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Definizione Agevolata

Definizione

Procedura che permette di chiudere una lite con il fisco pagando un importo ridotto senza sanzioni e interessi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Rottamazione quinquies: lite chiusa e cartella azzerata
Una società impugna una cartella di pagamento emessa dall'ente di riscossione per debiti IVA. I giudici di primo e secondo grado confermano la legittimità della cartella esattoriale. La contribuente presenta ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società richiede l'accesso alla rottamazione quinquies e dimostra il tempestivo versamento della prima rata concordata. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo. L'adesione perfezionata alla procedura agevolata cancella l'efficacia delle sentenze di merito sfavorevoli al contribuente. Ciascuna parte sopporta le spese sostenute e viene escluso il versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi: no ai debiti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha notificato due avvisi di liquidazione a una società e agli eredi del socio per tributi di registro e INVIM legati a un conferimento societario del 1984. I contribuenti hanno chiesto la definizione agevolata per entrambi gli atti. L'Ufficio ha concesso la sanatoria per l'INVIM ma ha negato la definizione per l'imposta di registro. La Corte di Cassazione ha confermato la validità del diniego parziale, ribadendo l'autonomia dei singoli atti impositivi. I giudici hanno inoltre confermato la piena legittimità della motivazione per relationem degli atti tributari. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso delle eredi, affermando il principio cardine della intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi per debiti fiscali del defunto, annullando tali sanzioni e rinviando alla Corte di giustizia tributaria.
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Definizione agevolata: stop al debito e causa estinta
Una professionista riceve un'intimazione di pagamento per oltre 124.000 euro legata a vecchie cartelle esattoriali per contributi previdenziali non versati. La contribuente contesta la notifica degli atti e impugna il provvedimento fino alla Corte di Cassazione. Durante la causa, la lavoratrice autonoma richiede e ottiene la definizione agevolata del proprio debito con l'agente della riscossione, documentando l'adesione e il pagamento delle prime rate previste dalla legge. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo d'ufficio. I giudici stabiliscono che il pagamento della prima rata perfeziona la definizione agevolata anche per i crediti non tributari della cassa di categoria, superando ogni controversia sulla regolarità delle notifiche e lasciando le spese di lite a carico di chi le ha sostenute.
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Canoni demaniali marittimi: sconti anche a chi ha già pagato
Alcune imprese balneari pagano somme aumentate per canoni demaniali marittimi con riserva di ripetizione, per non rischiare la revoca delle concessioni. Successivamente le società citano gli enti pubblici per ottenere il rimborso del denaro versato in eccesso. Nel corso del processo una legge introduce una sanatoria che consente di definire le liti pendenti versando solo una percentuale ridotta delle somme pretese. Le imprese chiedono di applicare il beneficio imputando i pagamenti già effettuati. I giudici di merito respingono l'istanza sostenendo che la misura agevolativa spetti soltanto a chi è rimasto moroso. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni dei concessionari stabilendo che la definizione agevolata si applica a tutte le controversie pendenti e considera validi i versamenti eseguiti in precedenza, evitando penalizzazioni per chi ha adempiuto tempestivamente.
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Avviso di accertamento soci: cause unite in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello favorevole a una socia di una società in nome collettivo cancellata. La socia aveva contestato un avviso di accertamento soci derivante dalla rettifica del reddito societario. Nel frattempo, l'amministrazione finanziaria ha avviato procedimenti separati contro gli altri soci della medesima compagine, mentre un'altra socia ha estinto la propria lite tramite definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha bloccato la decisione singola e ha rinviato la causa a nuovo ruolo. I giudici hanno stabilito la trattazione congiunta di tutti i ricorsi pendenti per verificare la gestione unitaria della pretesa e l'eventuale estensione degli effetti della pace fiscale a tutti gli ex soci coinvolti.
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Definizione Agevolata: Processo Estinto per Mancata Ripresa
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una Società, relativo a un avviso di accertamento per maggiori imposte (Irpeg e Irap) del 2003. La Società aveva chiesto la sospensione del processo per avvalersi della *definizione agevolata* e aveva pagato la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la ripresa del processo entro il termine del 31 dicembre 2020, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate, senza una decisione sul merito della controversia fiscale.
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Cessazione materia del contendere: Fisco e Azienda trovano l’accordo
L'Ente Fiscale aveva emesso avvisi di accertamento contro L'Azienda per imposte non versate, derivanti dalla riclassificazione di proventi immobiliari. L'Azienda aveva contestato tali richieste. Durante il processo di ricorso in Cassazione, l'Ente Fiscale ha comunicato di aver aderito a una definizione agevolata, saldando il debito. Per questo motivo, la Corte ha dichiarato la cessazione materia del contendere, riconoscendo che la controversia non aveva più oggetto. Le spese processuali sono rimaste a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Società vs Fisco: La Definizione agevolata liti tributarie in bilico
Una società ha contestato un avviso d'accertamento fiscale per IRES, IVA e IRAP del 2007, basato sull'antieconomicità della sua attività. Dopo aver perso nei gradi precedenti, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, ha chiesto l'estinzione del giudizio per aver aderito a una "definizione agevolata liti tributarie" (rottamazione delle cartelle). L'Agenzia delle Entrate ha però segnalato che non tutte le imposte dovute per la definizione agevolata erano state interamente pagate. La Corte di Cassazione ha rinviato la causa per permettere alla società di chiarire la sua posizione sui pagamenti mancanti.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: il Fisco si ferma
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza tributaria che annullava un avviso di accertamento per imposte inevase contro una società contribuente. Nel corso del giudizio di legittimità, la società ha dimostrato il tempestivo pagamento delle somme dovute e la regolare richiesta di adesione alla pace fiscale. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine di legge e l'amministrazione finanziaria non ha respinto la sanatoria, i Supremi Giudici hanno chiuso la vertenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione agevolata delle liti pendenti. Le spese legali sono rimaste a carico delle parti che le avevano anticipate, senza alcuna applicazione del raddoppio del contributo unificato a carico della contribuente.
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Definizione agevolata: niente spese di lite dopo la rinuncia
L'Agenzia delle Entrate contestava a un contribuente maggiori redditi tramite accertamento basato su indagini bancarie. Il contribuente vinceva in primo grado, ma perdeva in appello e proponeva ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente aderiva alla definizione agevolata prevista dalla legge e depositava rinunzia agli atti. L'amministrazione finanziaria confermava l'accordo e chiedeva la chiusura della lite. I giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Inoltre, la Corte ha disposto la compensazione integrale delle spese legali, escludendo l'applicazione della condanna alle spese contro chi rinuncia, per non penalizzare l'adesione alla tregua fiscale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti e rinvio della lite
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una Società e ai suoi Soci riguardante accertamenti IRPEF, IRAP e IVA. Nelle more del giudizio, i Soci hanno completato la definizione agevolata delle liti pendenti, mentre la Società ha subito il rifiuto dell'istanza di condono. La Società ha impugnato questo rifiuto, ma il relativo ricorso è confluito in un altro fascicolo pendente tra le stesse parti. La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta dei procedimenti e l'esame pregiudiziale sul rifiuto del condono.
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Fisco contro contribuente: ammessa la definizione agevolata
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente un accertamento sintetico relativo a maggiori redditi non dichiarati. I giudici di merito hanno accolto le difese del cittadino, ritenendo provata la disponibilità economica a supporto delle spese sostenute. L'amministrazione finanziaria ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione per ottenere l'annullamento della sentenza favorevole al privato. Durante l'udienza, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla nuova riforma della giustizia tributaria. I Supremi Giudici hanno preso atto dell'istanza e della pendenza della lite alla data di entrata in vigore della norma. La Corte ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo e la trasmissione degli atti alla sezione competente, consentendo al contribuente di estinguere la controversia.
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Fisco vs. Soci: La Responsabilità Liquidatore e Soci non è automatica
L'Agenzia delle Entrate ha cercato di attribuire la Responsabilità liquidatore e soci per debiti fiscali di una cooperativa cancellata. La Corte di Cassazione ha confermato che l'Agenzia non ha dimostrato né la colpa del liquidatore né che i soci avessero ricevuto somme dal bilancio finale di liquidazione. Senza queste prove, non si può estendere la responsabilità per i debiti della società ai soci e al liquidatore. Il ricorso dell'Agenzia è stato rigettato, mentre per alcuni coobbligati il giudizio si è estinto per definizione agevolata.
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Definizione Agevolata: L’Azienda vince, il Fisco si arrende in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso avvisi di accertamento IVA contro un'Azienda. L'Azienda aveva contestato tali avvisi, e la controversia era giunta fino alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio, l'Azienda ha richiesto e ottenuto la definizione agevolata della sua posizione fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha confermato l'avvenuta definizione. Per questo motivo, la Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, riconoscendo che il motivo della disputa non esisteva più. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Estinzione del Giudizio Tributario: Accordo Batte Ricorso in Cassazione
Una Società ha impugnato tre avvisi di accertamento fiscale. Ha poi deciso di aderire a una definizione agevolata dei debiti tributari, rinunciando al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. Questo significa che, avendo la Società risolto la questione fiscale tramite l'accordo agevolato, non c'era più bisogno di proseguire la causa. La decisione ha evitato alla Società il pagamento del doppio contributo unificato.
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Controversia Tributaria: Definizione Agevolata Estingue il Giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tra l'Amministrazione Finanziaria e una Compagnia Assicurativa. L'oggetto del contendere riguardava il metodo di contabilizzazione delle minusvalenze per gli anni d'imposta 2004 e 2005. La Compagnia Assicurativa aveva presentato una domanda di definizione agevolata della controversia tributaria pendente, pagando gli importi dovuti. L'Agenzia delle Entrate ha quindi chiesto l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, richiesta accolta dalla Corte. Le spese processuali sono rimaste a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Diniego di Rimborso IVA: La Definizione Agevolata Liti Tributarie è Possibile
L'Azienda aveva compensato un credito IVA e richiesto un rimborso. L'Agenzia delle Entrate negò il credito con un avviso di accertamento. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale annullò l'avviso, l'Azienda tentò la **definizione agevolata liti tributarie**. L'Agenzia, però, rifiutò la definizione, sostenendo che il diniego di rimborso non rientrava tra le liti definibili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che anche un diniego di rimborso, se contestato per motivi sostanziali, costituisce un "atto impositivo" e rientra nella possibilità di **definizione agevolata liti tributarie**. La lite è stata quindi dichiarata estinta.
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Atto nullo ed errore: il ricorso tributario società estinta
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società a responsabilità limitata già cancellata dal registro delle imprese, indirizzando l'atto all'ex liquidatore. Quest'ultimo ha impugnato l'atto fiscale sostenendo la nullità della notifica verso un soggetto ormai inesistente. Contestualmente, per una distinta pretesa personale come socio, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sul ricorso tributario società estinta: sebbene la società cancellata non possa essere destinataria di accertamenti validi, l'ex liquidatore non ha il potere di proporre impugnazione in sua vece. La legittimazione processuale passa esclusivamente ai singoli soci quali successori. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato estinto il debito definito in via agevolata e hanno annullato senza rinvio il giudizio per il ricorso promosso illegittimamente dall'ex liquidatore, condannandolo alle spese di lite.
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Lite tributaria e condono: la Cassazione chiude il contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società contribuente, rideterminando il reddito imponibile per mancato riconoscimento dell'esenzione fiscale sulle partecipazioni. La società ha impugnato l'atto fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata della lite tributaria ai sensi del Decreto Legge 119/2018. La società ha quindi pagato la prima rata del condono fiscale e completato il piano dilazionato. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare incasso di tutte le somme pattuite e nessuna parte ha richiesto la prosecuzione della causa. La Corte di Cassazione ha accertato il perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata liti tributarie e IVA mense aziendali
L'Agenzia delle Entrate contestava a una grande società la mancata regolarizzazione di fatture per i servizi di mensa aziendale. Secondo il fisco, la quota destinata all'usura dei macchinari nascondeva un diritto di riscatto su beni in locazione finanziaria, soggetto all'aliquota IVA ordinaria del 20% anziché a quella agevolata del 4%. Dopo la vittoria della società nei primi due gradi di merito, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato formale istanza per accedere alla definizione agevolata liti tributarie introdotta dalla Legge n. 130/2022. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, sospendendo il processo per consentire il perfezionamento della procedura di chiusura della controversia fiscale.
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