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Controricorrente

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Provvedimenti

Diniego part-time pubblico impiego: quando è legittimo?
Un dipendente pubblico, tecnico della prevenzione, si è visto negare la proroga del suo contratto part-time dall'Amministrazione Sanitaria per mutate esigenze organizzative. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del diniego, chiarendo che, a seguito delle riforme normative, il lavoratore non vanta più un diritto assoluto al part-time, ma un interesse legittimo. La decisione sul diniego part-time pubblico impiego rientra nella discrezionalità del datore di lavoro pubblico, purché sia motivata da reali necessità di servizio e rispettosa dei principi di correttezza e buona fede.
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Riposo compensativo: sì all’indennità post turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo successivo a un turno di lavoro notturno di 12 ore si qualifica come riposo compensativo. Di conseguenza, al lavoratore spetta la specifica indennità di turno anche per tale giornata di assenza, poiché essa è finalizzata al recupero dello stress psico-fisico derivante dalla particolare gravosità della prestazione, a prescindere dal superamento dell'orario settimanale contrattuale.
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Fideiussione: la deroga agli artt. 1956-1957 c.c.
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società garante, confermando la sua obbligazione di pagamento. Il caso verteva su una fideiussione a garanzia di un finanziamento. La Corte ha stabilito che la pattuizione di una specifica deroga contrattuale alle tutele previste dagli artt. 1956 e 1957 c.c. è valida, impedendo la liberazione del fideiussore anche in caso di concessione di credito al debitore principale. Inoltre, ha chiarito che una semplice dilazione di pagamento non costituisce novazione del debito, mantenendo in vita la garanzia originaria.
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Pensione invalidità finestre mobili: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28572/2024, ha stabilito che il meccanismo della 'pensione invalidità finestre mobili', ovvero il differimento di 12 mesi per l'accesso alla pensione, si applica anche ai lavoratori con un'invalidità riconosciuta non inferiore all'80%. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale categoria dal differimento. La motivazione si basa su un'interpretazione estensiva della norma del 2010, che prevede un'applicazione generalizzata delle finestre di accesso, e chiarisce che la successiva riforma Fornero non ha modificato questa specifica disciplina.
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Lavoro extra: quando si converte in tempo indeterminato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28571/2024, ha stabilito che una serie di contratti di lavoro extra può essere considerata un unico rapporto a tempo indeterminato sin dall'inizio. Il termine per l'impugnazione decorre dall'ultima prestazione e spetta al datore di lavoro dimostrare il nesso causale tra l'assunzione e uno specifico evento speciale. In mancanza di tale prova, e se il lavoratore svolge mansioni ordinarie, il rapporto viene convertito.
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Rimessione in termini: quando l’istanza è tardiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28556/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro una decisione che aveva respinto la sua istanza di rimessione in termini per un appello tardivo. La Corte ha chiarito che se la decisione del giudice di merito si fonda su più ragioni autonome e il ricorrente non le contesta tutte, il ricorso è inammissibile per difetto di interesse, poiché le ragioni non contestate sono sufficienti a sostenere la decisione.
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Condono fiscale e frode: la Cassazione fa il punto
L'Agenzia delle Entrate nega a una società l'accesso a un condono fiscale, sostenendo che la richiesta fosse l'atto conclusivo di una complessa frode volta a creare crediti d'imposta fittizi. La società aveva ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, rilevando la novità e la complessità della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa a una pubblica udienza, senza decidere nel merito. Il nodo centrale è stabilire se un'istanza di condono possa essere considerata un atto in frode alla legge.
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Rottamazione quater: estinzione del giudizio in corso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28550/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sanzione amministrativa. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse del ricorrente, il quale, durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti, nota come 'rottamazione quater'. Tale adesione implica la rinuncia ai giudizi in corso, determinando di fatto l'estinzione del procedimento per mancanza di interesse alla decisione.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28542/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto su un trattamento pensionistico. La Corte ha ribadito che una simile trattenuta, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotta solo da una legge e non da un regolamento interno dell'ente. Di conseguenza, il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive nel termine ordinario di dieci anni.
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Cartella di pagamento: motivazione e calcolo interessi
Gli eredi di un contribuente hanno impugnato una cartella di pagamento sostenendo la sua nullità per la mancata indicazione delle modalità di calcolo degli interessi. I giudici di primo e secondo grado hanno accolto la tesi dei contribuenti. L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha rilevato la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti dell'Agente della Riscossione, parte nel precedente grado di giudizio ma non evocato nel ricorso. Di conseguenza, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando alla ricorrente di notificare il ricorso all'ente di riscossione.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
Una cassa di previdenza ha imposto un "contributo di solidarietà" sulla pensione di un professionista. Il pensionato ha contestato con successo questa trattenuta nei primi due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni precedenti, ha dichiarato inammissibile il ricorso della cassa. La Suprema Corte ha ribadito che un simile contributo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto da un regolamento interno dell'ente ma necessita di una legge specifica, rendendo le trattenute illegittime.
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Classificazione INPS: vincolante per l’assicuratore?
Un'associazione di volontariato ha contestato la rettifica della propria classificazione contributiva operata dall'istituto assicurativo nazionale. La rettifica era basata su un precedente inquadramento effettuato dall'istituto previdenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la classificazione INPS ha efficacia erga omnes per tutti gli aspetti previdenziali e assistenziali, vincolando quindi anche le decisioni dell'altro istituto.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
Una società cooperativa, dopo aver impugnato una sentenza d'appello sfavorevole in materia di contributi previdenziali, presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione. Poiché l'atto non è stato notificato alla controparte (l'ente previdenziale), la Corte Suprema non dichiara l'estinzione del processo, ma l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. La Corte ha inoltre compensato le spese legali e chiarito che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il doppio del contributo unificato.
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Ordine di liberazione: reclamo e non opposizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'unico rimedio per contestare un ordine di liberazione di un immobile emesso dal giudice delegato in una procedura fallimentare è il reclamo previsto dalla legge fallimentare. L'utilizzo dell'opposizione all'esecuzione, strumento tipico della procedura civile ordinaria, è stato dichiarato inammissibile, poiché le norme speciali del diritto fallimentare prevalgono su quelle generali.
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Indennità di occupazione: calcolo interessi e oneri
La Corte di Cassazione chiarisce aspetti fondamentali sull'indennità di occupazione legittima. Un proprietario ha contestato l'importo e i criteri di calcolo della compensazione per un terreno occupato da un ente pubblico per lavori stradali. La Corte ha stabilito che l'indennità è dovuta solo per le aree effettivamente sottratte alla disponibilità del proprietario. Ha inoltre precisato che gli interessi legali decorrono dalla scadenza di ogni singola annualità di occupazione, e non dalla fine del periodo complessivo, accogliendo parzialmente il ricorso e cassando la precedente decisione su questo punto specifico.
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Eccezione tardiva: inammissibile se sollevata dopo
Un istituto di credito ha impugnato una sentenza che dichiarava inefficace il suo recesso da un contratto di investimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando inammissibile l'eccezione di inadempimento sollevata dalla banca perché si trattava di un'eccezione tardiva, presentata oltre i termini di legge. La banca è stata inoltre condannata per abuso del processo.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento sintetico e aver percorso due gradi di giudizio, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti mentre il caso era pendente in Cassazione. La Suprema Corte, prendendo atto dell'istanza e della documentazione prodotta, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, applicando la normativa specifica del condono fiscale.
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Sospensione giudizio tributario per definizione agevolata
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione un avviso di accertamento per IRES, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione, applicando la normativa specifica, ha disposto la sospensione del giudizio tributario fino al termine previsto per il completamento dei pagamenti rateali, rinviando la causa a nuovo ruolo e subordinando l'estinzione del processo all'effettivo perfezionamento della definizione.
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Sospensione processo tributario: l’ordinanza
Una società alberghiera contesta un avviso di accertamento per errati ammortamenti. Giunta in Cassazione, la Corte dispone la sospensione del processo tributario. La decisione è motivata dall'adesione della società a una definizione agevolata (Legge n. 197/2022), che congela il giudizio fino al completamento dei pagamenti previsti, fissato per il 30 novembre 2027.
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Definizione agevolata: sospeso il giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio relativo a un avviso di accertamento IRES. La decisione è stata presa perché la società contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, ottenendo l'accoglimento della domanda. Il processo è quindi rinviato in attesa del completamento dei pagamenti rateali, da cui dipenderà l'estinzione del giudizio stesso.
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