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Prestito di azioni: la Cassazione chiude il caso

Il caso riguarda un’operazione di prestito di azioni tra una società italiana e soggetti esteri, qualificata dall’amministrazione finanziaria come un disegno elusivo privo di reale sostanza economica. Il Fisco ha contestato la deducibilità delle perdite generate dallo schema negoziale, ritenendolo finalizzato esclusivamente al risparmio d’imposta. La controversia, dopo i gradi di merito favorevoli all’Agenzia delle Entrate, si è conclusa in Cassazione con la dichiarazione di estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società contribuente.

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Pubblicato il 16 aprile 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 2462 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 5 n. 2462/2023)

Prestito di azioni e rischi di elusione fiscale

Il prestito di azioni rappresenta uno strumento finanziario sofisticato che, se utilizzato in contesti internazionali senza una solida giustificazione economica, può attirare l’attenzione delle autorità fiscali. Recentemente, la Suprema Corte si è occupata di una complessa vicenda legata a operazioni transfrontaliere volte a generare perdite fiscali attraverso lo scambio temporaneo di titoli azionari.

La struttura dell’operazione di prestito di azioni

Una società italiana aveva sottoscritto un accordo con un partner estero per ottenere la disponibilità di titoli di una società partecipata situata in un territorio a fiscalità agevolata. Il contratto prevedeva che la società italiana percepisse i dividendi, ma al contempo era obbligata a restituire i titoli pagando una commissione talmente elevata da annullare ogni profitto, generando così una perdita contabile. Tale perdita veniva poi utilizzata per abbattere l’imponibile fiscale in Italia.

La contestazione sul prestito di azioni

L’Agenzia delle Entrate ha disconosciuto l’operazione, considerandola un disegno unitario privo di causa economica e finalizzato esclusivamente all’elusione fiscale. Secondo l’ufficio, la tempistica della stipula, avvenuta a ridosso della distribuzione degli utili, dimostrava che le parti conoscevano già l’entità dei dividendi e avevano strutturato il contratto solo per creare un vantaggio fiscale indebito. La nullità dell’operazione ha comportato il recupero delle imposte IRES, IRAP e IVA, oltre all’irrogazione di pesanti sanzioni.

Implicazioni della rinuncia al ricorso

In sede di legittimità, la società contribuente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. Questo passaggio procedurale è fondamentale poiché determina l’impossibilità per la Corte di entrare nel merito della questione, rendendo definitiva la decisione dei giudici di appello che avevano già confermato la legittimità dell’operato del Fisco.

Le motivazioni

Le motivazioni che hanno portato alla chiusura del caso risiedono nella scelta volontaria della parte ricorrente di non proseguire il giudizio. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia sottoscritta dal difensore e confermata in udienza, ha dovuto limitarsi a dichiarare l’estinzione del processo. Non essendo stata accettata la rinuncia dalla controparte con pretesa di spese, i giudici hanno stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulla liquidazione delle stesse, chiudendo definitivamente la lite senza una nuova analisi del merito elusivo.

Le conclusioni

La vicenda conferma che le operazioni di pianificazione fiscale aggressiva basate sul prestito di azioni sono soggette a un monitoraggio rigoroso. La mancanza di una reale finalità commerciale rende tali schemi vulnerabili alle contestazioni di abuso del diritto. Per le imprese, la lezione principale è la necessità di supportare ogni operazione straordinaria con documentazione che ne attesti la validità economica, evitando strutture circolari il cui unico effetto sia la riduzione del carico tributario.

Cosa accade se una società rinuncia al ricorso in Cassazione?
Il giudizio viene dichiarato estinto e la sentenza emessa nel grado precedente diventa definitiva, impedendo alla Suprema Corte di valutare il merito della causa.

Perché il prestito di azioni può essere considerato elusivo?
L’operazione è elusiva se manca di sostanza economica e ha come unico scopo l’ottenimento di un vantaggio fiscale, come la creazione di perdite artificiali.

Quali imposte possono essere recuperate in caso di operazione fraudolenta?
L’amministrazione finanziaria può recuperare l’IRES, l’IRAP e l’IVA indebitamente non versate, oltre ad applicare sanzioni amministrative per infedele dichiarazione.

Termini giuridici

Usufrutto
Diritto reale che permette di godere di un bene altrui e dei suoi frutti rispettandone la destinazione.
Dividendi
Quote di utile che una società distribuisce ai propri azionisti al termine dell'esercizio contabile.
Elusione
Operazione volta a ottenere un vantaggio fiscale indebito aggirando lo spirito delle norme tributarie.
Estinzione
Conclusione anticipata del processo senza una decisione sul merito della causa.
Commissione
Corrispettivo pagato per un servizio o una prestazione nell'ambito di un contratto commerciale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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