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Danno Biologico Differenziale

Definizione

La quota di danno alla salute che residua dopo aver sottratto dal risarcimento totale le somme già percepite dal danneggiato da parte di enti previdenziali o assicurativi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Infezione nosocomiale e cause naturali: risarcimento dovuto
Una neonata prematura ha riportato una grave perdita dell'udito durante il ricovero ospedaliero. Il danno derivava sia da cause naturali legate alla nascita precoce, sia da una infezione nosocomiale batterica trattata con antibiotici. I giudici di merito avevano negato il risarcimento ai genitori perché la perizia tecnica non riusciva a calcolare con esattezza scientifica la percentuale esatta di colpa dell'ospedale rispetto alle patologie preesistenti. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione e ha chiarito una regola fondamentale. La presenza di patologie naturali non esclude la responsabilità della struttura medica se la condotta umana ha concorso al danno. Quando non è possibile separare matematicamente le singole quote di responsabilità, il giudice deve calcolare il danno biologico differenziale con criterio equitativo.
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Danno biologico differenziale: guida al calcolo
La Corte d'Appello ha confermato la corretta liquidazione del danno biologico differenziale per un soggetto già portatore di una preesistente invalidità. La sentenza chiarisce che la Tabella Unica Nazionale può essere utilizzata come parametro equitativo anche per sinistri avvenuti prima della sua entrata in vigore, validando la detrazione del valore monetario dello stato anteriore dalla valutazione globale post-sinistro.
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Rinuncia agli atti: estinzione del processo in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della formale rinuncia agli atti da parte del ricorrente. Il caso, originato da una richiesta di risarcimento per danno alla persona, era giunto in Cassazione per una presunta errata applicazione delle tabelle di liquidazione del danno. Tuttavia, la rinuncia ha impedito alla Corte di pronunciarsi nel merito, chiudendo il processo senza alcuna statuizione sulle spese, data la mancata costituzione delle controparti.
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