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Correzione Errore Materiale — Anno 2022

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Altri anni per Correzione Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: non salva l’appello in ritardo
L'Azienda ha impugnato in ritardo una sentenza di primo grado relativa a sanzioni per contratti di lavoro non genuini. L'Azienda sosteneva che il termine per l'appello dovesse decorrere dalla successiva ordinanza di correzione errore materiale, che aveva semplicemente rettificato i nomi delle parti nell'intestazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la correzione di un banale refuso formale non riapre i termini per impugnare la sentenza, a meno che l'errore non crei un reale e oggettivo dubbio sul contenuto della decisione stessa. L'Azienda perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Correzione errore materiale: l’avvocato dimenticato ottiene le spese
Il Consorzio ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. In tale decisione, la Corte aveva condannato la controparte al pagamento delle spese giudiziali, omettendo però di disporre la distrazione delle stesse a favore del difensore del Consorzio, che si era dichiarato antistatario nel controricorso. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese costituisce un errore materiale rimediabile tramite apposita procedura di correzione. Di conseguenza, l'ordinanza originaria è stata integrata disponendo il pagamento delle spese direttamente al difensore.
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Correzione errore materiale: niente spese a chi non partecipa
Il Ricorrente ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. Il provvedimento originario lo aveva condannato a rimborsare le spese di giudizio in favore dell'altra parte. Tuttavia, quest'ultima era rimasta intimata, ossia non si era costituita in giudizio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la condanna alle spese in favore di una parte non costituita viola l'art. 91 c.p.c. Tale svista costituisce un errore materiale evidente, rilevabile direttamente dal testo della decisione. Di conseguenza, i giudici hanno eliminato la condanna al pagamento delle spese processuali, correggendo l'ordinanza originaria.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione sbaglia avvocato
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione errore materiale presentata da un cittadino. Nel precedente provvedimento della stessa Corte, infatti, era stato indicato erroneamente un avvocato diverso rispetto a quello che realmente assisteva la parte. I giudici hanno riscontrato la fondatezza della richiesta e hanno disposto la correzione dell'epigrafe dell'ordinanza, sostituendo il nome del difensore errato con quello corretto. La decisione ristabilisce la corretta rappresentanza legale del ricorrente negli atti ufficiali del processo.
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Correzione errore materiale: salvo il doppio proscioglimento
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale del dispositivo di una precedente sentenza. L'Imputata era stata condannata per due diversi reati uniti dal vincolo della continuazione. Entrambi i reati erano ormai estinti per prescrizione. Tuttavia, nel redigere il testo finale della sentenza, la Corte aveva erroneamente scritto al singolare che "il reato" era estinto, anziché riferirsi a entrambi gli illeciti. Accogliendo la richiesta del Procuratore Generale, la Cassazione ha applicato la procedura semplificata per correggere la svista formale. Il dispositivo è stato quindi modificato per chiarire espressamente che tutti i reati contestati all'Imputata sono estinti per prescrizione, ripristinando la piena coerenza tra la decisione effettiva e il testo scritto.
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Correzione errore materiale: lo scambio di date in Cassazione
Durante la fase di esecuzione di un provvedimento penale, il Pubblico Ministero ha rilevato un errore nella data di nascita dell'imputato riportata nell'ordinanza della Corte di Cassazione. Invece della data corretta, era stato indicato un giorno errato. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la correzione errore materiale per ripristinare i dati corretti dell'interessato. La cancelleria è stata incaricata di annotare la modifica sull'originale del provvedimento.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rimedia alla svista
Una società in liquidazione ha impugnato un'ordinanza delle Sezioni Unite che, nel risolvere un conflitto di giurisdizione su una cartella di pagamento, aveva erroneamente rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale anziché a quella Provinciale. La Cassazione ha chiarito che, non essendoci mai stato un giudizio di appello, l'errore riguardava solo la redazione materiale del documento e non la volontà del giudice. Per questo motivo, la Suprema Corte ha riqualificato la richiesta e ha disposto la correzione di errore materiale, modificando il testo dell'ordinanza precedente per indicare il giudice corretto di primo grado, senza addebitare spese processuali.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione sbaglia città
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la Suprema Corte aveva rinviato la causa alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma anziché a quella di Genova, territorialmente competente. Accorgendosi dell'errore, lo stesso giudice di Roma ha restituito il fascicolo alla Cassazione. I giudici di legittimità hanno chiarito che la correzione errore materiale può essere attivata anche d'ufficio, senza un ricorso formale delle parti, qualora vi sia una palese discrepanza tra la reale volontà del giudice (espressa nella motivazione) e la sua traduzione grafica nel dispositivo. La Corte ha quindi corretto il testo, disponendo il rinvio corretto a Genova e confermando che in questa procedura non si applica alcuna condanna alle spese.
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Correzione di errore materiale: no alle decisioni senza difesa
Il Tribunale applicava a un cittadino la misura della sorveglianza speciale. Successivamente, l'interessato presentava istanza di correzione di errore materiale per rettificare la formula sulla sua pericolosità sociale. Il Tribunale rigettava la richiesta "de plano", cioè senza fissare un'udienza e senza sentire la difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che la decisione sulla correzione di errore materiale non può avvenire senza convocare le parti in camera di consiglio, soprattutto se vi è un interesse concreto a partecipare. L'esclusione della difesa determina una nullità insanabile. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato il provvedimento di rigetto, ordinando al Tribunale di rivalutare il caso nel rispetto del contraddittorio.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la data di nascita del Ricorrente era stata erroneamente indicata come 13 giugno 1981 anziché 18 giugno 1981. Su segnalazione del Pubblico Ministero, i giudici hanno rilevato che si trattava di una semplice svista di compilazione, chiaramente smentita dai documenti allegati al fascicolo. Applicando la procedura semplificata prevista dal codice di procedura penale, la Suprema Corte ha accolto la richiesta e ha ordinato la rettifica del dato anagrafico errato direttamente sull'originale dell'atto, ristabilendo l'esatta identità del Ricorrente senza alterare il contenuto della decisione.
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Correzione errore materiale: lo scambio tra sentenza e ordinanza
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione errore materiale nel dispositivo di un'udienza precedente. Nel documento originale era stata erroneamente scritta la parola 'sentenza' al posto di 'ordinanza'. I giudici hanno quindi disposto la correzione ufficiale del testo, ordinando alla cancelleria di annotare la modifica sui documenti originali. Questa decisione corregge un semplice lapsus di scrittura senza modificare la decisione sostanziale di annullamento con rinvio al Tribunale di Lecce.
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Correzione errore materiale: la Cassazione frena sui dinieghi
Il Ricorrente ha vinto una causa contro La Società. Nella motivazione della sentenza, il giudice ha stabilito che La Società doveva pagare le spese legali, ma ha dimenticato di quantificarle nel dispositivo finale. Il Ricorrente ha quindi richiesto la correzione errore materiale. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta, sostenendo di aver già esaurito il proprio potere decisionale con un precedente rigetto. Il Ricorrente si è rivolto alla Corte di Cassazione per far valere i propri diritti. I giudici di legittimità hanno rilevato la particolare importanza della questione, che riguarda i limiti di impugnazione dei dinieghi di correzione per le spese di lite non liquidate. Per questo motivo, la Cassazione ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Correzione errore materiale: quando la sentenza è di un altro
Una società in liquidazione ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Cassazione. Il provvedimento, pur riportando l'intestazione corretta, conteneva una motivazione interamente riferita a una causa diversa tra parti estranee. La Suprema Corte ha stabilito che non si tratta di un semplice errore materiale risolvibile con procedura semplificata, ma di un provvedimento inesistente nella sostanza. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio della causa a una nuova udienza davanti allo stesso collegio di giudici per decidere correttamente il ricorso originario.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione corregge se stessa
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale di un'ordinanza precedente, la quale conteneva a sua volta un errore nell'indicazione dei dati identificativi della sentenza da emendare. Il caso nasce dalla necessità di rettificare i riferimenti di un provvedimento penale. I giudici hanno chiarito che, ai sensi dell'articolo 130 del codice di procedura penale, è legittimo procedere alla rettifica quando l'eliminazione dell'errore non comporta una modifica essenziale dell'atto. Trattandosi di una correzione puramente ricognitiva dei dati identificativi del provvedimento originario, la richiesta è stata accolta, disponendo la corretta indicazione della sentenza del 13 novembre 2020 in luogo dei dati erroneamente inseriti.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge il proprio errore
I Ricorrenti, in qualità di eredi e parti private, hanno richiesto la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. La Corte aveva infatti omesso di inserire nel dispositivo la formula relativa alla distrazione delle spese in favore del loro avvocato difensore, nonostante quest'ultimo ne avesse fatto esplicita richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, disponendo l'integrazione del testo originario con l'indicazione della distrazione delle spese a beneficio del legale. Non sono state liquidate ulteriori spese per questo procedimento di correzione.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la propria svista
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Il giudice, pur avendo liquidato le spese di lite a favore del cittadino, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese a favore del suo avvocato, dichiaratosi antistatario. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla distrazione non richiede un'impugnazione ordinaria, ma pu essere risolta rapidamente tramite la procedura di correzione degli errori materiali. Di conseguenza, la Corte ha disposto la correzione del dispositivo originario, inserendo l'ordine di pagamento diretto al difensore.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione corregge se stessa
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale presentata da una lavoratrice contro il Ministero dell'Istruzione. In una precedente ordinanza, la Suprema Corte aveva accolto il ricorso della donna, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa al Tribunale di Reggio Calabria. Tuttavia, il giudice che aveva emesso la sentenza originaria era il Tribunale di Vibo Valentia. Rilevato l'evidente lapsus di trascrizione sia nella motivazione che nel dispositivo, la Cassazione ha disposto la correzione del provvedimento, sostituendo l'indicazione del giudice del rinvio errato con quello corretto. La ricorrente ottiene così la corretta individuazione del tribunale dinanzi al quale proseguire il giudizio.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione sbaglia città
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuto nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel provvedimento originario, i giudici avevano indicato erroneamente la Corte di appello di Reggio Calabria come giudice del rinvio, anziché un'altra sezione della Corte di appello di Messina, recentemente istituita. Rilevato lo sbaglio puramente formale, la Suprema Corte ha applicato le norme del codice di procedura penale che consentono la rettifica d'ufficio delle sviste di scrittura. Di conseguenza, l'errore è stato corretto d'ufficio, ristabilendo la corretta competenza territoriale del giudice che dovrà riesaminare il caso, senza alcuna modifica al contenuto sostanziale della decisione originaria.
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Correzione di errore materiale: niente spese per chi è esente
Il Lavoratore ha impugnato una decisione che lo condannava al pagamento delle spese di lite, nonostante avesse depositato la dichiarazione di esenzione per motivi di reddito. La Corte di Cassazione ha riqualificato la richiesta come istanza di correzione di errore materiale. I giudici hanno stabilito che la mancata considerazione dell'esenzione costituisce una semplice disattenzione del collegio. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso, modificando la precedente ordinanza e dichiarando Il Lavoratore non tenuto al pagamento delle spese di giudizio.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione sana la svista
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, i giudici avevano annullato con rinvio la decisione d'appello per rideterminare la pena di un imputato, omettendo però di indicare il giudice di rinvio competente. Accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, la Suprema Corte ha applicato le norme del codice di procedura penale per integrare il dispositivo, specificando che il processo deve essere trasmesso a un'altra sezione della Corte d'appello di Napoli. L'omissione viene così sanata senza intaccare la sostanza della decisione originaria, consentendo la regolare prosecuzione del giudizio.
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