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Accollante

Definizione

Il soggetto terzo che si impegna a farsi carico del debito originariamente altrui.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accollo Debito Tributario: No alla Compensazione con Crediti Altrui
Una società contribuente ha tentato di estinguere i propri debiti fiscali utilizzando in compensazione i crediti d'imposta di altre società che si erano fatte carico del suo debito. L'Agenzia delle Entrate ha respinto questa operazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Erario, stabilendo un principio fondamentale sull'accollo debito tributario: questo accordo ha valore solo tra le parti private. Ai fini fiscali, il debitore resta sempre quello originario. Di conseguenza, non è possibile la compensazione perché manca il requisito dell'identità soggettiva: il titolare del debito e quello del credito sono due soggetti diversi. La compensazione con crediti di terzi è quindi vietata.
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Usura bancaria: commissione recesso e tassi soglia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società accollante di un mutuo ipotecario che lamentava fenomeni di usura bancaria. Il ricorrente sosteneva che la commissione di estinzione anticipata e i costi di un contratto derivato Interest Rate Swap dovessero essere inclusi nel calcolo del tasso soglia. La Suprema Corte ha confermato che la commissione di recesso non costituisce remunerazione del credito, ma un corrispettivo per lo scioglimento anticipato del vincolo, restando quindi esclusa dal calcolo dell'usura. È stata inoltre confermata la legittimità dell'ammortamento alla francese e sanzionato il ricorrente per abuso del processo.
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Accollo esterno: guida alla corretta interpretazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che qualificava erroneamente come accollo interno un accordo transattivo tra eredi riguardante il pagamento di compensi professionali. Il caso riguardava un professionista che chiedeva il saldo delle proprie spettanze basandosi su una conciliazione giudiziale in cui gli eredi si assumevano i debiti della dante causa. La Suprema Corte ha chiarito che per configurare un accollo esterno non è necessaria una clausola espressa, ma occorre valutare il comportamento complessivo delle parti, incluse le comunicazioni successive alla firma, che nel caso di specie indicavano la volontà di aprire l'accordo al creditore.
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Accollo debito fiscale: no alla compensazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3930/2025, ha stabilito che l'accollo di un debito fiscale non consente all'accollante di utilizzare i propri crediti d'imposta in compensazione. La Corte ha chiarito che, ai fini tributari, l'accollo ha solo efficacia interna tra le parti private. Per l'Erario, il debitore rimane sempre il soggetto originario, facendo mancare il requisito fondamentale dell'identità soggettiva tra debitore e creditore, necessario per la compensazione secondo l'art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Questo principio è stato ritenuto valido anche per i periodi d'imposta antecedenti alla legge del 2019 che ha esplicitamente vietato tale pratica.
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