LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Cessione Del Credito — Anno 2022

Pagina 2 di 5

Altri anni per Cessione Del Credito

Provvedimenti

Cessione TFR e CIGS: Ammissione al Passivo Fallimentare in Bilico
Il curatore del fallimento di una società finanziatrice ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un'altra azienda per un credito. Questo credito derivava da un finanziamento concesso a un dipendente dell'azienda fallita, garantito dalla cessione di parte della retribuzione e del TFR del lavoratore. L'azienda debitrice non ha versato le somme dovute. Il Tribunale aveva accolto parzialmente la richiesta, escludendo un periodo in cui riteneva l'INPS responsabile per la CIGS. La Cassazione ha cassato la decisione, evidenziando che il Tribunale non ha verificato se il lavoratore fosse effettivamente beneficiario della CIGS per quel periodo, un fatto decisivo per stabilire la responsabilità e l'effettiva ammissione al passivo fallimentare.
Continua »
Cessione del Credito per Equa Riparazione: Cassazione Riconosce il Diritto dell’Avvocato
Un Avvocato ha ricevuto dal suo Cliente un credito per equa riparazione come compenso per l'attività professionale svolta in una lunga causa immobiliare. Il Cliente aveva maturato questo diritto a causa della durata eccessiva del processo. L'Avvocato ha poi agito in giudizio contro il Ministero della Giustizia per ottenere tale compensazione. La Corte d'Appello ha negato la legittimazione ad agire all'Avvocato, ritenendo che la cessione del credito per equa riparazione non fosse valida in quanto il legale non era parte del processo originario. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che il credito per equa riparazione è un diritto autonomo e può essere oggetto di valida cessione, anche a favore del difensore, come pagamento per le sue prestazioni.
Continua »
Cessione del Credito e Azione Revocatoria: Il Cessionario Beneficia degli Effetti
Una Banca ha concesso un mutuo e, dopo che il debitore ha venduto un immobile, ha avviato un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita. Successivamente, la Banca ha ceduto il credito a una società. Quest'ultima ha avviato l'esecuzione forzata sull'immobile. La acquirente ha contestato la validità della cessione del credito e la possibilità per il cessionario di beneficiare degli effetti dell'azione revocatoria già ottenuta dal cedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che il cessionario di un credito beneficia ope legis degli effetti dell'azione revocatoria vittoriosamente esperita dal cedente, confermando la piena legittimità dell'esecuzione.
Continua »
Rimborso IVA: Silenzio-Rifiuto e Autotutela Fiscale, la Cassazione Rinvia
Un'azienda ha chiesto il rimborso IVA per un credito acquisito tramite cessione. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio-rifiuto, giustificando la sospensione del rimborso con contenziosi pendenti con l'originario titolare del credito. Dopo un esito favorevole in primo grado e sfavorevole in appello, la questione è giunta in Cassazione. La Corte, riconoscendo la complessità e il valore delle questioni sul rimborso IVA e sul potere di autotutela cautelare dell'Amministrazione finanziaria, ha rinviato la causa a pubblica udienza. Non ha quindi deciso nel merito, ma ha ritenuto necessaria una trattazione più approfondita.
Continua »
Improcedibilità del ricorso tributario: l’errore procedurale costa caro
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che limitava la responsabilità di una società fiduciaria per un debito tributario, originato dalla cessione di un credito d'imposta inesistente. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso tributario. Questo è avvenuto perché l'Agenzia non ha provveduto all'integrazione del contraddittorio, ovvero non ha chiamato in causa l'Agente della Riscossione, come richiesto da un'ordinanza interlocutoria. La mancata esecuzione di tale adempimento procedurale ha impedito l'esame del merito della controversia, evidenziando l'importanza del rispetto delle formalità processuali.
Continua »
Danno da Fermo Tecnico: La Cassazione chiarisce l’onere della prova
Una società ha acquistato un credito per le spese di noleggio di un'auto sostitutiva, sostenute da un automobilista a causa di un "danno da fermo tecnico" dopo un incidente. L'assicurazione ha rifiutato il pagamento, sostenendo la mancata prova della necessità del noleggio. La Corte di Cassazione ha chiarito che per il "danno da fermo tecnico", è sufficiente dimostrare di aver sostenuto la spesa per il noleggio. Il nesso causale tra il fermo del veicolo e il noleggio è presunto. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale, ribadendo che non è richiesta una prova rigorosa della necessità, ma solo della spesa effettivamente sostenuta.
Continua »
Cessione del Credito Immobiliare: La Prova Incompiuta Blocca il Trasferimento
Un'Immobiliare acquirente ha tentato di ottenere il trasferimento di venti autorimesse, affermando di aver acquisito il diritto tramite una cessione del credito immobiliare. La Società debitrice ha però contestato l'esistenza e la validità di tale cessione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Immobiliare acquirente, confermando la decisione del Tribunale. Quest'ultimo aveva rigettato la domanda perché l'Immobiliare acquirente non aveva fornito prove adeguate della cessione e la decisione si fondava su più ragioni indipendenti, rendendo inefficaci le contestazioni mosse.
Continua »
Credito Frazionato: Quando il Ministero non specifica e perde in Cassazione
Una società di custodia veicoli ha ceduto un credito al Ministero della Difesa per servizi di deposito di auto sequestrate. Il Ministero non ha pagato. La società cessionaria ha avviato una causa. Il Ministero ha eccepito l'abusivo frazionamento del credito, sostenendo che un unico credito era stato diviso in più azioni legali, e ha contestato gli interessi di mora. La Corte d'Appello ha parzialmente accolto la domanda, ma ha rigettato l'eccezione di frazionamento e confermato gli interessi. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero della Difesa, perché non aveva specificato adeguatamente i documenti su cui si basavano le sue contestazioni sull'abusivo frazionamento del credito e sull'applicazione degli interessi.
Continua »
Responsabilità professionale del notaio esclusa se esonerato
Una società cessionaria di crediti bancari chiedeva i danni al pubblico ufficiale per non aver curato l'annotamento della postergazione di un'ipoteca su un immobile, perdita che l'aveva costretta a restituire oltre 28.000 euro al creditore originario. La Corte di Cassazione ha escluso ogni responsabilità professionale del notaio. Il contratto di mutuo stabiliva chiaramente che tale adempimento spettava al debitore mutuatario e non al professionista incaricato della stipula. Il notaio risultava quindi formalmente esonerato dalle parti dall'espletamento di tale formalità.
Continua »
Rimessione in termini negata: disservizio internet non giustifica ritardo
Gli Appellanti hanno impugnato una sentenza, ma hanno notificato l'appello oltre il termine previsto, adducendo un disservizio di connessione internet del loro avvocato. Hanno chiesto la `rimessione in termini`. Inoltre, hanno contestato la `legittimazione attiva` di una Società Cessionaria che era subentrata nel credito, sostenendo che non avesse provato la cessione. La Corte d'Appello ha negato la `rimessione in termini`, ritenendo il disservizio non una causa assoluta e superabile. La Cassazione ha confermato, evidenziando che l'avvocato aveva tempo per metodi alternativi. Riguardo alla `legittimazione attiva`, la Cassazione ha dichiarato inammissibile la contestazione, poiché non era stata sollevata nei gradi precedenti. Il ricorso è stato rigettato.
Continua »
Confisca di prevenzione e crediti ipotecari: i requisiti
Una banca concede un mutuo garantito da ipoteca su un complesso immobiliare. Successivamente lo Stato dispone il sequestro e la confisca di prevenzione di uno degli appartamenti, in quanto riconducibile a un soggetto socialmente pericoloso. La società cessionaria acquista il credito dalla banca e chiede di ammettere la garanzia ipotecaria nella procedura antimafia. Il Tribunale respinge la richiesta contestando la buona fede e l'indeterminatezza del debito. La Corte di Cassazione affronta la materia della confisca di prevenzione e crediti ipotecari. I giudici chiariscono che l'acquisto del credito successivo al sequestro non cancella la buona fede del cedente. Tuttavia la Suprema Corte rigetta il ricorso della società cessionaria. Mancava infatti il frazionamento del mutuo e la determinazione precisa del credito riferito al singolo bene confiscato.
Continua »
Confisca di Prevenzione: Quando il Credito Non è Tutelato
L'Azienda Cessionaria ha cercato di far riconoscere un credito all'interno di una procedura di confisca di prevenzione contro Il Soggetto Pericoloso e le sue società. Il credito era stato originariamente concesso da La Banca Originaria a La Società Debitore, con fideiussione de Il Soggetto Pericoloso. Il Tribunale ha negato l'ammissione, ritenendo che La Banca Originaria non avesse verificato adeguatamente la situazione del fideiussore e che il credito fosse strumentale ad attività illecite. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che un credito strumentale ad attività illecite non è ammissibile nello stato passivo della confisca di prevenzione, a meno che il creditore non dimostri la propria buona fede, cosa che La Banca Originaria, e di conseguenza L'Azienda Cessionaria, non è riuscita a fare.
Continua »
Confisca Penale vs. Ipoteca: Prevalgono i Diritti del Creditore?
Un imprenditore, condannato per reati fiscali, aveva simulato la vendita di immobili alla società della moglie per sottrarsi al fisco. Su questi beni gravava un'ipoteca preesistente in favore di una banca, il cui credito era stato poi ceduto a un'altra società. Dopo la confisca penale dei beni, la società cessionaria del credito ha chiesto di potersi soddisfare sull'immobile ipotecato. La moglie dell'imprenditore, legale rappresentante della società acquirente, ha contestato questa richiesta, sostenendo che la sua società fosse estranea al reato e che l'ipoteca non dovesse prevalere. La Corte di Cassazione ha stabilito che i diritti del creditore su beni confiscati, se basati su un'ipoteca iscritta in buona fede prima del reato e del sequestro, prevalgono sulla confisca, anche se il credito è stato ceduto successivamente. La società della moglie non è stata considerata terza estranea.
Continua »
Ipoteca su bene confiscato: vince il credito dei figli
Due figli hanno acquistato da una banca un credito garantito da ipoteca su un immobile di proprietà del padre. Due anni dopo l'acquisto del credito, il padre ha commesso reati tributari che hanno portato alla condanna definitiva e alla confisca dell'immobile a favore dello Stato. I figli hanno chiesto il riconoscimento della validità della loro garanzia per soddisfarsi sul bene. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta presumendo una simulazione a protezione del patrimonio familiare. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione impugnata, stabilendo che la buona fede del creditore che vanta un'ipoteca su bene confiscato deve essere valutata al momento dell'acquisto del credito. Poiché la cessione del credito è avvenuta prima dei reati con pagamenti tracciabili, il diritto di garanzia resta pienamente tutelabile.
Continua »
Prescrizione del credito nella confisca: limiti al giudice
Un professionista e una società finanziaria hanno chiesto l'ammissione dei propri crediti allo stato passivo nell'ambito della confisca di prevenzione dei beni di un soggetto pericoloso. Il Tribunale ha respinto la domanda del professionista dichiarando d'ufficio la prescrizione del suo diritto, e ha negato la tutela alla finanziaria poiché la banca cedente era in mala fede. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione del credito nella confisca non può essere rilevata d'ufficio dal giudice se non eccepita dalle parti legittimate come il Pubblico Ministero o l'Agenzia dei beni confiscati. Al contrario, il ricorso della società cessionaria è stato respinto perché il cessionario subentra nella medesima posizione del cedente già accertato in mala fede.
Continua »
Bancarotta preferenziale e rimborsi ai soci prima del fallimento
L'Amministratore di una società a responsabilità limitata in stato di insolvenza ha restituito finanziamenti ed effettuato cessioni di credito a favore della moglie, anch'essa socia dell'azienda. Tali operazioni, avvenute mentre l'impresa versava già in grave crisi finanziaria, hanno favorito la familiare a scapito degli altri creditori. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'imputato per il reato di bancarotta preferenziale. I giudici hanno chiarito che i crediti dei soci sono postergati ex lege e non possono essere soddisfatti a danno degli altri creditori quando la società è insolvente. È irrilevante che l'importo esatto delle cessioni di credito fosse leggermente inferiore a quello inizialmente contestato, poiché la sostanza del fatto lesivo non cambia. L'Amministratore è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore della parte civile.
Continua »
Responsabilità bancaria: Cessione del credito non salva la mala fede
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando la decisione del Tribunale sulla sua esposizione debitoria. Il caso riguardava la responsabilità bancaria legata a un finanziamento concesso da una banca e successivamente ceduto. La Suprema Corte ha ribadito che il cessionario di un credito ipotecario, anche in caso di acquisto in blocco, deve dimostrare la buona fede originaria del creditore iniziale, specialmente se il bene è stato oggetto di sequestro o confisca. Il Tribunale aveva correttamente evidenziato la carenza di adeguata istruttoria bancaria nella concessione del fido, dato il progetto industriale aleatorio e la mancanza di analisi approfondite sulla situazione patrimoniale della società.
Continua »
Frode assicurativa: condannato anche chi non firma la polizza
Un gestore di fatto di una carrozzeria ha ottenuto un indennizzo dall'assicurazione presentando una fattura per riparazioni mai eseguite e una cessione di credito con firma falsa dell'assicurata. L'uomo ha incassato la somma sul conto dell'attività. I giudici di merito lo hanno condannato per frode assicurativa. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di non poter rispondere di tale reato poiché non era lui il titolare della polizza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il reato di frode assicurativa non richiede la qualifica di assicurato ma punisce chiunque falsifichi la documentazione del sinistro.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria valida contro nullità fideiussione
Un istituto bancario ha agito contro un garante per ottenere la dichiarazione di inefficacia di alcuni atti patrimoniali mediante azione revocatoria ordinaria. Una società cessionaria è subentrata nel credito e i giudici di merito hanno accolto la domanda revocatoria a tutela del credito ceduto. Il garante ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo il difetto di prova sulla cessione e la nullità totale della fideiussione per violazione della normativa sulla concorrenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'eventuale nullità antitrust dello schema contrattuale colpisce solo singole clausole e non estingue l'intero debito. Di conseguenza, il credito permane anche se controverso, conservando la piena validità per l'azione revocatoria ordinaria.
Continua »
Compensazione crediti fiscali fallimento: stop al Fisco
Una società finanziaria acquista dalla curatela fallimentare un credito IRES maturato durante la gestione della procedura concorsuale. La società cessionaria richiede il relativo rimborso all'Agenzia delle Entrate. L'ente impositore oppone il silenzio-rifiuto. L'Amministrazione sostiene di poter operare una compensazione con debiti tributari anteriori all'apertura del fallimento. I giudici di merito accolgono la domanda di rimborso della società cessionaria. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'ente erariale. I giudici stabiliscono il divieto di compensazione crediti fiscali fallimento tra posizioni debitorie pregresse del fallito e crediti maturati successivamente dalla massa a tutela della par condicio.
Continua »