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Danno Di Speciale Tenuità

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Provvedimenti

Tentato furto aggravato: nessun beneficio se l’auto ha valore
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo ritenuto colpevole di tentato furto aggravato di un'automobile. L'imputato lamentava la mancata concessione dell'attenuante del danno economico di speciale tenuità, sostenendo l'assenza di una reale perdita economica per la vittima a causa della mancata consumazione del reato. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ricordando il principio secondo cui, nel reato tentato, il valore del danno non si calcola sull'esito fallito, ma sul pregiudizio economico che la vittima avrebbe subito se l'azione fosse andata a buon fine. Il valore commerciale dell'autovettura esclude quindi qualsiasi beneficio legato alla minima entità economica.
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Furto da 269 euro: no al danno di speciale tenuità
L'Imputato è stato condannato per il furto di dieci confezioni di lamette da barba, del valore complessivo di 269,00 euro. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il valore economico della merce sottratta esclude in radice la particolare tenuità del danno. Inoltre, l'Imputato non ha fornito prove contrarie a supporto della sua richiesta. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente anche al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Danno di speciale tenuità: spinta alla vittima esclude lo sconto
Due imputati sono stati condannati per tentata rapina impropria ai danni della titolare di una panetteria. Durante il fatto, i soggetti hanno spinto la vittima contro il muro per tentare di rubare 125 euro dalla cassa. Gli imputati hanno proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che la somma fosse modesta e che la vittima non avesse riportato lesioni fisiche. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, stabilendo che la rapina è un reato plurioffensivo. Di conseguenza, per applicare il danno di speciale tenuità non basta valutare il modesto valore economico del bene, ma occorre considerare anche la violenza esercitata sulla vittima, che ne lede l'integrità fisica e morale, a prescindere dalla presenza di lesioni fisiche.
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Truffa online da 154 euro: la Cassazione nega lo sconto di pena
Un uomo ha messo in vendita una console di gioco su internet per 154 euro. Dopo aver ricevuto il pagamento, non ha mai spedito l'oggetto, commettendo una truffa online. Condannato nei primi due gradi di giudizio, l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione. Ha chiesto uno sconto di pena sostenendo che il danno economico di 154 euro fosse di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che la somma di 154 euro non può essere considerata di valore minimo o insignificante. Di conseguenza, non spetta l'attenuante specifica per i danni minimi, anche se la cifra modesta era già stata usata per concedere le attenuanti generiche. L'imputato perde la causa e deve pagare le spese.
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Esposizione alla pubblica fede e furto di bicicletta legata
L'Imputato ha rubato una bicicletta legata a un palo sulla pubblica via spezzando la catena con una tronchese. Intercettato, ha tentato la fuga prima in auto e poi a piedi. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Imputato, confermando la condanna per furto aggravato. La Corte ha stabilito che l'esposizione alla pubblica fede sussiste anche se il bene è protetto da una semplice catena, poiché si tratta di una cautela inidonea a eliminare l'affidamento pubblico. Negata anche l'attenuante per il danno di lieve entità, dovendosi calcolare il pregiudizio complessivo subito dalla vittima, compresa la rottura della catena. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Furto con strappo: l’inseguimento non cancella il reato consumato
L'Imputato è stato condannato per il reato di furto con strappo e resistenza a pubblico ufficiale dopo aver scippato il telefono cellulare di una persona e aver tentato la fuga. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che si trattasse solo di un tentativo di furto, poiché la vittima aveva inseguito il colpevole, e chiedendo l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il furto con strappo si considera consumato nel momento in cui il ladro acquisisce il controllo esclusivo del bene, anche se per breve tempo. Inoltre, l'attenuante della speciale tenuità è stata negata poiché il valore del cellulare non era irrisorio e la vittima ha subito ulteriori disagi. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Danno di speciale tenuità: negata se la vittima perde tutto
Un uomo, condannato per truffa aggravata in concorso, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. Il danno economico subito dalla vittima non è stato ritenuto irrisorio, specialmente considerando che la somma sottratta rappresentava l'intero denaro in possesso della persona offesa in quel momento. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno di speciale tenuità nella truffa: negato lo sconto di pena
Un uomo, condannato per il reato di truffa, ha presentato ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità nella truffa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che il ricorrente si è limitato a riproporre le stesse contestazioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte territoriale aveva infatti escluso l'attenuante a causa delle modalità particolarmente insidiose del raggiro e del danno economico non irrisorio subito dalle vittime. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto da 200 euro: negato il danno di speciale tenuità
L'Imputata è stata condannata per il furto di cinque bottiglie di superalcolici e il tentato furto di altre cinque bottiglie di whiskey in un supermercato, per un valore totale di circa duecento euro. L'Imputata ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità e delle circostanze attenuanti generiche, evidenziando la propria incensuratezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che un danno di duecento euro non può considerarsi di valore economico quasi irrisorio. Inoltre, l'incensuratezza da sola non basta più per ottenere le attenuanti generiche, in assenza di altri elementi positivi. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e l'Imputata è stata condannata a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Danno di speciale tenuità: il rottame vale come bene aziendale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, il quale chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità per la sottrazione di materiali ferrosi. L'Imputato sosteneva che il valore del bene dovesse essere calcolato in base al prezzo di mercato del ferro vecchio. I giudici hanno invece stabilito che il valore del danno deve essere valutato considerando l'utilità del bene all'interno del contesto produttivo aziendale, anche se l'azienda si trova in stato di fallimento. Di conseguenza, il valore economico reale era ben superiore a quello del semplice scarto ferroso, escludendo così l'attenuante.
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Furto di energia elettrica: condanna confermata senza sconti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di furto di energia elettrica. L'imputato contestava la propria responsabilità penale e chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici hanno chiarito che per concedere tale attenuante il danno economico deve essere oggettivamente lievissimo e quasi nullo, considerando non solo il valore dell'energia sottratta ma tutte le conseguenze negative per la vittima. La capacità economica della vittima di sopportare la perdita non rileva in alcun modo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Furto di gioielli e danno di speciale tenuità: no allo sconto
Due soggetti, condannati per furto in abitazione aggravato, hanno fatto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti. In particolare, lamentavano la mancata applicazione del danno di speciale tenuità e delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il furto di gioielli preziosi non può beneficiare dell'attenuante del danno di speciale tenuità, poiché il pregiudizio economico per la vittima non era affatto irrisorio. Inoltre, la confessione tardiva, avvenuta solo dopo l'arresto, e i numerosi precedenti penali dei colpevoli giustificano pienamente il diniego delle attenuanti generiche. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rapina aggravata: la banca è assicurata ma la condanna resta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di rapina aggravata ai danni di una banca. Il difensore chiedeva il riconoscimento delle attenuanti generiche e della speciale tenuità del danno, evidenziando che la somma sottratta (circa quattromila euro) era assicurata e che l'imputato aveva confessato. I giudici di legittimità hanno però confermato che la confessione tardiva non ha valore attenuante e che la somma rubata non può considerarsi di scarso valore. Inoltre, il ricorso è stato ritenuto inammissibile poiché si limitava a riproporre i motivi d'appello senza contestare direttamente le motivazioni della sentenza precedente. L'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Danno di speciale tenuità: la Cassazione nega lo sconto per rapina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per rapina aggravata. L'imputato contestava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che il valore sottratto fosse minimo. I giudici hanno chiarito che il danno non può considerarsi trascurabile se il valore del bene sottratto è vicino o superiore all'importo di una pensione sociale. Inoltre, la capacità economica della vittima di sopportare la perdita finanziaria è del tutto irrilevante per la concessione dell'attenuante. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha inflitto al ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno di speciale tenuità: rubare merce da 135 euro non basta
L'Imputato è stato condannato per tentato furto aggravato di merce del valore di 135,90 euro. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per concedere l'attenuante del danno di speciale tenuità il pregiudizio economico deve essere lievissimo e quasi irrisorio. Un valore di oltre 135 euro non soddisfa questo requisito, a prescindere dalla capacità economica della vittima di sopportare la perdita. L'Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Danno di speciale tenuità: no a sconti se il furto rompe i vetri
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto aggravato di cinque monitor per computer, commesso forzando una finestra. L'imputato chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici hanno chiarito che per concedere il danno di speciale tenuità il pregiudizio economico deve essere quasi nullo. Nel caso specifico, oltre al valore non esiguo dei monitor, occorre considerare anche il danno materiale causato alla finestra per entrare nell'edificio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto in abitazione: l’impronta digitale incastra il colpevole
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di furto in abitazione a carico di un soggetto identificato grazie a un'impronta palmare lasciata sulla porta della camera da letto della vittima. L'imputato aveva proposto ricorso contestando il valore probatorio dell'impronta e chiedendo il riconoscimento di circostanze attenuanti. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ritrovamento di impronte digitali o palmari sul luogo del delitto costituisce una prova di colpevolezza autosufficiente, in assenza di una prova contraria fornita dalla difesa. Inoltre, la Cassazione ha escluso l'attenuante del danno di speciale tenuità, poiché il pregiudizio complessivo arrecato alla vittima non era di valore economico irrilevante. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Danno di speciale tenuità: rubare ai ricchi resta un reato grave
L'Autore del reato è stato condannato per furto in abitazione aggravato dopo aver sottratto gioielli di rilevante valore. Ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La difesa sosteneva che la vittima godesse di ottime condizioni economiche e avesse ricevuto un risarcimento di 1.500 euro. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per applicare l'attenuante del danno di speciale tenuità il pregiudizio economico deve essere oggettivamente lievissimo o irrisorio. Non rileva la ricchezza della vittima o la sua capacità di sopportare la perdita finanziaria. Di conseguenza, l'imputato perde la causa, la condanna a sei mesi e venti giorni di reclusione viene confermata e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Danno di speciale tenuità: il furto di peperoni costa caro
Due imputati sono stati condannati per il tentato furto di un quantitativo di peperoni all'interno di una proprietà privata. Gli stessi hanno proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che il valore della merce fosse di soli 68 euro. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che l'attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio economico complessivo quasi nullo per la vittima. Nel caso specifico, trattandosi di peperoni fuori stagione, il valore di mercato all'ingrosso e al dettaglio escludeva la speciale tenuità del danno. Inoltre, la Cassazione non può rivalutare i fatti già accertati nei gradi precedenti. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto aggravato di scarpe: la Cassazione nega lo sconto di pena
L'Imputato è stato condannato per il reato di furto aggravato per aver sottratto un paio di scarpe del valore di 59,90 euro. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il furto di un bene di quel valore non costituisce automaticamente un danno economico insignificante per la vittima. Inoltre, la difesa non ha fornito argomenti specifici per dimostrare la particolare lievità del fatto. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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