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Animus associandi

Definizione

Termine latino che indica la volontà e la consapevolezza di un individuo di far parte di un'associazione criminale, condividendone gli scopi e contribuendo alla sua attività.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: no sconti
Una donna ha proposto ricorso in Cassazione contro la misura degli arresti domiciliari. L'accusa riguardava la sua partecipazione attiva a un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, avendo messo stabilmente a disposizione il proprio appartamento per custodire e confezionare ingenti quantitativi di droga. La ricorrente sosteneva che la dazione dell'immobile fosse un fatto isolato e chiedeva la derubricazione del reato in un'ipotesi più lieve. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la misura cautelare. I giudici hanno evidenziato che la consapevolezza della donna e il suo inserimento nel sodalizio erano provati da elementi concreti, come il pagamento delle sue spese legali da parte del capo dell'organizzazione e il suo silenzio complice con gli inquirenti.
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Casa per la droga: favore o partecipazione ad associazione?
Una donna, accusata di **partecipazione ad associazione per spaccio**, ha messo a disposizione il suo appartamento per la custodia di droga. La difesa sosteneva che questo singolo atto non provasse l'appartenenza al gruppo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la fornitura stabile dell'immobile, unita ad altri elementi come le richieste di denaro ai capi del sodalizio per sostenere la sorella arrestata, dimostrava la piena consapevolezza e volontà di far parte dell'organizzazione criminale. La misura degli arresti domiciliari è stata quindi confermata, ritenendo provati i gravi indizi di colpevolezza.
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Partecipazione mafiosa: spaccio e ruoli nel clan
La Corte di Cassazione, con la sentenza 23493/2025, ha rigettato il ricorso di un indagato, confermando la misura della custodia in carcere per partecipazione mafiosa. La Corte ha chiarito che il coinvolgimento in attività estorsive, oltre allo spaccio, dimostra un'adesione piena al sodalizio criminale, giustificando un trattamento cautelare più severo rispetto a un coindagato accusato solo di spaccio.
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