La Corte di Cassazione ha confermato il diritto ai buoni pasto di un lavoratore impiegato tramite un appalto illegittimo. Per quasi vent'anni, l'uomo aveva lavorato per una banca pur essendo assunto da un'altra società. La Corte ha stabilito che, non avendo la banca contestato in modo specifico i giorni e l'orario di lavoro full-time provati dal lavoratore tramite le sue buste paga, tali fatti dovevano considerarsi ammessi. Di conseguenza, al lavoratore spetta lo stesso trattamento dei dipendenti diretti della banca, inclusi i buoni pasto. La banca è stata quindi condannata a pagare oltre 25.000 euro al lavoratore.
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