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Apparentia iuris

Definizione

Principio secondo cui il mezzo di impugnazione corretto si determina in base a come il provvedimento appare formalmente, anche se il giudice ha errato nella sua qualificazione giuridica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità banca preponente: promotore truffa, paga la banca
Un investitore e la sua società hanno citato in giudizio un promotore finanziario e la banca per i danni causati da investimenti falsificati e promesse di mutui inesistenti. I giudici di merito avevano rigettato la domanda. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'investitore. La Suprema Corte ha stabilito che, in tema di responsabilità della banca preponente, l'inganno del promotore che nasconde le perdite fa presumere il nesso di causa con il danno subito dal risparmiatore. Spetta alla banca dimostrare il contrario. Inoltre, specificare meglio la perdita subita in appello non costituisce un mutamento vietato della domanda. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Trattamento economico incentivante negato: vince l’azienda
Un Dirigente chiedeva la condanna dell'Azienda al pagamento di oltre 150.000 euro per un trattamento economico incentivante previsto in un allegato al suo contratto di assunzione. L'Azienda si opponeva, sostenendo che il Direttore del personale che aveva firmato l'accordo non avesse il potere di rappresentanza per concedere tali benefici senza l'approvazione del Consiglio di Gestione. La Corte d'Appello accoglieva la tesi dell'Azienda. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del lavoratore. I giudici hanno stabilito che il Direttore del personale ha agito come rappresentante senza poteri e che il Dirigente, data la sua qualifica, non poteva fare affidamento sulla semplice apparenza del diritto, conoscendo i limiti decisionali interni all'azienda. Di conseguenza, il lavoratore perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Rifiuto Ordine di Servizio: Sanzione Legittima per Ordine Dubbio
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sanzione disciplinare (sospensione) a carico di alcuni macchinisti. I lavoratori avevano aderito a una protesta sindacale, attuando un rifiuto ordine di servizio che imponeva di iniziare il turno alle 4:25 anziché alle 5:00, causando un ritardo di venti minuti a un treno. Secondo la Corte, il rifiuto del lavoratore è illegittimo se contrario a buona fede e sproporzionato rispetto alla presunta inadempienza del datore. In questo caso, l'ordine si basava su un accordo apparentemente valido e la richiesta, avvenuta solo in due occasioni, non ledeva esigenze vitali dei dipendenti. Il danno al servizio pubblico ha reso il loro comportamento sanzionabile.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3380/2024, ha dichiarato inammissibile un regolamento di competenza sollevato contro una decisione del Tribunale che ripartiva una causa tra la sua sezione ordinaria e quella dell'esecuzione. La Corte ha ribadito che la divisione interna del lavoro in un ufficio giudiziario non è una questione di competenza, ma di mera organizzazione. Pertanto, un provvedimento che trasferisce una causa da una sezione all'altra dello stesso tribunale non può essere impugnato con il regolamento di competenza.
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