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Affissione Abusiva Di Manifesti

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Affissione abusiva di manifesti: niente sconti sulla maxi multa
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione di oltre 115.000 euro inflitta a un candidato politico per l'affissione abusiva di manifesti elettorali in varie zone di Milano. Il Comune aveva sanzionato il politico per aver posizionato i manifesti senza autorizzazione prima dei trenta giorni antecedenti le elezioni. Il trasgressore chiedeva l'applicazione del cumulo giuridico, che avrebbe ridotto drasticamente la multa. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che, trattandosi di condotte distinte compiute in luoghi e tempi diversi, non si applica lo sconto della continuazione tipico del diritto penale. Ogni singola affissione abusiva costituisce una violazione autonoma, con conseguente somma di tutte le multe (cumulo materiale). Il ricorso è stato quindi respinto, confermando l'intera sanzione.
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Affissione abusiva di manifesti: il sindacato non paga la multa
Il Comune ha sanzionato un Sindacato per l'affissione abusiva di manifesti che annunciavano uno sciopero generale, ritenendolo responsabile in solido. Il Tribunale aveva confermato la multa basandosi sul fatto che il Sindacato traeva vantaggio dalla pubblicità. La Corte di Cassazione ha invece annullato la sanzione, stabilendo che il semplice beneficio economico o l'inerenza del messaggio agli scopi dell'ente non bastano a dimostrare la proprietà dei manifesti o il mandato ad affiggerli. Per applicare la responsabilità solidale, l'amministrazione deve provare concretamente che l'attività pubblicitaria sia riconducibile all'iniziativa del beneficiario, specie se lo sciopero era stato indetto da più sigle sindacali.
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Affissione abusiva di manifesti: il sindacato vince contro il Comune
Un sindacato ha impugnato una sanzione amministrativa inflitta dal Comune per l'affissione abusiva di manifesti che pubblicizzavano uno sciopero generale. Il Tribunale aveva ritenuto il sindacato responsabile in solido presumendo la proprietà dei volantini dal semplice fatto che contenessero la sigla sindacale e promuovessero un evento di suo interesse. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del sindacato, annullando la multa. I giudici hanno chiarito che l'amministrazione non può presumere la proprietà o la commissione dei manifesti solo perché l'ente ne trae un generico giovamento. Trattandosi di uno sciopero indetto da più sigle, mancava un collegamento esclusivo. Pertanto, senza prove concrete sull'autore della stampa o dell'affissione, la responsabilità solidale non può essere applicata in modo automatico.
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