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Decadenza

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Provvedimenti

Credito d’imposta: quando la dichiarazione è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito d'imposta è valido se dichiarato nell'anno in cui sorge, anche se non indicato nella dichiarazione dell'anno di utilizzo. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato un credito per ricerca e sviluppo utilizzato in compensazione da una società, ritenendolo inesistente per tale omissione. La Corte ha qualificato l'omissione come mera irregolarità formale, rigettando il ricorso dell'Agenzia e confermando che il presupposto per l'esistenza del credito è la sua dichiarazione nell'anno di formazione.
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Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è d’obbligo
Un Comune ha impugnato con successo una decisione che concedeva un'esenzione IMU a una società costruttrice per i suoi immobili invenduti. La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU beni merce è indispensabile presentare un'apposita dichiarazione. L'omissione di tale adempimento formale comporta la perdita (decadenza) del diritto all'agevolazione, anche se lo stato degli immobili è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti.
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Pensione spettacolo: la Cassazione sui limiti
Un lavoratore del settore dello spettacolo aveva ottenuto in appello la riliquidazione della propria pensione senza l'applicazione del massimale pensionabile. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito due principi fondamentali: primo, si applica il termine di decadenza triennale alle azioni di riliquidazione anche per le pensioni liquidate prima del 2011, con decorrenza dall'entrata in vigore della legge; secondo, il massimale pensionabile giornaliero deve essere applicato anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione spettacolo. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
Un ex amministratore di un istituto di credito, sanzionato dall'autorità di vigilanza finanziaria per irregolarità nella vendita di obbligazioni subordinate, aveva ottenuto l'annullamento della multa in appello per tardività della contestazione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'autorità, ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che il termine per esercitare il potere sanzionatorio Consob non decorre dalla generica conoscenza di una crisi bancaria, ma dal momento in cui l'indagine specifica sulla violazione è completata. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per l'esercizio del potere sanzionatorio Consob. La mera conoscenza di un'ispezione di un'altra autorità non fa decorrere il termine di decadenza di 180 giorni. È necessario il completamento dell'istruttoria da parte della Commissione per l'accertamento dell'illecito. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato una sanzione per tardività, stabilendo principi chiave sulla distinzione tra constatazione e accertamento del fatto.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, chiarendo la decorrenza dei termini di decadenza. In un caso riguardante la sanzione a un consigliere di una banca, la Corte ha stabilito che il termine per la contestazione non decorre dalla mera conoscenza di una situazione critica, ma dal momento in cui l'autorità conclude la propria attività istruttoria e accerta pienamente i fatti. La sentenza di merito, che aveva annullato la sanzione per tardività, è stata cassata con rinvio.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva cancellato una sanzione a un ex direttore di banca. Il caso riguarda il potere sanzionatorio Consob e la decorrenza dei termini per la contestazione. La Suprema Corte ha stabilito che il termine non decorre dalla semplice conoscenza generica di un problema, ma dal momento in cui l'Autorità completa l'istruttoria necessaria a verificare la specifica violazione, distinguendo tra 'constatazione' e 'accertamento' del fatto.
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Potere sanzionatorio Consob: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, annullando una decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la decadenza dell'autorità di vigilanza per tardività. La Suprema Corte ha stabilito che il termine per la contestazione di una violazione non decorre dalla mera conoscenza di una situazione di crisi di un istituto di credito, ma dal momento in cui l'autorità completa l'attività istruttoria specifica, necessaria a verificare la sussistenza dell'infrazione. Viene così ribadita la differenza tra la semplice acquisizione di un fatto e il suo completo accertamento ai fini sanzionatori.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, chiarendo la decorrenza dei termini per la contestazione delle violazioni. Il caso riguarda una sanzione inflitta a un ex amministratore di un istituto di credito, annullata in appello per presunta tardività dell'azione di vigilanza. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che il termine per contestare un illecito non decorre dalla generica conoscenza di difficoltà della banca, ma dal momento in cui l'autorità completa l'attività istruttoria specifica sulla violazione contestata, distinguendo nettamente i diversi ambiti di vigilanza.
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Obbligo comunicazione cassa integrazione: il caso pilota
La Corte di Cassazione ha stabilito che un pilota in cassa integrazione che svolge un'attività di addestramento finalizzata a una futura assunzione, e non esclusivamente al mantenimento dei brevetti, è tenuto alla comunicazione preventiva all'ente previdenziale. In assenza di tale comunicazione, decade dal diritto all'integrazione salariale. La Corte ha chiarito che il cosiddetto "periodo neutro" si applica solo quando l'attività ha l'unica ed esclusiva finalità di conservare le abilitazioni professionali, annullando la decisione di merito che aveva escluso l'obbligo di comunicazione cassa integrazione.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8487/2025, ha riformato una decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo deve rispettare il massimale pensionabile giornaliero. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, affermando sia l'applicabilità del termine di decadenza triennale per le azioni di riliquidazione, sia la vigenza del tetto retributivo per la determinazione della cosiddetta 'quota B' della pensione. Questo ribalta le sentenze di merito che avevano dato ragione a un lavoratore, il quale chiedeva un ricalcolo basato sulla retribuzione effettiva e non su quella ridotta al limite di legge.
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Decadenza indennità disoccupazione: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8484/2025, chiarisce un punto cruciale sulla decadenza dell'indennità di disoccupazione. Un lavoratore aveva ricevuto un pagamento solo parziale dall'ente previdenziale e aveva agito in giudizio per la differenza oltre un anno dopo. La Corte ha stabilito che, in caso di riconoscimento parziale, il termine annuale di decadenza per l'azione giudiziaria decorre dalla data del pagamento parziale. La domanda del lavoratore, presentata tardivamente, è stata quindi respinta, riformando le decisioni dei gradi precedenti.
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Decadenza riliquidazione pensione: la Cassazione decide
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. L'ente previdenziale si è opposto, invocando la decadenza triennale introdotta da una legge del 2011. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza per la riliquidazione pensione si applica anche ai trattamenti pensionistici precedenti alla legge, ma il termine decorre solo dall'entrata in vigore della nuova norma. La decadenza colpisce solo i ratei arretrati maturati oltre il triennio, non il diritto alla pensione ricalcolata per il futuro.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo pensione, introdotto nel 2011, si applica anche alle pensioni sorte prima di tale data. Tuttavia, il termine non è retroattivo e inizia a decorrere solo dall'entrata in vigore della nuova legge. Questa decadenza ricalcolo pensione limita solo il diritto agli arretrati ultra-triennali, ma non incide sul diritto a ottenere una pensione correttamente calcolata per il futuro, bilanciando così gli interessi del pensionato con l'esigenza di certezza del diritto.
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Pensione spettacolo: il massimale si applica a quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione di merito che aveva escluso tale limite. È stato inoltre ribadito il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo. Il caso riguarda la riliquidazione della pensione di un'artista.
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Pensione lavoratori spettacolo: limiti quota B confermati
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della propria pensione, sostenendo che il limite massimo di retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B" non fosse più in vigore. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che tale limite è ancora applicabile. Inoltre, ha affermato che la decadenza triennale per le azioni giudiziarie si applica anche ai trattamenti pensionistici maturati prima del 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della norma che ha introdotto tale termine.
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Doppia ratio decidendi: quando l’appello è inefficace
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore contro la cancellazione dagli elenchi agricoli. La decisione si fonda sul principio della doppia ratio decidendi: il ricorrente non ha impugnato validamente entrambe le motivazioni autonome su cui si basava la sentenza d'appello, rendendo il ricorso inefficace.
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Decadenza lavoratori agricoli: la pubblicazione online
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore contro la cancellazione dagli elenchi agricoli. La Corte ha stabilito che il termine per la decadenza lavoratori agricoli decorre dalla pubblicazione online degli elenchi da parte dell'INPS, non dalla ricezione dell'estratto conto. Il ricorso è stato respinto perché contestava la valutazione dei fatti del giudice di merito, anziché una violazione di legge, configurando un errore processuale.
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Spese di lite previdenza: esenzione per il lavoratore
Una lavoratrice agricola si opponeva alla cancellazione dagli elenchi e alla richiesta di restituzione degli aiuti. La Corte di Cassazione ha respinto il motivo sull'illegittimità della notifica online per periodi pregressi, ma ha accolto quello sull'esenzione dalle spese legali. La Corte ha stabilito che l'esonero dal pagamento delle **spese di lite previdenza**, previsto dall'art. 152 att. c.p.c., si applica anche in questi casi, annullando la condanna al pagamento delle spese a carico della lavoratrice.
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Notifica telematica INPS: valida anche per il passato
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica telematica INPS per il disconoscimento di giornate lavorative, anche se relative a periodi antecedenti l'entrata in vigore della legge del 2011. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto inefficace tale notifica, affermando che la pubblicazione sul sito dell'ente fa scattare i termini di decadenza per l'impugnazione da parte del lavoratore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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