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Cartolarizzazione

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Provvedimenti

Abbattimento prezzo immobili: quando si applica?
La Cassazione nega il diritto all'abbattimento prezzo immobili a ex conduttori che avevano accettato un'offerta di acquisto da un ente previdenziale prima del 26 settembre 2001. La Corte chiarisce che le agevolazioni successive non si applicano a procedure di vendita già definite, stabilendo che fa fede la data dell'offerta definitiva.
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Responsabilità condominio: la transazione non lo salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni, derivanti da parti comuni come il lastrico solare, non è esclusa da una precedente transazione tra i condomini e l'originario unico proprietario/venditore. Al momento della sua costituzione, il condominio assume un nuovo e autonomo obbligo di custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c., distinto dalla garanzia per vizi del venditore. Pertanto, deve rispondere dei danni causati dalla mancata manutenzione successiva alla sua nascita.
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Voto società cartolarizzazione: la Cassazione decide
Un comune propone un concordato fallimentare. La Corte d'Appello ammette il voto delle società di cartolarizzazione che avevano acquisito crediti dopo il fallimento, ribaltando la decisione di primo grado. La Cassazione, data la rilevanza della questione sul diritto di voto delle società di cartolarizzazione, rinvia la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Revocatoria fallimentare: la prova della conoscenza
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un pagamento di 425.000 euro effettuato da un'impresa di costruzioni, poi fallita, a una società finanziaria. L'azione di revocatoria fallimentare è stata accolta perché la stessa società creditrice aveva precedentemente presentato istanza di fallimento contro l'impresa, un fatto ritenuto prova inconfutabile della sua conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis). La Corte ha inoltre respinto le tesi difensive basate sulle esenzioni per i crediti fondiari e per le operazioni di cartolarizzazione, per mancanza di prove adeguate.
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Cessione del credito: prova e legittimazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per canoni di leasing non pagati. Il ricorso del debitore e del fideiussore viene respinto, ma la Corte sottolinea un principio fondamentale sulla cessione del credito: il cessionario deve fornire prova documentale della propria titolarità, non essendo sufficiente la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per tale motivo, pur respingendo il ricorso principale, dichiara inammissibile il controricorso della banca cessionaria.
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Cessione crediti in blocco: chi risponde al debitore?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di cessione crediti in blocco. Nel caso di specie, l'intervento di una società cessionaria in un giudizio promosso dal debitore è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che, nelle operazioni di cartolarizzazione, la società veicolo acquista solo il lato attivo del rapporto (i crediti) e non quello passivo. Pertanto, per le azioni di restituzione, il debitore deve agire contro l'istituto di credito originario e non contro il nuovo titolare del credito. Anche il ricorso del debitore è stato giudicato inammissibile per motivi procedurali.
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Immobili di pregio: decade il diritto d’acquisto?
L'ordinanza analizza il caso di alcuni conduttori che, dopo aver manifestato la volontà di acquistare gli immobili pubblici da loro locati, si sono visti negare le condizioni agevolate a seguito della successiva classificazione degli stessi come 'immobili di pregio'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la qualifica di 'pregio' esclude l'applicabilità delle normative di favore, anche se la manifestazione di interesse all'acquisto da parte del conduttore è antecedente alla classificazione stessa.
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Data certa e fallimento: la Cassazione decide
Un istituto di credito si è visto rigettare la domanda di ammissione al passivo fallimentare a causa della mancanza di data certa sul contratto di conto corrente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione, ribadendo che l'assenza di data certa rende le clausole contrattuali inopponibili alla procedura fallimentare, anche se l'esistenza del rapporto è provata da altri elementi. La pronuncia sottolinea l'importanza fondamentale di questo requisito formale per la tutela dei creditori.
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Cessione crediti: la banca acquirente risponde
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che nella cessione crediti in blocco secondo l'art. 58 TUB, la banca cessionaria è tenuta a rispondere delle richieste di restituzione del debitore per somme indebitamente pagate alla banca originaria. Dopo tre mesi dalla pubblicazione della cessione, la responsabilità diventa esclusiva della cessionaria, a differenza di quanto avviene nelle operazioni di cartolarizzazione.
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Errore materiale contratto: quando è escluso?
Un ente previdenziale vende degli appartamenti sostenendo, in seguito, che due autorimesse siano state incluse per errore come parti comuni condominiali. I tribunali di primo e secondo grado danno torto all'ente, ritenendo la volontà contrattuale chiara. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente. La Corte stabilisce che non si tratta di un errore materiale contratto, ma di una questione di interpretazione dei fatti, non rivalutabile in sede di legittimità, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme'.
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Patrimonio separato: scudo legale per le società veicolo
Una società e i suoi soci avevano ottenuto in appello la condanna di una banca e della società veicolo (SPV) cessionaria del credito. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che in un'operazione di cartolarizzazione, i crediti acquisiti costituiscono un patrimonio separato. Tale patrimonio è destinato esclusivamente a soddisfare i portatori dei titoli emessi per finanziare l'operazione e non può essere aggredito con domande riconvenzionali del debitore relative al rapporto con la banca originaria. L'SPV, quindi, non risponde delle passività del cedente.
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Cessione in blocco: onere della prova del cessionario
In un caso di cessione in blocco di crediti, la Corte di Cassazione ha stabilito che la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito se il debitore la contesta. Il cessionario ha l'onere di fornire la prova documentale che lo specifico credito rientra nell'operazione di cessione in blocco.
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Cessione crediti in blocco: prova e oneri del cessionario
In un caso di azione revocatoria, un credito viene trasferito a una società veicolo tramite una cessione crediti in blocco. La Corte di Cassazione stabilisce che la mera pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito se il debitore la contesta. Il cessionario ha l'onere di fornire prova documentale che lo specifico credito rientri nell'operazione di cessione per poter agire in giudizio.
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Dismissione immobili pubblici: scadenza essenziale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito le regole per la dismissione di immobili pubblici di enti previdenziali. Ha stabilito che il diritto di prelazione dei conduttori a condizioni agevolate è subordinato alla manifestazione di volontà di acquisto entro la scadenza perentoria del 31 ottobre 2001. L'interpretazione della norma non può essere estensiva, escludendo chi non ha rispettato tale termine.
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Confisca 231 terzo creditore: diritti sempre salvi
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava a una società creditrice, cessionaria di un credito ipotecario, la restituzione di somme derivanti da una confisca ex D.Lgs. 231/2001. La Corte ha stabilito che i termini di decadenza previsti dalla normativa antimafia non si applicano a questo tipo di confisca e che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di valutare la buona fede del creditore, non potendo rigettare la richiesta per presunta tardività o mancato accertamento. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame nel merito.
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Imposta registro fissa: il decreto ingiuntivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34504/2024, ha stabilito che un decreto ingiuntivo ottenuto per il recupero di un credito derivante da un'operazione di cartolarizzazione deve essere soggetto a imposta di registro fissa e non proporzionale. La decisione si fonda sul principio di alternatività tra IVA e imposta di registro, poiché la cartolarizzazione è un'operazione finanziaria soggetta a IVA (anche se esente), escludendo così l'applicazione della più onerosa imposta proporzionale.
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Piano del consumatore: la Cassazione sui piani lunghi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di gestione crediti contro l'omologazione di un piano del consumatore. Il creditore lamentava l'eccessiva durata (14 anni) della dilazione di pagamento. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla lunghezza e congruità del piano rientra nel merito del giudizio del Tribunale e non è sindacabile in sede di legittimità, a meno che non venga sollevata una specifica censura per vizio di motivazione, cosa non avvenuta nel caso di specie. La decisione rafforza la discrezionalità del giudice di merito nel bilanciare l'interesse del creditore con il principio della "second chance" per il debitore sovraindebitato.
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Cessione del credito: prova e motivazione della Corte
In una controversia su un pignoramento immobiliare, i debitori contestavano la titolarità del credito a seguito di diverse cessioni. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello, giudicandola totalmente priva di motivazione sia sulla questione della legittimazione ad agire del creditore originario, sia sulla prova effettiva della cessione del credito. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che valuti adeguatamente le prove e le contestazioni sollevate.
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Prova titolarità credito: onere del cessionario
Una società di cartolarizzazione non ha fornito un'adeguata prova della titolarità del credito dopo una cessione in blocco. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova grava interamente sul cessionario, specialmente quando il credito specifico è contestato e non chiaramente identificabile negli avvisi pubblici della cessione. Il semplice possesso dei documenti del prestito è stato ritenuto insufficiente.
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Classificazione Titoli Junior: Cassazione e imposte
Una società deduceva la svalutazione di titoli 'Junior' derivanti da cartolarizzazione, classificandoli come attivo circolante. La Cassazione ha confermato la ripresa fiscale dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la corretta classificazione titoli junior è tra le immobilizzazioni finanziarie, data la loro natura di investimento durevole e i vincoli alla loro alienabilità, rendendo la svalutazione indeducibile ai fini IRES.
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