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Stock Lending: Deducibilità Fiscale Contesa, la Cassazione Fa Chiarezza

Una società ha stipulato contratti di “stock lending” (prestito di titoli) e ha dedotto fiscalmente le commissioni pagate. L’Agenzia delle Entrate ha contestato la *deducibilità fiscale stock lending*, equiparando l’operazione all’usufrutto di azioni, rendendo i costi non deducibili. La società ha impugnato gli avvisi di accertamento, contestando anche il raddoppio dei termini e l’accertamento induttivo. La Corte di Cassazione ha confermato che le operazioni di *stock lending* con dividendi esenti e commissioni deducibili sono assimilabili all’usufrutto di azioni, rendendo le commissioni non deducibili. Tuttavia, ha accolto parzialmente il ricorso per altri oneri finanziari, rinviando la questione alla Commissione tributaria regionale.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 16685 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 5 n. 16685/2022)

Introduzione alla Deducibilità Fiscale nello Stock Lending

Il mondo della finanza offre strumenti complessi, e lo “stock lending” (prestito di titoli) è uno di questi. Questa operazione, apparentemente semplice, nasconde delicate implicazioni fiscali, soprattutto per quanto riguarda la deducibilità fiscale stock lending delle commissioni pagate. La Corte di Cassazione ha recentemente fornito chiarimenti essenziali, delineando i confini tra vantaggio economico e legittimità fiscale. Comprendere questa decisione è fondamentale per chi opera nel settore e per chiunque voglia approfondire le dinamiche del diritto tributario.

Cos’è lo Stock Lending e la sua Deducibilità Fiscale

Lo stock lending è un’operazione in cui una società presta le proprie azioni a un’altra, ricevendo in cambio una commissione (chiamata “fee”). La società che riceve le azioni (il mutuatario) si impegna a restituirle entro un certo termine. Spesso, il mutuatario riceve anche i dividendi distribuiti dalle azioni prestate. Il punto cruciale per la deducibilità fiscale stock lending sorge quando questi dividendi sono esenti da imposte nel paese del mutuatario, mentre la commissione pagata al prestatore viene integralmente dedotta in Italia. Questa asimmetria fiscale ha sollevato dubbi sull’effettiva natura dell’operazione.

La Cassazione ha chiarito che, ai fini tributari, lo stock lending che permette di incassare dividendi esenti e dedurre le commissioni è economicamente simile all’usufrutto di azioni. L’usufrutto di azioni, per legge, comporta l’indeducibilità dei costi sostenuti per acquisire tale diritto. Di conseguenza, anche le commissioni pagate nello stock lending, in queste specifiche condizioni, non sono deducibili dal reddito imponibile. La Corte ha ribadito un principio già consolidato, equiparando il fenomeno economico, indipendentemente dalla sua qualificazione civilistica come diritto reale o di credito.

Il Raddoppio dei Termini di Accertamento e il Contribuente

Un altro aspetto contestato dalla società riguardava il raddoppio dei termini di accertamento. L’Amministrazione finanziaria può estendere i tempi per effettuare i controlli fiscali se ci sono seri indizi di reato che comportano l’obbligo di denuncia penale. La società sosteneva che il raddoppio non fosse applicabile, anche perché in alcuni casi era intervenuta un’archiviazione in sede penale. La Cassazione ha però confermato che il raddoppio dei termini dipende dall’esistenza dell’obbligo di denuncia penale, non dalla sua effettiva presentazione o dall’esito del procedimento penale. Basta che sussistano i presupposti per la denuncia, anche se poi l’azione penale non prosegue o si conclude con un proscioglimento. Il giudice tributario deve verificare solo la sussistenza di tali presupposti, senza entrare nel merito del reato stesso.

L’Accertamento Induttivo e la Mancanza di Documentazione

La società ha anche lamentato l’illegittimità dell’accertamento induttivo puro, un metodo che l’Amministrazione finanziaria usa per ricostruire il reddito quando la contabilità del contribuente è inaffidabile o mancante. La società aveva rifiutato di esibire la documentazione richiesta, sostenendo di attendere una pronuncia della Corte Costituzionale sui termini di decadenza. La Cassazione ha respinto questa argomentazione. Ha stabilito che il rifiuto di fornire la documentazione, anche se motivato, giustifica l’applicazione dell’accertamento induttivo. La mancata disponibilità delle scritture contabili, a prescindere dalla colpevolezza del contribuente, impedisce all’Amministrazione di effettuare una verifica ordinaria.

Le Motivazioni della Cassazione sulla Deducibilità Fiscale Stock Lending

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione sulla deducibilità fiscale stock lending basandosi su un’interpretazione sostanziale delle operazioni finanziarie. Ha ritenuto che, sebbene lo stock lending e l’usufrutto di azioni siano tecnicamente diversi, il loro effetto economico-fiscale è il medesimo quando permettono di percepire dividendi esenti e di dedurre le commissioni. Questa equiparazione evita che si creino vantaggi fiscali indebiti attraverso la scelta di una forma contrattuale piuttosto che un’altra. La Corte ha quindi applicato l’articolo 109, comma 8, del D.P.R. n. 917/1986, che rende indeducibili i costi sostenuti per diritti analoghi all’usufrutto su partecipazioni da cui derivano utili esenti. La motivazione della sentenza impugnata è stata corretta su questo punto, confermando la non deducibilità delle commissioni.

Le Conclusioni della Sentenza: Chi vince e le conseguenze sulla Deducibilità Fiscale

La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi di ricorso della società, confermando l’orientamento secondo cui la deducibilità fiscale stock lending delle commissioni non è ammessa nelle circostanze descritte. Questo significa che la società non potrà dedurre le commissioni pagate per le operazioni di prestito titoli, con la conseguenza che l’imponibile fiscale resterà più elevato. Tuttavia, la Corte ha accolto un motivo specifico del ricorso, relativo all’omessa pronuncia della Commissione tributaria regionale sulla deducibilità di altri oneri finanziari, diversi dalle commissioni di stock lending, per l’anno d’imposta 2005. Per questo punto, la sentenza è stata cassata e rinviata alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, che dovrà riesaminare la questione e provvedere anche sulle spese legali. In sintesi, la società ha perso sulla questione principale della deducibilità fiscale stock lending delle commissioni, ma ha ottenuto un rinvio per la valutazione di altri oneri finanziari.

Cos’è lo stock lending dal punto di vista fiscale?
Lo stock lending è un’operazione di prestito di titoli. Dal punto di vista fiscale, se permette di ricevere dividendi esenti da imposte e di dedurre le commissioni, viene equiparato all’usufrutto di azioni, rendendo le commissioni non deducibili.

Quando le commissioni di stock lending non sono deducibili?
Le commissioni di stock lending non sono deducibili quando l’operazione è strutturata in modo da consentire al mutuatario di percepire dividendi esenti da imposte, creando un vantaggio fiscale simile a quello dell’usufrutto di azioni.

Cosa succede se l’Amministrazione finanziaria raddoppia i termini di accertamento?
Il raddoppio dei termini di accertamento è legittimo se esistono seri indizi di reato che comportano l’obbligo di denuncia penale, anche se la denuncia non è stata effettivamente presentata o il procedimento penale si è concluso con un’archiviazione. L’Amministrazione deve solo dimostrare la sussistenza di tali presupposti.

Termini giuridici

Stock lending
Un'operazione finanziaria in cui si prestano titoli (come azioni) in cambio di una commissione, con l'obbligo di restituirli.
Deducibilità fiscale
La possibilità di sottrarre un costo o una spesa dal reddito imponibile per calcolare un'imposta inferiore.
Raddoppio dei termini di accertamento
Un'estensione dei tempi entro cui l'Amministrazione finanziaria può controllare e contestare le dichiarazioni dei contribuenti, spesso legata a ipotesi di reato.
Accertamento induttivo
Un metodo di controllo fiscale in cui l'Amministrazione finanziaria ricostruisce il reddito del contribuente basandosi su dati e presunzioni, quando la contabilità è inaffidabile o mancante.
Contraddittorio preventivo
Il diritto del contribuente di confrontarsi con l'Amministrazione finanziaria e presentare le proprie osservazioni prima che venga emesso un atto impositivo definitivo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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