LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Definizione Agevolata

Pagina 31 di 40

Provvedimenti

Prova dell’esportazione: la sanatoria ferma la lite senza visto
L'Azienda ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo alla vendita di imballaggi in Svizzera. L'Amministrazione Finanziaria contestava l'esenzione IVA per mancanza del timbro doganale sulle fatture, elemento ritenuto essenziale come prova dell'esportazione. Durante il giudizio di Cassazione, L'Azienda ha richiesto la definizione agevolata delle cartelle esattoriali per chiudere la lite. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo. I giudici hanno ritenuto necessario acquisire informazioni precise dall'ufficio fiscale per verificare se la sanatoria copra effettivamente l'intero oggetto della controversia prima di dichiarare estinto il processo.
Continua »
Prova dell’avvenuta esportazione: tra visti doganali e sanatoria
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento IVA nei confronti di una Società Esportatrice per alcune vendite di imballaggi in Svizzera. Secondo l'ufficio, non spettava l'esenzione IVA poiché le fatture non avevano la vidimazione doganale che costituisce la prova dell'avvenuta esportazione. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata delle cartelle esattoriali e la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte, rilevando la mancanza di una conferma ufficiale da parte dell'ufficio fiscale sulla corrispondenza tra la sanatoria e la causa in corso, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire le necessarie informazioni.
Continua »
Definizione agevolata: ammessa anche sulla cartella prescritta
Il caso riguarda un contribuente che ha impugnato una cartella di pagamento emessa dall'amministrazione finanziaria dopo l'estinzione di un precedente processo non riassunto nei termini. Durante la causa, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della lite pendente. L'Ufficio Tributario ha rifiutato la richiesta, sostenendo che la cartella fosse un semplice atto di riscossione e non un atto impositivo, escludendola così dalla sanatoria. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la cartella di pagamento è definibile tramite definizione agevolata quando la contestazione riguarda la prescrizione del credito d'imposta e non semplici vizi formali. Di conseguenza, i giudici hanno annullato il diniego e dichiarato estinto il processo.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Un contribuente impugna un accertamento fiscale per IRPEF. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente aderisce alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, pagando il dovuto ed effettuando la formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. I giudici chiariscono che la rinuncia al ricorso per cassazione non richiede l'accettazione dell'Agenzia delle Entrate per essere efficace. Inoltre, la Corte esclude l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, e non in caso di rinuncia spontanea, trattandosi di una norma eccezionale non estensibile analogicamente. Le spese di giudizio vengono compensate tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: no al condono se la Cassazione ha già deciso
Un contribuente riceve un avviso di accertamento per imposte non pagate. Dopo i primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione annulla la sentenza favorevole al contribuente e rinvia la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado. Successivamente, entra in vigore la legge sul condono delle liti pendenti. Il contribuente presenta domanda di definizione agevolata, ma l'Amministrazione Finanziaria la rifiuta. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso del contribuente contro il diniego. La definizione agevolata spetta solo per i processi ancora pendenti in Cassazione alla data di entrata in vigore della norma. Poiché la Corte aveva già deciso con rinvio prima di tale data, il giudizio non era più pendente davanti ad essa.
Continua »
Definizione agevolata: stop ai debiti previdenziali senza spese
Un datore di lavoro agricolo ha impugnato gli avvisi di addebito dell'ente previdenziale relativi a differenze contributive per lavoratori a tempo determinato. Durante il giudizio di Cassazione, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per aver aderito alla definizione agevolata dei debiti previdenziali. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno stabilito che, in caso di definizione agevolata, le spese di giudizio devono essere compensate tra le parti, derogando alla regola generale che addebita le spese a chi rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente non deve pagare le spese legali dell'ente previdenziale né il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla causa tra fisco e contribuenti
Un'associazione professionale e i suoi soci hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento per imposte non versate. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno chiesto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio per estinguere il debito fiscale in modo favorevole. La Corte di Cassazione, riscontrando la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto la richiesta dei contribuenti e ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite fiscale senza pagare nulla
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole ottenuta dall'ex Liquidatore di una società cancellata, riguardante una cartella di pagamento emessa dopo un accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119/2018, specificando che la lite poteva essere risolta senza alcun pagamento. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la sussistenza dei presupposti per la sanatoria. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: si estingue la lite da 400mila euro
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di produzione di energia elettrica un credito d'imposta Ires legato all'agevolazione "Tremonti ambiente" per l'acquisto di impianti fotovoltaici, emettendo una cartella di pagamento. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione alla società, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento di quanto dovuto in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare adempimento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite sospesa
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che escludeva dal valore in dogana delle merci importate il valore dei servizi resi dalla casa madre tedesca alla filiale italiana. Durante il giudizio in Cassazione, la società contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità dell'istanza, ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale, rinviando la causa a nuovo ruolo.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti: bloccata la causa
L'Azienda importatrice impugnava gli avvisi di rettifica con cui l'Ufficio delle Dogane rideterminava dazi e IVA sulle merci importate, includendo nel valore imponibile le royalties corrisposte alla casa madre. Dopo alterne vicende giudiziarie e una sentenza di rinvio della Commissione Tributaria Regionale sfavorevole alla contribuente, quest'ultima proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, L'Azienda presentava istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge n. 197/2022, richiedendo la sospensione del giudizio. La Corte di Cassazione, rilevata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla cartella anche senza fideiussione
Una società di persone e i suoi soci ricevevano un avviso di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF. Dopo un accordo di accertamento con adesione, la società non presentava la garanzia fideiussoria richiesta per il pagamento rateale. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate emetteva una cartella di pagamento per l'intero importo originario. Durante la causa, i contribuenti presentavano domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119 del 2018. L'ufficio tributario confermava la regolarità del pagamento e il perfezionamento della procedura, determinando il venir meno del debito anche per i soci coobbligati. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: stop al redditometro in Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento a carico del Contribuente, presumendo un reddito maggiore per l'anno 2008 tramite redditometro, basandosi sul possesso di auto, un immobile e un mutuo. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, Il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, Il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata della pendenza tributaria, pagando integralmente quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla causa
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento TARSU per gli anni dal 2009 al 2012, sostenendo il mancato utilizzo degli immobili e la prescrizione per l'anno 2009. Dopo che i giudici di merito hanno accolto il ricorso del contribuente, la società di riscossione ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per verificare il perfezionamento della sanatoria fiscale.
Continua »
Tassa rifiuti e definizione agevolata: la Cassazione sospende la causa
Un Comune ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione che dichiarava prescritti i crediti per la tassa rifiuti contestati da un contribuente. Il contribuente ha richiesto la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, rilevata la pendenza della richiesta e la possibilità per gli enti locali di deliberare l'applicazione della sanatoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa. Questo rinvio serve a verificare l'effettivo perfezionamento della definizione agevolata, che estinguerebbe la controversia tributaria pendente.
Continua »
Definizione agevolata: la sanatoria che azzera la lite fiscale
Una società riceve un avviso di accertamento dal Comune per il pagamento della tassa rifiuti (TARSU) relativa agli anni dal 2005 al 2007. Durante la causa in Cassazione, la società decide di aderire alla definizione agevolata dei debiti esattoriali, presentando la documentazione dei pagamenti effettuati. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. L'adesione alla definizione agevolata comporta infatti la rinuncia implicita al ricorso. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, e non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione non equivale a un rigetto del ricorso.
Continua »
Definizione agevolata: si estingue la causa TARI senza sanzioni
Un contribuente ha impugnato l'avviso di pagamento della TARI contestando la mancata raccolta dei rifiuti nella propria zona. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Nel frattempo, ha aderito alla definizione agevolata con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, pagando l'intero debito. Avendo estinto il debito, il contribuente ha rinunciato al ricorso per cessato interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, stabilendo che in questo caso non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia non equivale a un rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità.
Continua »
Definizione agevolata batte accertamento: stop alla lite fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per una controversia relativa a un accertamento redditometrico. La Contribuente, dopo aver ottenuto ragione nei gradi precedenti dimostrando le proprie reali disponibilità economiche e gli aiuti familiari, ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo pagato l'importo dovuto per sanare la lite, sia la Contribuente sia l'Amministrazione Finanziaria hanno chiesto la chiusura del processo. La Suprema Corte ha preso atto del pagamento e ha dichiarato cessata la materia del contendere, compensando le spese di giudizio.
Continua »
Estinzione del processo tributario: l’inerzia che premia il Fisco
Una società di gestione immobiliare impugnava un avviso di accertamento per tasse non pagate. Durante il ricorso in Cassazione, la società chiedeva la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata della controversia. Ottenuta la sospensione, l'Amministrazione Finanziaria negava però la sanatoria. A questo punto, la legge imponeva alla società l'onere di presentare una formale richiesta per riprendere il giudizio entro una scadenza precisa. Poiché la società non ha depositato l'istanza nei termini stabiliti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Di conseguenza, la società perde la possibilità di far valere le proprie ragioni e il giudizio si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, con le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle liti tributarie: pace senza vinti
Un imprenditore edile impugnava un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA basato sui valori OMI. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente decideva di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie per chiudere la pendenza con il fisco. Di conseguenza, presentava formale rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate accettava tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia accettata, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato. Il contenzioso si chiude così definitivamente senza vincitori né vinti sul merito, ma con il perfezionamento della pace fiscale.
Continua »