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Contratto ad effetti reali

Definizione

Un contratto che ha come effetto il trasferimento della proprietà di un bene o la costituzione di un altro diritto reale (es. usufrutto).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Passaggio del rischio: il box diventa inagibile dopo la vendita
L'Acquirente compra due box auto nel duemilaquattro. Nel duemilanove, un'ispezione dei Vigili del Fuoco rileva l'ostruzione di un'uscita di sicurezza, portando all'ordinanza sindacale di inagibilità. L'Acquirente fa causa ai Venditori chiedendo la risoluzione del contratto o il risarcimento per la mancanza dei requisiti di agibilità. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'Acquirente. I giudici chiariscono che al momento della vendita l'immobile era regolare e dotato di certificato antincendio. Il principio cardine applicato è il passaggio del rischio: nei contratti con effetti reali, una volta trasferita la proprietà, i rischi per eventi negativi successivi gravano esclusivamente sul nuovo proprietario. L'Acquirente perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Clausola di ripensamento: il recesso che blocca la vendita
Due fratelli firmano una scrittura privata per la vendita di una quota immobiliare, inserendo una Clausola di ripensamento che permette il recesso pagando il doppio degli acconti. Successivamente, il venditore esercita il recesso, ma l'acquirente si oppone chiedendo il trasferimento coattivo del bene. La Corte d'Appello dichiara nullo il recesso, ritenendo il contratto una vendita immediata e incompatibile con il ripensamento. La Cassazione accoglie il ricorso del venditore: i giudici d'appello hanno errato isolando la clausola dal resto del testo. La comune intenzione dei contraenti va ricostruita leggendo l'accordo nella sua interezza e rispettando il principio di conservazione dei patti. La causa torna in appello per una nuova valutazione.
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Mutuo dissenso: niente restituzione automatica dell’acconto
Due società, successivamente fallite, avevano stipulato una compravendita immobiliare con versamento di un acconto. Successivamente, i rispettivi curatori hanno firmato un accordo di mutuo dissenso per sciogliere la vendita. Il fallimento dell'acquirente ha chiesto la restituzione dell'acconto in prededuzione. Il Tribunale ha accolto la richiesta ritenendo l'obbligo restitutorio un effetto automatico dello scioglimento. La Cassazione ha accolto il ricorso del fallimento venditore, stabilendo che il mutuo dissenso opera solo per il futuro (ex nunc) e non produce restituzioni automatiche, a meno che non siano espressamente pattuite dalle parti. La causa è stata rinviata per verificare il contenuto dell'accordo.
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Restituzione Caparra: Sequestro batte Contratto, Venditore Perde
La Corte di Cassazione ha stabilito l'obbligo di restituzione della caparra confirmatoria per una promittente venditrice. Il caso riguardava un contratto preliminare con un'azienda i cui beni sono stati poi sottoposti a sequestro di prevenzione. L'amministratore giudiziario ha deciso di risolvere il contratto. La Corte ha chiarito che la caparra non può essere trattenuta perché la risoluzione non deriva da un inadempimento della parte, ma da un ordine del giudice ('iussu iudicis') previsto dalla legge antimafia. La natura della caparra è di garanzia e non trasferisce la proprietà del denaro, quindi la sua ritenzione è illegittima in questo specifico contesto.
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