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Custodia Cautelare Per Traffico Di Droga

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Custodia cautelare per traffico di droga: prove valide nonostante il ricorso
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Indagato contro la conferma della sua custodia cautelare in carcere, disposta per traffico di droga e partecipazione a un'associazione criminale. L'Indagato contestava la valutazione delle prove, sostenendo un travisamento dei dati relativi ai movimenti telefonici e alle intercettazioni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che le prove raccolte fossero sufficienti a dimostrare il suo coinvolgimento nella consegna di stupefacenti e il suo contributo, anche se esterno, all'operatività dell'associazione. La decisione conferma la legittimità della custodia cautelare per traffico di droga, basata su un quadro indiziario coerente.
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Custodia cautelare per traffico di droga: Cassazione conferma il carcere
Un Lavoratore era accusato di far parte di un'associazione dedita al traffico di stupefacenti e di detenere e commercializzare droga, essendo stato arrestato con 242 kg di hashish. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la custodia cautelare in carcere. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di prove di un suo coinvolgimento strutturale nell'associazione e l'inadeguatezza della misura cautelare, sostenendo che un "tempo silente" di tre anni dall'arresto precedente dimostrava l'interruzione dei legami criminali. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità degli indizi e l'adeguatezza della custodia cautelare per traffico di droga, data la presunzione legale e l'assenza di elementi che smentissero la sua pericolosità.
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Custodia cautelare per traffico di droga: ricorso in Cassazione bocciato
Un soggetto, accusato di essere promotore di un'associazione per il traffico di stupefacenti, si è visto confermare la custodia cautelare in carcere. Ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che le prove a suo carico fossero deboli e la motivazione del giudice contraddittoria. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il ricorso era un tentativo di far rivalutare i fatti, compito che non spetta alla Suprema Corte. La motivazione del tribunale precedente è stata ritenuta logica e completa, giustificando la misura della **custodia cautelare per traffico di droga**. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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