo. A causa di un ritardo nella presentazione dei documenti da parte sua, l'indennizzo assicurativo non viene liquidato prima del ritrovamento del mezzo. La polizza, in tal caso, prevede solo il rimborso dei danni e non il pagamento dell'intero valore. La Cassazione ha confermato che, se il ritardo nella liquidazione è imputabile all'assicurato, la compagnia non è tenuta a corrispondere l'intero valore, applicando correttamente le clausole contrattuali.
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Eccezione tardiva: Cassazione chiarisce i limiti
Un fideiussore proponeva un'eccezione tardiva per l'estinzione della garanzia. Per rimediare all'errore, avviava un secondo giudizio identico chiedendone la riunione al primo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le decadenze processuali non possono essere sanate attraverso l'introduzione di un nuovo procedimento, confermando l'inammissibilità dell'eccezione.
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Autosufficienza del ricorso: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la presunta nullità di fideiussioni bancarie. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso, poiché l'eccezione di nullità per violazione della normativa antitrust è stata sollevata tardivamente e senza allegare i documenti necessari a sostegno della tesi. La Corte ribadisce che le questioni e i documenti devono essere presentati correttamente nei gradi di merito per essere esaminati in sede di legittimità.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
Un garante si oppone a un decreto ingiuntivo eccependo la nullità della garanzia per violazione delle norme antitrust. La Cassazione, risolvendo un conflitto, stabilisce che la competenza sulla fideiussione antitrust spetta al giudice ordinario che ha emesso il decreto, e non alla sezione specializzata impresa, quando la nullità è sollevata solo come eccezione difensiva e non con una domanda autonoma.
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Incompetenza territoriale: i termini per eccepirla
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. Il motivo principale del ricorso, basato sulla presunta incompetenza territoriale del tribunale, è stato respinto perché l'eccezione è stata sollevata tardivamente, ovvero solo in appello e non nelle fasi preliminari del giudizio di primo grado come previsto dal codice. La Corte ha ribadito che i termini per sollevare tale questione sono perentori e la loro previsione è costituzionalmente legittima per garantire la speditezza del processo.
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Termine a comparire appello: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello per un vizio procedurale. La notifica della citazione per l'udienza non ha rispettato il nuovo termine a comparire appello di 40 giorni, introdotto dalla recente riforma. Nonostante la tempestiva eccezione della difesa, i giudici di secondo grado avevano proceduto ugualmente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la violazione di tale termine per la difesa determina la nullità insanabile del giudizio, e ha rinviato gli atti alla Corte di Appello per un nuovo procedimento.
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