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Acque reflue urbane

Definizione

Acque di scarico provenienti da insediamenti residenziali e servizi, che possono includere anche acque industriali o piovane convogliate in fognatura.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Limiti emissione acque reflue: multa annullata per errore di norma
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione di 3.000 euro contro una società di gestione idrica. La multa era stata emessa per il superamento dei limiti di emissione acque reflue, in particolare del parametro 'azoto nitroso'. La Corte ha chiarito un punto fondamentale: i limiti più severi, previsti dalla Tabella 3 dell'Allegato 5 del Testo Unico Ambientale, si applicano solo agli scarichi industriali o a quelli urbani misti che contengono anche reflui industriali. Se un impianto, come in questo caso, tratta esclusivamente acque reflue domestiche, deve rispettare i limiti meno restrittivi delle Tabelle 1 e 2. Poiché la Regione non ha provato la presenza di scarichi industriali, la sanzione è stata giudicata illegittima.
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Responsabilità scarico abusivo: chi paga il conto?
Una società che gestisce il servizio idrico e il suo direttore sono stati sanzionati per lo scarico di un impianto di depurazione non a norma e con autorizzazione scaduta. Nonostante avessero affidato la gestione operativa a un'altra ditta, la Corte di Cassazione ha confermato la loro colpevolezza. La sentenza stabilisce che la titolarità dell'autorizzazione allo scarico comporta una responsabilità diretta e personale, che non può essere eliminata da una semplice delega. La Corte ha inoltre respinto la tesi dello stato di necessità, ribadendo che la responsabilità per scarico abusivo ricade sul gestore autorizzato.
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Responsabilità scarichi idrici: chi paga la sanzione?
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a una società di gestione idrica e al suo Direttore generale per superamento dei limiti di inquinamento. La Corte ha stabilito che la responsabilità per gli scarichi idrici ricade sul titolare dell'autorizzazione, anche se la gestione dell'impianto è appaltata a terzi. Viene inoltre confermata la presunzione di colpevolezza, con l'onere per il sanzionato di provare l'assenza di dolo o colpa.
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Acque reflue urbane: quali limiti si applicano?
Una provincia ha sanzionato una società di gestione idrica per aver superato i limiti di scarico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della provincia, stabilendo che per le acque reflue urbane senza una comprovata componente industriale, si applicano i limiti meno restrittivi previsti per i soli scarichi domestici (Tabella 1 del D.Lgs. 152/2006) e non quelli più severi per gli scarichi misti (Tabella 3). La decisione si basa sulla natura effettiva delle acque trattate, come specificato nell'autorizzazione dell'impianto, e sulla mancata prova contraria da parte dell'ente accertatore.
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