LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Controricorrente — Anno 2026

Pagina 14 di 29

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Gruppo societario di fatto: costi deducibili?
Una società vende i propri immobili e utilizza il ricavato per saldare i debiti di un'altra società con la stessa compagine sociale, considerandolo un costo inerente all'attività di un gruppo societario di fatto. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che in assenza di una direzione unitaria e di un interesse economico diretto per la società erogante, tale trasferimento è una liberalità non deducibile. Di conseguenza, la plusvalenza derivante dalla vendita degli immobili è pienamente imponibile.
Continua »
Ordinanza di assegnazione: Tassa Proporzionale o Fissa?
Una società creditrice, tramite un'ordinanza di assegnazione, si è vista trasferire un credito pignorato. L'Agenzia delle Entrate ha applicato un'imposta di registro proporzionale, contestata dalla società che sosteneva l'applicazione di una tassa fissa. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che l'ordinanza di assegnazione ha un 'effetto traslativo' del credito e, pertanto, deve essere soggetta a imposta proporzionale.
Continua »
Patto star del credere: nullo l’accordo che aggira la legge
La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di un accordo che, simulando una cessione di merci, trasferiva di fatto il rischio di insolvenza dei clienti sull'agente. Questa pratica è stata considerata un'elusione del divieto di patto star del credere. La Corte ha accolto il ricorso dell'agente su questo punto, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame. Sono stati invece respinti gli altri motivi di ricorso, relativi alla giusta causa di recesso, alla validità del patto di non concorrenza senza corrispettivo e al compenso per l'attività di incasso.
Continua »
Interposizione fittizia: no decadenza senza atto scritto
Un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa ma di fatto impiegato presso un istituto bancario, ha richiesto il riconoscimento del rapporto di lavoro diretto. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che in caso di interposizione fittizia di manodopera, il termine di decadenza per l'impugnazione non decorre se l'utilizzatore effettivo della prestazione non nega il rapporto con un atto scritto. Di conseguenza, il licenziamento da parte del datore di lavoro formale è irrilevante ai fini della decorrenza dei termini.
Continua »
Lavoro subordinato giornalista: la Cassazione decide
La richiesta di un corrispondente per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato giornalista è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato che una collaborazione continuativa non è sufficiente senza la prova della costante disponibilità del lavoratore nei confronti dell'editore, elemento chiave che indica la subordinazione. L'appello del lavoratore è stato quindi rigettato.
Continua »
Rimborso spese legali: il diritto dell’amministratore
Un ex presidente di un consorzio pubblico, assolto in un procedimento per responsabilità erariale, è stato citato in giudizio dal proprio avvocato per il mancato pagamento degli onorari. L'amministratore ha quindi chiamato in causa il consorzio per essere tenuto indenne. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, obbligando il consorzio a farsi carico delle spese. La sentenza chiarisce che il diritto al rimborso spese legali sussiste anche se la Corte dei Conti non si è pronunciata in merito e che la mancanza del parere di congruità dell'Avvocatura dello Stato non osta all'azione in sede giudiziale.
Continua »
Proroga contratto a termine: conversione e limiti
Una società ha esteso verbalmente un contratto a tempo determinato oltre il limite legale di 12 mesi senza fornire le motivazioni richieste. La Corte di Cassazione ha confermato la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato, chiarendo che la tolleranza per la continuazione di fatto del rapporto ("periodo cuscinetto") non si applica quando i limiti massimi di durata sono già stati violati. Il caso sottolinea l'importanza della forma scritta e delle causali per la proroga contratto a termine.
Continua »
Diritto di assemblea RSU: la Cassazione si pronuncia
La Cassazione conferma il diritto di assemblea RSU per il singolo componente. Un'importante azienda metalmeccanica aveva negato tale facoltà, ritenendola una prerogativa collegiale. La Corte ha rigettato il ricorso, qualificando la condotta come antisindacale e ribadendo che il singolo rappresentante, eletto in una lista sindacale qualificata, può legittimamente indire assemblee retribuite.
Continua »
Giudizio trifasico: l’iter per le mansioni superiori
Un lavoratore ha citato in giudizio la sua azienda per ottenere il riconoscimento di mansioni superiori e le relative differenze retributive. Dopo una vittoria in appello basata su testimonianze, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. Il motivo è la mancata applicazione del cosiddetto "giudizio trifasico", un procedimento logico-giuridico obbligatorio che il giudice deve seguire per confrontare correttamente le mansioni svolte in concreto con le declaratorie del contratto collettivo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame che segua rigorosamente le tre fasi previste.
Continua »
Impugnabilità atto di autotutela: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un provvedimento di sgravio parziale emesso dall'Agenzia delle Entrate, a seguito della rettifica di una sentenza che fungeva da presupposto per la tassazione, non è un semplice atto di autotutela. Al contrario, esso costituisce un nuovo avviso di liquidazione, pienamente impugnabile dal contribuente. La variazione del presupposto impositivo determina infatti una rinnovazione della pretesa fiscale, consentendo al contribuente di contestare il nuovo calcolo. Questa decisione chiarisce l'impugnabilità dell'atto di autotutela in casi specifici.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente spese con l’accordo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che, in caso di accordo tra le parti sulla rinuncia, il giudice non si pronuncia sulla condanna alle spese legali, applicando l'articolo 391 del codice di procedura civile.
Continua »
Maxi sanzione lavoro irregolare: come evitarla
Un imprenditore riceveva una maxi sanzione per lavoro irregolare di un familiare. La Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che i giudici di merito avevano errato a non considerare le azioni dell'imprenditore antecedenti all'ispezione (come il versamento di premi INAIL), che potevano dimostrare l'assenza di volontà di occultare il rapporto di lavoro. È stato inoltre affermato il principio di retroattività della legge più favorevole (lex mitior) in materia di sanzioni amministrative.
Continua »
Accertamento induttivo: quando è valido e legittimo
Un imprenditore, titolare ufficiale di una gioielleria, viene sottoposto ad un accertamento induttivo per un'attività di ristorazione non dichiarata, emersa da indagini bancarie. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'atto, respingendo le doglianze del contribuente relative a motivazione apparente della sentenza di secondo grado, confusione nell'avviso di accertamento tra la sua posizione individuale e quella di amministratore di una s.r.l., e violazione dei termini di durata della verifica fiscale.
Continua »
Imposta di registro: la transazione non riduce la tassa
Un contribuente, condannato a pagare 845.000 euro per mala gestio, aveva successivamente transatto la lite per circa 239.000 euro. L'Agenzia delle Entrate ha comunque liquidato l'imposta di registro sull'importo originario della condanna. La Corte di Cassazione ha confermato l'operato del Fisco, stabilendo che la base imponibile per l'imposta di registro è determinata dal contenuto della sentenza e la successiva transazione tra le parti, a cui l'amministrazione finanziaria è estranea, non ha alcun effetto sulla determinazione del tributo.
Continua »
Avviso di accertamento: la sua validità e legittimità
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un avviso di accertamento emesso nei confronti di un imprenditore per un'attività di ristorazione non dichiarata, svolta a titolo individuale. L'imprenditore sosteneva che vi fosse confusione con una società da lui amministrata, ma la Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che l'accertamento riguardava in modo inequivocabile l'attività personale del contribuente, esercitata in un anno d'imposta in cui la società non era nemmeno stata ancora costituita. La sentenza ribadisce inoltre che il superamento dei termini per la verifica fiscale non invalida automaticamente l'atto impositivo.
Continua »
Data certa scrittura privata: i limiti alla prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la data certa di una scrittura privata, necessaria per renderla opponibile a una procedura concorsuale, non può essere provata tramite documenti creati e inviati dalla stessa parte che ha interesse a dimostrarla. Nel caso specifico, un consulente finanziario chiedeva l'ammissione di un credito in un'amministrazione straordinaria basandosi su un contratto privo di data certa. Il Tribunale aveva ritenuto sufficiente la prova fornita da una fattura pro-forma inviata dal consulente stesso. La Cassazione ha annullato questa decisione, affermando che la prova della data certa scrittura privata deve derivare da un fatto oggettivo, esterno e non nella disponibilità della parte che la invoca, per garantire l'imparzialità della prova.
Continua »
Procedura disciplinare autoferrotranvieri: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che non ogni irregolarità nella procedura disciplinare autoferrotranvieri comporta automaticamente la nullità del licenziamento. Analizzando il caso di un dipendente licenziato per gravi condotte extralavorative, la Corte ha chiarito che l'omissione della relazione scritta, prevista dall'art. 53 del R.D. 148/1931, non invalida il provvedimento se le indagini sono svolte direttamente dal direttore e se il diritto di difesa del lavoratore è stato pienamente garantito. La sentenza privilegia un approccio sostanziale, riservando la sanzione della nullità solo alle violazioni procedurali qualificate che ledono effettivamente e irrimediabilmente il diritto di difesa.
Continua »
Verità putativa: non basta copiare da atti ufficiali
La Corte di Cassazione ha stabilito che un giornalista non può invocare l'esimente della verità putativa se si limita a copiare informazioni da un atto amministrativo senza verificarle. Nel caso specifico, un quotidiano aveva diffamato un cittadino pubblicando notizie false su suoi presunti precedenti penali, tratte da una relazione amministrativa. La Corte ha confermato la condanna al risarcimento, sottolineando che il dovere di controllo della fonte è un obbligo professionale ineludibile, a meno che la fonte non sia di natura giudiziaria o investigativa.
Continua »
Licenziamento per scarso rendimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un licenziamento per scarso rendimento di una dipendente di un'azienda di trasporti. La Corte ha stabilito che lo scarso rendimento, se causato da assenze per malattia risultate simulate, costituisce un inadempimento colpevole che giustifica il recesso del datore di lavoro. L'accertamento della simulazione della malattia è una valutazione di merito che non può essere riesaminata in sede di legittimità, se la motivazione della corte d'appello è logica e coerente.
Continua »
Mansioni superiori: promozione negata e rinvio
Un lavoratore, impiegato come primo ufficiale di macchina da una società di trasporti, è stato ripetutamente assegnato al ruolo superiore di Direttore di Macchina per periodi appena inferiori al limite legale per la promozione automatica. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta di promozione, sostenendo che non avesse provato l'intento fraudolento del datore di lavoro di coprire un posto vacante in modo permanente. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ritenuto la questione dell'abuso di mansioni superiori attraverso incarichi ripetuti di notevole importanza legale e ha rinviato il caso a un'udienza pubblica per la decisione finale.
Continua »