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Eccesso Di Potere Assembleare

Definizione

Un vizio che rende invalida una delibera quando, pur essendo formalmente legittima, persegue uno scopo diverso da quello istituzionale, danneggiando ingiustamente un singolo partecipante a vantaggio della maggioranza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Eccesso di potere assembleare: il limite nella comunione
Un comproprietario ha impugnato le delibere dell'assemblea dei comunisti che rinnovavano l'affitto di un immobile a un canone inferiore a quello di mercato, lamentando un conflitto di interessi e un eccesso di potere assembleare della maggioranza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: le regole sull'eccesso di potere assembleare e sul conflitto di interessi, tipiche del condominio e delle società, non si applicano alla comunione ordinaria. Nella comunione, infatti, i partecipanti possono sempre chiedere la divisione del bene e le delibere sono impugnabili solo per grave pregiudizio alla cosa comune (art. 1109 c.c.). Poiché l'affitto garantiva la manutenzione dell'immobile, non vi era alcun danno oggettivo. Chi vince: la maggioranza dei comproprietari; le spese del giudizio di legittimità sono state compensate.
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Infiltrazioni e controsoffitto: la responsabilità da cose in custodia
La Cassazione interviene su un caso di infiltrazioni d'acqua da un appartamento privato. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento perché un controsoffitto impediva di accertare la causa esatta della perdita. La Suprema Corte ribalta la decisione, affermando un principio chiave sulla responsabilità da cose in custodia (art. 2051 c.c.): il proprietario dell'appartamento da cui proviene l'acqua è sempre responsabile in quanto 'custode'. La presenza di un controsoffitto non costituisce un 'caso fortuito' e non lo libera dalla responsabilità di controllare i rischi della sua proprietà. Di conseguenza, il proprietario deve risarcire i danni.
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Impugnazione delibera comunione: i termini decadenza
Un partecipante a una comunione ha citato in giudizio l'amministratore per ottenere il risarcimento dei danni a seguito dell'interruzione della fornitura d'acqua, disposta con delibera assembleare per presunta morosità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, a differenza del condominio, nella comunione non si applica il vizio di eccesso di potere. La mancata impugnazione della delibera comunione entro il termine di decadenza di 30 giorni la rende definitiva, precludendo qualsiasi successiva richiesta di risarcimento nei confronti dell'amministratore che l'ha eseguita.
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